venerdì 29 gennaio 2010 10:40 - di
Segreteria Nazionale
- Categorie: Coordinamento nazionale Vetrina
Nella riunione di giovedì 28 gennaio, la Segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Libertà ha deliberato, in particolare, quanto segue:
1) Collegare, per le elezioni regionali e amministrative di marzo, il simbolo di SEL al nome di Nichi Vendola con l’obiettivo di consolidare in campo nazionale il nostro progetto politico e di offrire, al tempo stesso, continuità e visibilità all’esito fortemente positivo delle primarie in Puglia. Alla riunione del Coordinamento nazionale di lunedì 1 febbraio verrà presentato il simbolo elettorale che, così modificato, verrà utilizzato in tutte le regioni e gli enti territoriali chiamati al voto;
2) Costruire, per le regionali e le amministrative, liste elettorali forti, competitive e aperte a esperienze indipendenti di impegno civile e politico, così come è stato per le liste alle elezioni europee del giugno scorso;
3) Impegnare i territori e il gruppo dirigente di SEL per avere, nel maggior numero di regioni, capilista nazionali, capaci di portare un contributo di visibilità e di consenso elettorale alle nostre liste;
4) Lavorare in Toscana per liste comuni con la Federazione della Sinistra, naturalmente in condizioni di pari dignità nelle formazione delle liste e nella definizione del simbolo elettorale;
5) Verificare, prima della riunione di Coordinamento di lunedì 1 febbraio, se vi sono e quali sono le condizioni politiche per liste di Sinistra, Ecologia e Libertà aperte alla partecipazione dei compagni socialisti;
6) La segreteria rammenta infine i requisiti morali per i propri candidati (assenza di processi penali pendenti o di condanne nelle ipotesi espressamente previste dal regolamento di SEL) che verranno applicati alle liste per le regionali e le amministrative di marzo.
secondo me molto buona l’idea di aggregare il nome di nichi vendola al simbolo,il successo dele primarie in puglia puo’ fare da traino anche nelle altre regioni,facendo ritornare la passione anche ai delusi dalla politica.
pero’ il simbolo di sinistra ecologia non va stravolto,ne abbianmo gia’ cambiati troppi!! si genera confusione nella gente..!
questione di metodo che a volte è anche sostanza.
1) la segreteria è un organo esecutivo e invece diventa un organo di direzione politica di fatto scavalcando il coordinamento nazionale.
La Segreteria è stata eletta dal cordinamento nazionale eletto a sua volta stracciando regole già definite. Sono bastate 25 firme per far parte di un organismo nazionale, senza voto, senza selezione e modifcando il numero in corsa da 24 a 31 preoccupati che il voto dei delegati contasse qualcosa.
nel merito
mi sono battuto affinchè nel simbolo della sinistra arcobaleno ci fosse un riferimento a Bertinotti, non per personalimo ma perchè un simbolo elettoralmente sconosciuto poteva avere una aiuto mediatico con il nome del presidente della camera uscente e con la sua presenza in tv, inoltre poteva seguire l’interessante campagna fatta nelle primarie con bertinotti presidente, l’ipotesi fu cassata
e venni accusato di voler introdurre dosi di popolismo e personalismo.
in occasione delle elezioni europee ( altro voto fatto sprecare) pensavo che essendo una elezione nazionale, avendo ancora una volta un simbolo sconosciuto, avendo un leader autorevole e candidato in tutte le circoscrizioni un riferimento a Vendola sarebbe stato utile, ma anche qui non se ne fece nulla preferendo i simboli delle famiglie europee ma che nessuno conosceva.
oggi per elezioni regionali si propone il nome del candidato presidente di una sola regione ovvero la puglia e non la vedo di grande utilità far votare una sorta di lista “con vendola presidente”, in Piemonte, in Lombardia, nel lazio o in campania, quindi sono contrario.
sulle liste, ho fatto a fatica la scissione di rifondazione per costruire un laboratorio per l’unità delle forze alla sinistra del PD e vedo con favore il tentativo di liste unitarie con tutta la sinista compreso la federazione e i socialisti che vogliono starci, ovviamente non capisco del perchè solo in toscana si danno consiglii! se vi è un indirizzo nazionale al riguardo va bene ma non capisco perchè i compagni toscani debbano essere messi sotto tutela.
penso invece che liste unitarie della sinistra aiutino il percorso di riunificazione della sinistra.
con le liste unitarie e con le preferenze risulterebbero elette/i i più rappresentativi e radicati con l’impossibilità di eleggere due categorie devastanti per processi unitari, ovvero settari, gruppettari e coloro magari unitari ma che pur non rappresentatndo nessuno vengono eletti spesso per grazia ricevuta, ( capi lista inventati, liste bloccate, listini etc)
con le liste aperte e le preferenze sarebbe difficile eleggere queste due figure nefaste.
sui leader nazionali ad averne!!!! l’unico leader nazionale e niky!! altri non sono altro che cadaveri litigiosi…epr le regioni candidature locali, forti, rappresentative e pedalare, pedalare, opedalare nessun fantomatico leader “nazionale ” a piangerre preferenze di “partito” a discapito del radicamento locale.
buon lavoro
Pippo
SEL esisterebbe eccome senza Nichi Vendola perchè è fatto di donne e uomini che credono in una nuova società più giusta, equa e solidale, attenta all’ambiente e fortemente pacifista. Nessuno mette in dubbio che sia un grande politico, ma ora serve un passo indietro e un grosso sforzo per far conoscere il nuovo simbolo come rappresentazione di un processo unitario. Il riferimento al nome fa quasi considerare SEL un assembramento elettorale.
Caro Marcofoggia,
siamo conterranei ed anche io apprezzo moltissimo Nichi Vendola…ma i tuoi interventi a volte mi sembrano simili a quelli leggibili sul sito del PDL circa Berlusconi…
Evitiamo l’eccessiva personalizzazione della politica, per favore.
Il nome “Vendola” nel simbolo può essere utile per far conoscere SEL, quindi ben venga questa volta. Ma che non diventi una cosa permanente…
VORREI DIRE A TUTTI COLORI I QUALI,LA MINORANZA,DATO CHE IL POPOLO È CON NICHI,SI OPPONGONONO ALL’INSERIMENTO DEL NOME DI VENDOLA NEL SIMBOLO DI SEL,CHE VENDOLA È UNA GRANDE,GRANDISSIMA RISORSA PER SEL;L’IDV,IL PD CE LO INVIDIANO,VORREBBERO AL LORO INTERNO UN POLITICO COSÌ CARISMATICO E AMATO DAL POPOLO.SEL SENZA VENDOLA NON ESISTEREBBE O SOPRAVVIVEREBBE AI MARGINI DELLA POLITICA ITALIANA.VENDOLA SEI GRANDE.
Considerati i risultati ai quali si è pervenuti, forse è preferibile se la segreteria nazionale non si riunisca più!
Leggendo i commenti riguardanti l’ipotesi di accostare il nome «Vendola» al simbolo di SEL, non ho potuto fare a meno di maturare in proposito alcune considerazioni.
Ritengo, innanzitutto, che tale ipotesi non possa davvero pregiudicare l’essenza costitutiva di SEL – quale partito costruito dal basso mediante la partecipazione diretta ed attiva dei suoi aderenti senza gerarchizzazioni e linee di comando prestabilite – né tantomeno che rappresenti una sorta di personalizzazione berlusconiana del partito o, addirittura, una vera e propria sottomissione di quest’ultimo alla figura del capo designato. Penso, invece, che in una fase critica come quella che la sinistra sta vivendo ormai da qualche anno accostare la persona, o meglio, l’esperienza governativa di Nichi Vendola al simbolo di SEL rappresenti (almeno per le prossime regionali) un valore aggiunto, nonché un’importante cassa di risonanza per un progetto politico che è ancora tutto in divenire e nei confronti del quale è in atto un deliberato tentativo di oscuramento da parte del mondo dell’informazione.
A ben vedere, il governo di Vendola in Puglia è l’unica esperienza visibile a livello nazionale a marchio SEL. Attualmente la validità, nonché la fattibilità di questo progetto politico alternativo trova unicamente espressione proprio nella persona di Nichi Vendola. Evocare, pertanto, l’esperienza pugliese nel simbolo è un’opportunità da valutare attentamente proprio perché fornisce una testimonianza concreta rispetto all’eventualità che in questo Paese sia ancora possibile vedere all’opera una politica corretta, non autoreferenziale e, soprattutto, al servizio del bene comune.
Non credo, quindi, che accostare al simbolo il nome Vendola significhi necessariamente “personalizzare”o “egemonizzare ” il partito, credo piuttosto che in questo modo si possa soltanto rafforzare il progetto politico portato avanti da SEL, dato che, ad oggi, l’esperienza pugliese rappresenta nei fatti la manifestazione più compiuta e concreta dell’alternativa politica che SEL intende rappresentare in ogni territorio.
Sono del tutto contrario ad inserire nel nuovo simbolo di SEL il nome di Niki Vendola e gli chiedo espressamente di opporsi a questa decisione che conduce ad una ulteriore non necessaria personalizzazione della politica.
Un conto infatti è utilizzare la splendida vittoria di Niki alle primarie di Puglia, un altro e farne oggetto di culto o di diffusione mediatica.
Credevo che SEL ambisse a diventare un partito diverso dai partiti contenitori, che si pubblicizzano come il detersivo, e che volesse diventare una storia di molte donne ed uomini, un vero e proprio intellettuale collettivo dove l’apporto di tutte e di tutti (e non solo quello del leader) venissero riconosciuti come essenziali alla riuscita del progetto.
Mi ritrovo invece con quello che ho sempre detestato, ovvero il nome di una persona, sia pure la migliore di questo mondo, nel simbolo, come se invece di identificarci in un progetto comune di trasformazione della società ci identificassimo in un solo individuo.
Lo ripeto, non voglio assolutamente sminuire l’apporto di Niki Vendola e credo che la sua notorietà dopo la vittoria alle primarie sia da utilizzare ma, per favore, teniamoci il nostro simbolo e facciamo vedere che siamo diversi dagli altri.
sergio acquilino
portavoce di SEL della provincia di Savona
Questa volta concordo con Peppe Giudice a cui rispondo che secondo me le associazioni di socialisti organizzati potrebbero crescere;basta guardare il sito del PS, io gli ho dato un’occhiata per curiosità e ho potuto dedurne che oramai lì è un delirio totale: il partito, se così possiamo chiamarlo è diviso tra chi andrebbe col (se non anche nel) Pd a tutti i costi e chi invece vorrebbe sondare strade alternative come riprendere il dialogo con SEL e la sinistra in generale,ad esempio in Liguria SEL e PS hanno disertato il tavolo di trattative con il cementificatore burlando, oppure in Campania dove alcuni accolgono entusiasticamente la nomina di De Luca mentre altri vorrebbero presentarsi autonomamente(e quindi credo che la cosa offrirebbe spunti per un’alleanza delle forze a sinistra del Pd).Dunque è evidente che dipende dal tipo di dirigenti che ci sono sul territorio, ad esempio io non voterei mai una sinistra alleata di un Ps gestito da gente come Ciucchi (il segretario toscano) dopo quello che ha detto su immigrazione ed integrazione (non molto diverso dalla destra).
Che Nencini si tenga pure il suo 0.3 %….
Caro Antonio vi sono dei socialisti organizzati in associazioni che staranno nel percorso costituente di SEL. In quale lingua dobbiamo spiegarlo? Consigliamo nuovamente di leggere il sito http://www.socialismoesinistra.it . Se in alcune regioni si aggiunge la rosa che problema c’è? Del resto essa appartiene non solo al PS ma anche ad SD. Cerchiamo di ragionare su questioni serie, Vendola ha detto con chiarezza che la tradizione socialista fa parte del futuro della sinistra. Perchè quella è una cultura senza la quale la sinistra non esiste. E, a quando mi dicono, queste cose le ha dette pure a DE Magistris. Perchè senza il socialismo la sinistra non esiste, senza gli inquisitori alla Savonarola campa meglio.
Nulla da obiettare sull’allargamento delle liste ai compagni socialisti.A due condizioni.
1)I compagni socialisti che si candidano nelle nostre liste devono condividere il progetto di SeL e non devono avere per storia recente e passata affermato di non condividere il progetto di Sel.
2)Che a nessuno venga in mente di chiedere di modificare il simbolo di Sel inserendo magari la rosa del Ps come da qualche parte affermato . Nulla contro il glorioso simbolo del Socialismo Europeo ma in questa occasione non è altro che l’emblema di un partito che del progetto di Sel è strenuo avversario.
Nel terzo millennio non si costruirà la “Sinistra” (quella con la esse maiuscola) se non si confronteranno le culture del popolo della sinistra e non si fonderanno in un unico “progetto”. I padri fondatori del pensiero socialista guardavano al divenire e pensavano a progetti nel tempo del divenire. Vogliamo usare il roboante termine “terzo millennio”? Allora pensiamo al “progetto” in quanto stante nel divenire. Traduzione: se non si buttano le giacchette e si riparte nudi, ognuno con la propria cultura come unico bagaglio, non si costruisce alcun progetto. Quando fosse dimostrato che il progetto è fattibile si pensi al nuovo. Per quanto giustificato da anni di dvisioni mi pare che ci si attardi eccessivamente sulle differenze di origine. Vendola è solo un esempio di progetto unitario per i problemi del territorio Puglia. Credo faccia bene a divulgare il concetto e non preoccuparsi della propaganda del simbolo. Quello spetta alle nostre intelligenze, ognuno nel suo luogo.
Tiziano, non essere polemico come sempre…
PER VENDOLA,PER LA SEGRETERIA DI SEL. LEGGENDO UN SITO DI INFORMAZIONE http://www.ildiariomontanaro.it HO RISCONTRATO CHE IN UNA CITTÀ IN PROVINCIA DI FOGGIA,MONTE SANT’ANGELO, SEL HA UN VICESINDACO CHE FA PARTE DI UNA MAGGIORANZA COMPOSTA DAL POPOLO DELLE LIBERTÀ E DALL’UDC. E DI CONSEGUENZA MOLTI COMMENTI ALL’ARTICOLO CRITICAVANO TALE COSA E ALTRI ANCORA DICEVANO DI NON VOLER VOTARE SEL PROPRIO PER TALE IMBARAZZO. IO MI AUGURO CHE SEL NON SI RENDA COLPEVOLE DI SIMILI SCIAGURE E PRENDA PROVVEDIMENTI,ANCHE SE PARLIAMO DI UNA PICCOLA REALTÀ,MA DOBBIAMO TENER CONTO CHE ANCHE NELLE PICCOLE REALTÀ SI VOTA. Grazie e forza Vendola
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5bd1b9a4-e1ac-424b-89f6-bd9e2dfb4e74.html?p=0
Podcast per l’intervista di oggi dalla Annunziata
Buon lavoro ai compagni veri socialisti per lunedi. Del resto Vendola il 20 a Roma ha detto che la componente socialista è importante per SEL.
Da sempre sono convinto che non si costruisce la Sinistra del terzo millennio, quindi Europea, senza il contributo della cultura Socialista, leggere quindi le parole di Marco Andreini mi apre il cuore.
I socialisti e le associazioni socialiste che hanno sperato e lavorato anche in Puglia perchè Vendola vincesse le primarie , organizzano a Roma al Centro congressi Cavour alle 16 lunedi 1 febbraio una assemblea nazionale alla quale invitiamo tutti.
Come il compagno Giudice ricorda i socialisti non sono tutti come Nencini, e anche nei gruppi dirigenti anche territoriali sta decisamente affiorando una seria riflessione sulla gestione suicida dell’attuale segreteria.
Nel documento finale del consiglio nazionale del partito socialista del 5 dicembre vi era chiaramente scritto che sarebbe continuato un rapporto e ripreso il confronto con Sel se il 19 dicembre il movimento non si fosse trasformato in un partito.
Così non è stato , sono proseguiti sono incontro pseudo segreti , nonostante nei territori , ad esempio in Liguria e Lombardia si sia andati avanti ,mantenendo inalterato il clima di rispetto e di stima fra i compagni che l’elezioni europee, le feste fatte insieme , i dibattiti e le infinite iniziative hanno contribuito a cementare.
La fantastica gestione della mia segreteria nazionale ha contribuito a regalarci lo splendido risultato che a pochi giorni dalle elezioni non solo non sappiano che simbolo avremo ,ma nemmeno quali candidati.
Non ci siamo fatti mancare nulla come scelte suicide , nemmeno Nencini non è stato nemmeno capace ,al limite per puro opportunismo di schierarsi con Vendola in Puglia, capolavoro assoluto , nonostante ciò tutti i socialisti hanno votato Vendola.
Voglio approffittare di questo sito , visto che sul sito del mio partito non posso scrivere, per dire a Nencini e ai suoi che i socialisti anche all’interno del partito si stanno organizzando per preparare subito dopo le elezioni il congresso e nonstante continuiamo a essere descritti come poveri peones, siamo più che convinti che sia il tempo nel partito della rivolta , sia il tempo di chiedere la testa di chi ha portato il partito allo 0,3%, organizzare il dissenso senza offendere nessuno ponendo problemi politici , crediamo sia lecito legittimo e giusto nei partiti e noi poveri peones, vogliamo far si che all’appuntamento di Luglio per creare una nuova forza della sinistra ci sia intero e non a pezzi il partito socialista , noi lavoriamo per questo , e la giornata di lunedì nè sarà la prima tappa, statene certi
COSTRUIRE IL PARTITO
QUESTA E’ LA VERA PRIORITA’.
QUESTO DEVE ESSERE IL PRIMO PENSIERO DI TUTTI NOI
Scelta pessima e incondivisibile quella di legare il simbolo di SEL a Vendola. Una personalizzazione che riflette un malinteso senso del ruolo della personalità in ambito politico. Un cedimento alla tendenza personalistica invalsa in questi anni e che viene erroneamente scambiata per “modernità” rinnovatrice. Come i radicali le Lista Pannella. Dalle masse indifferenziate del comunismo al personalismo più spinto.
Ciò che d’altra parte appare in continuità con quel culto del Capo mai superato nel campo della cultura di sinistra.
Vorrei sapere se in direzione qualcuno ha obbiettato o la decisione è passata all’unanimità. Io voto contro e penso che si poteva evidenziare il ruolo di Vendola in altro modo, con strumenti differenti.
Carlo L.
non era facile mettere alle corde e spiazzare una Annunziata particolarmente schierata e decisa a indurre Vendola in contraddizione.
Nichi c’è uscito alla grande. Per la Campania perchè non tentare di mettere in un angolo il PD con un candidato pulito sostenuto da IDV e sinistra? magari prendendolo dalla società civile.Condivido l’appello a far conoscere di più SEL anche avvalendosi della popolarità di Vendola in questo periodo (quanto durerà?)
Si leggono due argomentazioni di fondo per l’inserimento del nome Vendola nel sembolo di SEL.La prima :in Puglia ha fatto bene,ha vinto le primarie ,ha avuto un largo spazio sui media , per cui va “incarnato”nel logo nazionale di SEL.Addirittura Marcofoggia vorrebbe che ci restasse per sempre .Un’altra motivazione è che essendo noi ancora deboli dobbiamo sfruttare ,alla corsara,tutti gli espedienti per guadagnare visibilità e quindi consensi elettorali. Ma ci chiediamo se questo valeva davvero la pena creare un partito di sinistra alternativo e autonomo dal PD e da tutto il resto scaturito negli ultimi 20 anni di storia della sinistra italiana? Se volevamo continuare con la personalizzazione della politica ,se conquistare una poltrona nelle istituzioni vale la pena di rinunciare au una pratica politica democratica e partecipata ,allora potevamo rimanere nel PD di Veltroni,D’Alema e Bersani o nel PSI craxiano o nell’IDV di Di Pietro .Vendola è un ottimo amministratore,ottimo politico ,ottimo dirigente di SEL,ma non può personalizzare una storia che dobbiamo scrivere e praticare nei piccoli e nei grandi temi di questo secolo .Sono profondamente deluso che la riunione regionale toscana abbia accettato l’indicazione della segreteria nazionale su questo tema .Meglio ha fatto per la scelta delle alleanze per le regionali.Tonino Fornaro
Nichi Vendola oggi è stato il leader di tutta la sinistra. Non solo di quella che è rappresentata dallo spettro cromatico che va da Rifondazione al PD. Oggi Nichi Vendola è stato il rappresentante di tutto il popolo della sinistra e soprattutto la necessità della sua unità.
Su queste pagine scrive chi parla di unità da anni; chi ha lottato e si è spinto fino a fare le scissioni in nome di questa unità della sinistra. Quindi adesso, invece di lamentarci e polemizzare sul fatto che SEL non sia stata citata, dovremmo tutti chiederci come fare nella vita e nel dibattito quotidiani e in ogni luogo, ad essere i protagonisti e gli artefici delle idee che oggi Vendola ha raccontato a Lucia Annunziata.
Bellissima l’intervista di Nichi.
L’Annunziata e i telespettatori hanno capito che non siamo una variante del PD, nonostante l’impostazione della trasmissione.
E’ vero che Nichi dovrebbe nominare di più SEL, ma è anche vero che tutti noi (come dice Gianna) ci dobbiamo attivare maggiormente per far conoscere SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ e per costruire il partito (prosecuzione tesseramento, costituzione circoli, ecc.)
Qualcuno riesce a spiegarmi perchè in Campania è stato fatto tutto il possibile per NON rispettare il punto 5, visto che c’erano tutte le condizioni per fare la lista con i compagni Socialisti?
La mia non era una polemica, ma una riflessione che riporto qui, fra di noi, mica vado in giro a dire che il nostro portavoce è cattivo perchè non cita il partito che ha alle spalle. Semplicemente, visto che molti lo credono un cane sciolto, o peggio del PD, visto che siamo ad aggiungere nomi nei simboli per visibilità, al momento in cui si parla di “nuova sinistra” citare il progetto (da lui stesso avviato) non avrebbe fatto danno…
L’Annunziata la conosciamo.E va bè.
Il portavoce di Sinistra Ecologia Libertà noi sappiamo chi è…se lui lo dicesse qualche volta non sarebbe male…perchè,se no,brutti pensieri si agitano
Primo: Nichi (vendola) ha una cultura politica egemone che sta influenzando moltissimo l’area della sinistra e non solo e in particolare il PD, intellettuali e opinione pubblica, perché va in fondo alle questioni ( nella trasmissione dell’annunziata si veda ciò che ha detto sul berlusconismo e su craxi) e però è determinato nelle scelte politiche (…Vincenzo De Luca in Campania…).
Lucia Annunziata ha capito solo quello che le piaceva, ma è rimasta scornata dalla nettezza con cui Nichi ha bocciato De Luca…
La figura di vendola è emersa nella sua grandezza culturale e politica, umana e linguistica;
secondo: mi sembra importantissimo l’incontro di Roma con De Magistris, perché mi pare che sia nata una connessione per costruire, a partire dalla Puglia, un laboratorio della Sinistra del Sud. In altri termini il laboratorio Puglia può diventare l’architrave, che può invadere il resto d’Italia.
Infine: non ha parlato-citato “Sinistra ecologia e libertà”, ma, in quel contesto, aveva senso, o non era semplicemente una forzatura nominalistica?
Grande Nichi a raitre. Tiziano: mi sembra una polemica inutile e tafazzista, come al solito. Andiamo in strada a dare volantini e far conoscere SEL. Vendola è il nostro portavoce, poi l’associazione sarà automatica. Smettiamola di far polemica su tutto, non è colpa sua se i giornalisti mettono strumentalmente presidnete della regione puglia. Diamo sempre una brutta immagine di noi con queste polemiche inutili. Ripeto: invece di stare sempre sul web, scendiamo in strada a dare volantini.
Noto che molti l’hanno notato.
A dire il vero ho perso i primi 30 secondi dell’intervista a Vendola per cui non ho sentito nominare SEL nemmeno una volta… mentre PD, IdV, sinistra radicale/estrema… PDL…
Peccato.
P.S. Attenzione a dare del padano al sindaco-sceriffo di Salerno in senso spregiativo, so che non era negli intenti di Vendola ma per chi vive al nord dare del padano non significa necessariamente dare del leghista
Nichi alla grande dalla Annunziata.
Bravissimo Nichi.
Ripeto, è stato bravo ad esempio a motivare coerentemente il non appoggio a De Luca in Campania. Ma è lo spot di sè stesso o il portavoce di Sinistra Ecologia Libertà? Non è la prima volta che accade negli ultimi tempi. Prima delle europee girava sempre con la spilletta di Sinistra e Libertà. E ora?
Vendola è stato bravissimo dalla Annunziata. Considerato che è smaccatamente filo-PD e che ercava sempre di incalzarlo…
La Anunziata lavora in RAI solo perché ha una sponsorizzazione PD e come si vede ricambia la protezione con adeguati spot elettorali.
Purtroppo Vendola si è fatto fregare fino in fondo: purtroppo il mezzo televisivo non è tra le sue corde.
Per la redazione. Se potete mettere il video con l’intervista così chi l’ha persa può seguirla.grazie.
Caro Marco,
appena disponibile lo metteremo sul sito.
La redazione
Pensierino: ho appena finito di vedere la trasmissione dell’Annunziata su RaiTre. In mezz’ora Vendola non ha pronunciato una sola volta “Sinistra Ecologia Libertà”. Ora, noi mettiamo il suo nome nel simbolo, ma lui mette noi (che siamo il partito di cui fa parte) con sè stesso?
HO SEGUITO L’INTERVISTA DI NICHI SU RAI TRE DA ANNUNZIATA, BELLISSIMA INTERVISTA. Vendola è proprio un Leader.
@miki Se l’accordo è del Presidente con quei socialisti non ci vedrei niente di male. Non mi pare che Vendola avesse preclusioni verso l’UDC semmai il contrario. La coalizione nasce sul programma e se un candidato ci prova con un ventaglio ampio vuol dire che è capace o temerario. Vendola ha mostrato di essere della pasta dei primi. Un po’ diverso è la Bresso che dice sì alla sinistra ma nessun accordo di programma (domenica 24/1 GR3 Regionale).
Pur scettico nei confronti di qualunque personalismo, se la cosa può dare visibilità un “con Nichi Vendola” nella fascia rossa in basso potrebbe anche comparire, purchè, come già detto, il 30 Marzo sparisca.
Il PSI aderisce alle nostre “liste” solo se mettiamo il simbolo del PSE? Allora ciao, dobbiamo già chiarirci fra di noi a quale famiglia europea appartenere, figuriamoci se lo decido per ospitare qualche socialista freelance nell’arco di un’elezione…
in puglia l’accordo con la parte più becera del psi (specialmente a barletta dove sono ex di forza italia) è concluso.
abbiamo fatto vincere nichi alle primarie per evitare che su di lui cadessero scelte prese dall’alto e lui ricambia sel della stessa moneta, scelte verticistiche incoerenti con lo spirito e l’aspirazione del partito.
così si muore!
Michelangelo Acclavio (delegato del circolo di barletta)
Premetto dicendo ke ammiro moltisssimo Nichi Vendola xke’ credo sia l’unico politico in grado di parlare alla testa e a al cuore delle persone.Mi piacerebbe ke un giorno fosse lui il candidato di tt il centro -sinistra.Però,allo stesso tempo sn contrario all’aggiunta del suo nome sul logo di SEL.Credo ke qst sia una grande incoerenza del nostro partito, poichè x 15 anni abbiamo contestato la politica basata sulla persona del berlusconismo ed ora la stiamo utilizzando anke noi!Io credo ke più ke aggiungere un nome,ci si debba dare un profilo netto sul territorio!SEL deve deve divenire un punto di riferimento x i lavoratori e qst nn sta accadendo..è un mese ke parliamo sl di Vendola ,k lo poniamo cm personalità unica e suprema del partito!ma nel fratttempo il mondo nn si è fermato!e ci sn molti lavat sopra i tetti!|emarginati e calpestati nei diritti da qst Governo!x qst credo ke noi dobb farci conoscere aiutando qst persone concretamente e n cn un nome sul simbolo!Siamo il partito dei lavoratori o sl qll di Vendola???
Nel Nord siamo particoalrmente deboli, qui in Lombardia siamo usciti con manifesti che legano il nome e il viso di Vendola a SEL. Si tratta di una scelta di marketing, tattica non strategica, ci serve. Fermo restando quello che si è detto a proposito del simbolo che deve ritornare ad essere lo stesso dopo il 30 marzo. PS per quanto ne so qui i Socialisti hanno richesto l’inserimento della rosa del PSE per partecipare alle nostre liste.
SECONDO ME IL SIMBOLO PUÒ RESTARE COM’È INSERENDO IL NOME DI VENDOLA NELLA PARTE DI SOTTO COLORATA IN ROSSO. E TALE INSERIMENTO DEVE,A MIO PARERE, ESSERE PERMANENTE.
E aggiungo (poi chiudo su questo) che l’idea di mettere il nome di Vendola per le elezioni poi toglierlo, mi pare ancora più balzana… Dopo suonerebbe come una bocciatura che Nichi davvero non merita. O ce lo mettiamo e rimane lì, oppure ci mettiamo foto e quant’altro, ma lasciamo il simbolo com’è.
Massì va da sé, e l’ho già detto, che essere vendoliani non è una parolaccia e non sminuisce. Quello che intendevo dire è che SEL, se ha intenzione di costituire una nuova forza politica (e non l’uno virgola una nticchia %), ha bisogno di offrire ai cittadini forti segnali di discontinuità che fra l’altro convincano sia i giovani che non hanno mai fatto politica entro i partiti, sia i delusi della sinistra storica a condividere una esperienza davvero innovativa in termini di democrazia partecipata rispetto all’andazzo della politica attuale. E in tutta sincerità, mi pare che stampigliare il nome di un leader sul simbolo non vada in questa direzione. Si tratta di vedere se c’interessa più Che Guevara o Porto Alegre. Un’icona o un progetto. Attenzione che il sistema mediatico non consente sottili distinguo, non possiamo essere adesso icona poi progetto…
1) D’accordo. Per le elezioni di marzo non credo che inserire in nome di Vendola nel simbolo sia una catastrofe per il cammino di SEL.
Successivamente ‘Vendola’ potrebbe essere sostituito nei vari territori dal nome del circolo o del comune di appartenenza.
2) Niente da ridire.
3) Purché i capilista nazionali abbiano un radicamento nella regione in cui vengono inseriti nelle liste.
Ad esempio Alessandro Zan nel Veneto, Loredana De Petris nel Lazio… credo che in queste prime fasi di SEL si può anche accettare che ci siano eletti con un doppio incarico.
4) Se dal coordinamento toscano non si ritiene possibile fare liste comuni (non che mi piacciano particolarmente), andare con la propria lista SEL (ricordando che in Toscana la soglia da superare per essere rappresentati è del 4%, mettetecela tutta)
5) In alcune regioni come nel Veneto ci sono molti socialisti interessati a Sinistra e Libertà (non SEL), ex PSI o con due tessere PSI-SEL cui si potrebbe aprire alla partecipazione nelle liste, ma solo se ‘motivati’ a restare nel progetto SEL e a sostenere il programma politico-amministrativo.
Credo che già sarà difficile far eleggere dei nostri rappresentanti, non vorrei che successivamente alcuni di quei pochi cambi idea per tornare all’ovile perduto (e non mi riferisco solo al PSI, ma anche a PRC e PdCI…).
6) Niente da ridire.
Caro Marco,
scusa la risposta tardiva, ma non ho avuto modo di leggere prima…
Nel riferimento all’insofferenza per le critiche non me la prendevo con te (scusa se te l’ho fatto pensare), ma con la generalmente diffusa reazione “di Sinistra” (me incluso) a ciò che non si conforma al pensiero generale sul “come siamo buoni, bravi e belli”.
Sono d’accordo sul fatto che la vittoria di Vendola sia una ventata d’aria per tutta SEL e che si debba sfruttare questo vento favorevole, a partire, però, dall’analisi e risoluzione di quelle discontinuità che hanno causato l’emorragia elettorale (potenziale), suppongo verso IdV e PRC (o come si chiamano ora)…
Lavorare insieme, CON Nichi.
@Federico
SEL – Sinistra Ecologia Libertà
@marcofoggia
Leggi l’articolo e capirai perché ho scritto che la parola ‘vendoliani’ viene usata per sminuirci – se non per deriderci.
SONO FORTEMENTE D’ACCORDO CON L’INSERIMENTO DEL NOME DI VENDOLA NEL LOGO DI SEL. PERCHÉ DIRE VENDOLIANI SIGNIFICA SMINUIRCI?! IN PUGLIA CHIAMANO VENDOLIANI I MILITANTI DI SEL E RICORDO PERÒ CHE SEL IN PUGLIA HA CIRCA IL 10%. Vendola è una risorsa.Forza Nichi,il Popolo è con te.
Sì Sì Paolo la Formula migliore è “con Vendola” insomma si troverà un modo carino per inserire il Nome Vendola ….
L’importante è che non vengano fatti Cartelli elettorali ma in ogni caso siano sempre i contenuti ed i programmi alla base degli accordi.
Forza SeL
Sinceramente sostenere che siamo contro la personalizzazione della politica, ma dobbiamo mettere il nome di Vendola sul simbolo per necessità elettorale mi pare una bella contraddizione in termini, della categoria di quelle che allontanano la gente dalla politica, che i cittadini sentono a pelle quando si predica bene e si razzola male.
L’essere per un rinnovamento della politica che maturi fra la gente mediante l’incremento della consapevolezza e della partecipazione attiva costituisce, nell’attuale congiuntura, un preciso programma politico che è l’esatta antitesi delle organizzazioni castali che sono venute creandosi in questo ultimo ventennio, espellendo dalla società la partecipazione democratica a favore di una logica maggioritario-populistica, dove alle funzioni politiche di rappresentanza, si sostituiscono i leader che contano in quanto tali, e le cariche elettive diventano moderne signorie che possono consentirsi attraverso semplici decreti di farsi beffe della Costituzione, il tutto sorretto ed innervato dai poteri mediatici, dal lobbismo sommerso in un acquitrino che puzza di spin doctors, di Velardismo, di Crespismo. Pensavo che SEL nascesse contro queste cose, e che questo dovesse dire di sé all’elettorato.
Cari compagni penso che queste scelte vadano ponderate un po’ meglio: a mio avviso si rischia di danneggiare sia SEL sia Vendola.
Non giova a SEL:
Qualcuno dice che s’inizia a parlare di SEL dopo l’exploit di Vendola. A me pare che nei media si parli di Vendola, punto. Mai sentito nominare SEL nelle varie trasmissioni seguite alle primarie, tanto che qualcuno gli chiedeva se personalmente sarebbe entrato nel PD. Ora, tutto ciò era naturale dato che si trattava della rielezione di Nichi, ma aggiungerlo al simbolo farebbe sì che la sua grande visibilità creerebbe un cono d’ombra sul partito. Saremo (per sempre) agli occhi di tutti i “vendoliani”. Personalmente la cosa non mi dispiace, il fatto di avere un leader come Vendola è una fortuna e ci deve rendere orgogliosi, però dobbiamo essere coscienti che questo (sempre dal punto di vista mediatico) porta ad un notevole ridimensionamento dei nostri baldanzosi programmi, quelli cioè di dare una casa a molti compagni che si riconoscono negli ideali della sinistra: Una porta aperta non ha un nome sull’uscio. Non solo, ma il nostro partito, allo, stato nascente, sarà costretto ad alleanze, in qualche caso forzate ed in qualche situazione contraddittorie, il che ci candida, mediaticamente, a non avere una nostra identità e quindi a trasformarci ancor di più nella truppa del “fornaio” alla Casini.
Non giova a Vendola:
Perché ne sminuisce la caratura di grande leader politico, radicato nel suo territorio, e nelle idee della sinistra e del partito, per trasformarlo in uno di quei capipopolo tipo Berlusconi o Bossi (è stato già detto…). L’esposizone mediatica di Nichi, seguita alle primarie, si è imposta per ovvie ragioni giornalistiche, ma è stata tutta giocata in funzione anti PD, ci vuole niente a spedirlo nel dimenticatoio o, peggio, demonizzarlo (tipo Di Pietro o l’”estremismo” di sinistra), quando i media, asserviti come sono, cominceranno a non ritenerlo più così utile. In queste situazione, per Nichi stesso sarebbe molto conveniente, avere un partito saldo, compatto e mediaticamente significativo schierato a protezione del suo Leader.
D’altro canto, pur senza essere esperti di media, non dovrebbe essere così difficile abbinare la figura di Vendola a SEL senza aggiungere il suo nome al simbolo… basterebbe una foto in tutti i manifesti oppure riportare gli esempi di buon governo pugliese, Qualche sua frase nota… non penso che gli elettori simpatizzanti farebbero molta fatica ad individuare dove sia collocato Vendola. Serve davvero questa contraddizione?
Andrea Tombelli, ottima notizia, ma per favore scrivete con Vendola e non per vendola…
Per me è giusto accostare il nome di Vendola al simbolo SEL. Io, come tutti in SEL, sono contro la personalizzazione della politica. Io, come tutti in SEL, ragiono con la mia testa, cerco il confronto con gli altri e non credo al leaderismo. Ma proprio perché sono convinto delle mie (nostre) idee, non ho paura di usare le nuove forme di comunicazione, anche se non sempre mi piacciono. Penso che dobbiamo essere pragmatici, spregiudicati, corsari, se vogliamo cambiare questo mondo!
Salve come promesso un rapido report sull’assemblea Toscana
Nessun cartello elettorale ammesso…
O si fa una lista unitaria della sinistra aperta a tutti dall’estremo fino all’IdV o si va da soli come SeL per Vendola
Un abbraccio
Andrea
Salve come promesso vi farò un sinteticissimo resoconto delle decisioni dell’assemblea regionale Toscana
Le indicazioni del Nazionale sono state valutate ed anche molto criticate ( io stesso nel mio intervento ho definito questa cosa un “intervento a Gamba tesa in area di Rigore” e gli ho dato il ROSSO), detto questo poi alla fine il deliberato dell’assemblea prevede il rifiuto di fare cartelli elettorali di alcun tipo, promuove invece la possibilità di creare una lista unitaria della sinistra aperta a tutto il centro sinistra e la sinistra fino all’IvD, in alternativa se non possibile la prima opzione SeL in Toscana correrà da sola con il suo simbolo + nome Vendola.
Vi avevo promesso un report è l’ho fatto.
Un abbraccio
Andrea
Divagazioni sul tema.E’ mai possibile che dobbiamo stare sempre sotto ricatto del PD assistendo inermi alle loro primarie frecandosene della coalizione?Per quale motivo dobbiamo sempre cedere ed essere spettatori alla loro resa dei conti interna?Quello che sta accadendo in Campania e Umbria ha del grottesco.Vorrei che da parte del Cordinamento Nazionale si batta un colpo.Forte!
non è mia intenzione cadere dentro il profondo di un calderone pieno di retorica e condito di molta ipocrisia,però voglio dire a quanti hanno molto da ridere sul nostro purismo che a forza di farsi belle e fragorose risate, oggi non ci sono rimasti neanche gli occhi per piangere,non tenere conto di queloo che la base forse anche sbagliando dice, vuole dire ripetere il grande e fragoroso errore di quello che fù un grande partito di opposizione.
non tenere conto delle idee che venivano dalla base,delle segnalazioni e perchè nò anche dei suggerimenti,dei propri militanti,la storia ci ha detto che da forza costituente siamo diventati una “forza ” ecstra parlamentare,continuate a farvi delle belle e fragorose risate!!!le elezioni di marzo sono elezioni territoriali,chi meglio dei militanti ed iscritti a quei territori sanno le specificità e le normalità operative per addivenire a quelle che sono le impalcature migliori per consolidare il nuovo progetto politico della nuova sinistra italiana,torno a ripetere per chi vuole fare finta di non capire NIKI è il nostro leadear indiscusso il nostro faro politico,non fossilizziamoci,sul nome si o nome nò,ma cerchiamo tutti insieme di
portare il vento VENDOLIANO in tutti quei territori dove si vota in nome e per conto di SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’,allora si che i nostri sostenitori torneranno a votarci e a condividere con noi il nuovo progetto di cui questo paese ha molto ma molto bisogno. con la stima di un semplice militante un saluto fraterno,wwSEL.alfonso di tullio.
Sono assolutanmente d’acc. con Marco Furfaro e quanto ha detto a proposito dell’associazione al nome di Vemdola quello di SEL. oltretutto a Ballarò un sondaggio di Paglioncelli ha evidenziato che metà dei consultati non conosceva Vendola, sicchè se il suo nome è presente in tutti i seggi sarà un bene anche x lui.non ci scordiamo mai di chi non legge i giornali. Poi sono contenta dello sforzo di contatto coi socialisti, tutti quelli che riusciamo a strappare all’abbraccio infernale di Nencini siano i benvenuti!
SEL oggi si può fregiare delle cose che sono state fatte in Puglia come cose concrete che superano parole e promesse per diventare realtà già realizzate e verificate.
Vendola ha fatto tutto ciò. Lui e la sua splendida Amministrazione regionale.
Da ciò discende che quanto SEL può dire di avr fatto fino ad oggi è quello che è stato realizzato in puglia. E questo è un buon viatico per tutte le altre regioni.
Sfruttare questo elemento non solo è strategico, ma secondo me indispensabile.
SEL altrove, fuori dalla Puglia, non esiste ancora. Mi sembra difficile che solo con il simbolo e con le varie strutture territoriali si possa facilmente farsi conoscere dalla gente in questi due mesi di campagna elettorale.
Vendola è diventato un fenomeno nazionale. Non ci capita spesso di vivere tali “fortune”.
Compagni sfuttiamo al meglio questa notorietà. Con Nichi, come dicevo in un commento precedente, non c’è il pericolo della personalizzazione del partito. Lo sappiamo noi in puglia, ove ognuno di noi è protagonista, perchè lui riesce a farci sentire tali, ove ogni piccola sezione diventa il centro di organizzazione politica. Ma lo sapete anche voi quando dite che quando Nichi parla, poche volte parla a nome di SEL. Lui sa ben distinguere il partito dalla sua persona. Ha costruito la sua persona e l’ha subito messa al servizio del partito, non l’ha tenuta per se.
Il percoso intellettuale ed ideologico che Nichi sta facendo (superamento del sovietismo, riscoperta dell’umanesimo) è un percorso personale che ad oggi non ha coinvolto obbligatoriamente gli aderenti a SEL.
Prendere il suo percorso e metterlo al servizio (elettorale) di SEL, penso che sia la cosa più giusta da farsi ora.
Il 30 marzo, SEL tornerà ad avere il suo caro simbolo (bisognerà aspettare il 2013 per le successive elezioni).
E’ giusto che Vendola si sia speso fino all’ultimo per la sua Puglia:ora,si deve spendere per SEL e per l’Italia.L’effetto Vendola non è solo carisma e immagine,ma è il risultato della sua determinazione nel perseguire i progetti che sono alla base del nostro programma.Vai Nichi,ti vogliamo vedere nella campagna elettorale in tutta Italia.
“Sinistra ecologia e libertà per il Piemonte come lo vorrebbe Vendola”, questo è uno slogan che mi è suggerito dall’indicazione del nazionale. Il guaio è che dovrebbe essere a sostegno della madama Bresso e ci vuole un bello stomaco ad accostarla a Nichi. Quanto alle liste forti qui siamo alle lotte fra i signori delle tessere (che pensano di rappresentare)
Non capisco il valore politico dell’inserimento del n ome di Vendola sul simbolo per le regionali.Si sostiene che aiuta a “nazionalizzare” l’effetto Puglia e a spostare consensi elettorali .Sicuramente qualche vantaggio si potrà anche ottenete ,tuttavia i danni che si arrecheranno alla natura ,alla politica e alla cultura del nostro nascente partito ,saranno così gravi da allontanare tanti militanti e tanti potenziali nuovi aderenti.Associare un nome,sia pure esso prestigioso , ad un partito e alla sua simbologia,significa percorrere la stessa strada berlusconiana e dello stesso PD .No compagni ,non si può barattare una manciata di voti per entrare in qualche consiglio regionale(è tutto da provare),con la natura di una sinistra basata sulla democrazia,sulla partecipazione attiva e collegiale e non basata sulla personalizzazione e sul leaderismo.
Per quanto riguarda la Toscana ,vorrei solo ricordare che abbiamo partecipato alle primarie con riferimento al candidato alla presidenza di Rossi del PD .Allora ,bene il dialogo con la federazione di Diliberto e Ferrero,tuttavia non possiamo uscire dalla alleanza con il PD .Se questo fosse necessario (io non lo escludo),allora bisogna rivedere il sostegno a Rossi e presentare un nostro candidato presidente .Il coordinamento nazionale ,forse,dovrebbe approfondire meglio i problemi.Sarebbe ancora meglio lasciare alle strutture regionali affrontare tali problemi
Tonino Fornaro.
Posso anche condividere l’inserimento del nome nel simbolo – a patto che sia limitato a questa scadenza elettorale – per farci trainare sul piano nazionale, ma DECISIONI COSI IMPORTANTI DOVREBBERO ESSERE DISCUSSE COLLEGIALMENTE DAL COORDINAMENTO NAZIONALE, se no che ci sta a fare?? Dove sono la democrazia e la partecipazione tanto sbandierate???
Vendola però deve farci più pubblicità, non so se gli ho mai sentito parlare di Sinistra e Libertà in queste giornate di grande visibilità!!!! Quando più ci ricapiteranno?? Non basta che dica che non è del PD!! Caspita è il portavoce nazionele di SEL!! Come mai questo silenzio?
trovo questi punti fortemente sbagliati!
non è e non deve dare l’impressione di un partito personale, che cosi facendo si dimostra tale.
non trovo sensata la richiesta di inserire nomi di spicco, queste sono scelte che ogni circoscrizione elettorale deve fare autonomamente.
i socialisti se volevano entrare potevano farlo in questi due anni di attesa, se scelgono di rimanere nel partito socialista e non in Sel vuol dire che approvano la linea nazionale del loro partito, quella che non vuole entrare in sel!!!!!!!
Alla segreteria Nazionale di SEL
Roma
Care compagne, cari compagni,
sono un anziano militante della sinistra italiana che ha aderito a SEL pienamente consapevole della necessaria rinascita di una sinistra organizzata, democratica e ben radicata nei valori storici della sinistra che ha contribuito a fare dell’Italia uno Stato democratico, laico e solidale. Oggi, purtroppo, messo in balia di un despota il cui pensiero è unicamente quello di spadroneggiare le istituzioni. Ho accettato di far parte del Coordinamento Provinciale Provvisorio del nostro Movimento nella convinzione (non certezza) che si vada nella direzione che ci chiede una grande massa di donne e di uomini che non vogliono arrendersi alle delusioni della politica mestierante e conveniente che ha investito i partiti che oggi siedono nei posti del Parlamento Italiano ed Europeo.
Ciò premesso ed in nome di questo mio profondo sentimento, oggi esprimo un grande disappunto e dissenso ad una scelta che non condivido. Ho letto e meditato a lungo sul dispositivo della segreteria Nazionale di SEL, con il quale si definisce che, assieme al simbolo si aggiunge il nome di Vendola al nostro simbolo elettottorale in tutte le regioni, senza neppure aprire una discussione di merito e di opportunità politica. Si vede proprio che, la sinistra, non sa fare altro (tutti i giorni c’è ne inventiamo una) che tagliarsi i rami da sotto e lasciarsi trasportare da quelle tendenze che, peraltro, quando lo fanno altri, noi critichiamo.
Integrare il simbolo di SEL alle elezioni regionali con il nome di VENDOLA (persona sulla quale dirò il mio pensiero) e’ errore grave che comporta:
a- identificazione del simbolo alla persona che porta la responsabilità primaria del movimento, per nostra scelta democratica e consapevole, è portatrice di sottomissione alla autoreferenzialità. Ciò che vale non è il dibattito democratico, critico e costruttivo ma la simbologia che esprime “quella persona”;
b- identificare il simbolo nella persona significa confondere i valori costituenti di una moltitudine, scambiandola con il valore espresso nella figura del “capo”;
c- si da alla gente la (brutta) impressione di un partito personalizzato o personalistico, cosa che non siamo e non vogliamo essere. Vendola in primis non vuole.
Penso di Vendola solo bene!
Il lavoro svolto nel nostro movimento e nella responsabilità istituzionale che oggi ricopre, ne fa un soggetto meritevole di riconoscenza e stima profonda. Grande per me come per altri è stata la soddisfazione per la vittoria alle primarie pugliesi che preparano la battaglia di popolo della Puglia per le elezioni di marzo. Lo spirito che accompagna la scelta che ho appena criticato con questa nota, va contro lo spirito che sottende alle aspirazioni di tanta gente che si riconosce nel nostro progetto politico. Soggetto politico alimentato e animato da tanti ma non mai, di una sola persona al di sopra di tutto/i.
Temo che, una volta adottato questa specie di tecnica demiurgica, (artefizio-creazione-dominio) non saremo più in grado di valutare criticamente ciò può essere il limite umano di una persona.
Con la speranza di essere ascoltato.
Germano Zanzi
(Del Coordinamento Provinciale provvisorio di SEL Ravenna)
Inciso:
questo è unicamente il mio parere personale. Non so cosa ne pensino gli altri membri del Coordinamento.
Ravenna 30 gennaio 2010
Scusate il commento fuori contesto…
…ma avete letto gli articoli su l’Unità?
unita.it/news/italia/94385/campania_il_pd_candida_de_luca_idv_e_prc_improponibile
unita.it/news/luigi_manconi/94347/vendola_e_bonino_ora_nel_pd
Nel primo, oltre che usare la parola ‘vendoliani’ per sminuirci, persistono nel chiamarci con il nome sbagliato… sarebbe ora di finirla.
Nel secondo il ’simpatico’ Luigi Manconi ci prende proprio per i fondelli.
Scusate ma sul sito de l’Unità non posso commentare…
Ma quando si dice che SEL è il partito di Vendola, cosa intendiamo? Vogliamo dire che SEL è l’ombra del leader carismatico, la protesi, la continuazione del Capo, o vogliamo dire che Vendola apporta un contributo fondamentale a questo progetto? Perchè sono due prospettive differenti e, forse, confliggenti: la questione è da chiarire. Vorrei aggiungere solo una cosa. Leggo che Vendola ha oggi dichiarato di volersi ritirare a vita privata tra 5 anni, e tra 5 anni cosa faremo?
Scusate il commento fuori contesto…
…ma avete letto gli articoli su l’Unità?
http://www.unita.it/news/italia/94385/campania_il_pd_candida_de_luca_idv_e_prc_improponibile
http://www.unita.it/news/luigi_manconi/94347/vendola_e_bonino_ora_nel_pd
Nel primo, oltre che usare la parola ‘vendoliani’ per sminuirci, persistono nel chiamarci con il nome sbagliato… sarebbe ora di finirla.
Nel secondo il ’simpatico’ Luigi Manconi ci prende proprio per i fondelli.
Scusate ma sul sito de l’Unità non posso commentare…
Secondo me bisogna stare molto attenti su questa questione di mettere il nome di Vendola nel simbolo. Può rivelarsi infaffi un arma a doppio taglio. Anche se a primo acchitto sembrerebbe una buona idea, se non si stà attenti si rischia di sprofondare nel vortice della politica attuale dove le persone fanno ombra alle idee. SEL ha un progetto molto ampio destinato a durare a lungo e non può essere sigillarlo dietro un nome come se fosse uno di quei partiti at personam legati ad un unico leader indiscusso (e questo lo dico con tutta la stima e rispetto per un grande leader quale è Vendola). Insomma non voglio che la gente dica “io voto Vendola”, voglio invece che dica “io voto Sinistra Ecologia e Libertà” cioè un partito fatto da tante donne e tanti uomini uniti da principi comuni ed intenti nella missione di far rinascere una sinistra italiana. Concordo a pieno con Arco quando dice “ben venga il nome di Vendola sul simbolo a patto che scompaia il 30 marzo”.
@Arco. Caro Arco,
solo una precisazione: non bollerei mai le critiche come inutili o come superficiali. Anche perché credo che in un lungo percorso che porta alla costruzione della “nuova sinistra italiana” (che come sai bene non si fa in poco tempo) ci siano ombre causate da incapacità ed errori (io stesso ho accennato agli errori oltre all’oscuramento mediatico. Oscuramento che a volte però è premeditato), ed altre fisiologiche. Perché è sempre complicato contaminarsi, ascoltare le ragioni degli altri e costruire qualcosa insieme. Io credo che, nonostante tutto, ci stiamo riuscendo. Anche la vittoria di Vendola è figlia di questo percorso (che è un risultato politico che va ben oltre le nostre forze) e non solo le ombre. Ma concordo che dobbiamo analizzare gli errori e ripartire anche da quelli. Senza filtri e senza scuse. Da qui ripartiamo e proviamo a ragionare insieme su come correggere la rotta, tenendo conto delle forze che possiamo mettere in campo e guardando anche oltre noi.
Caro Marco,
scorro (son troppi per essere letti tutti) i commenti alla decisione di apporre il nome di Vendola sul simbolo.
Mi pare che tutti, a ragion veduta, riconoscano il vantaggio elettorale della connessione anche emotiva col leader; è noto, però, che il progetto dell’Associazione per la Sinistra, poi divenuta Sinistra Ecologia e Libertà, nacque dalla necessità di ricostruire una parte politica fondamentale per la vita del Paese partendo dal basso, quella “base” che a molti piace invocare ma a pochi piace ascoltare seriamente. Si parlò della necessità del ritorno al collettivismo, ad una politica senza stelle cadute dal cielo per illuminare il cammino.
Apporre il nome di Nichi per creare la connessione con SEL è tanto necessario quanto avvilente, mostra come il percorso compiuto dalla campagna europea ad oggi sia stato costellato più di ombre che di luci; se a due mesi dalla nascita era concepibile che poca parte del Paese non conoscesse SeL, dopo circa un anno non è solo accusando il regime mediatico che si risolve il discorso di un cammino stentorio, un po’ incerto, che ha spiazzato gran parte di quel milione di elettori delle europee…
Per quanto lascino il tempo che trovano, i sondaggi danno SEL (pre-vittoria di Vendola) sotto al 2%, un crollo di quasi un terzo dei voti.
E’ inutile bollare sempre le critiche come mancanza di ragionamento o superficialità, meglio sarebbe cercare di analizzarle, comprenderle, chiedendo un costante feedback da chi le ha sollevate.
Ben venga il nome di Vendola sul simbolo (anche se proprio non mi spiego dove ci sia lo spazio per un’ulteriore aggiunta), a patto che scompaia il 30 marzo…
Care e cari,
intervengo sulla questione simbolo. Sinceramente, non penso che aggiungere il nome di Vendola significhi cadere nel leaderismo o nel personalismo. Credo sia un’analisi superficiale quanto quella di coloro che vorrebbero mettere il nome del nostro portavoce “semplicemente” per il fatto che avremmo un maggiore consenso elettorale. Dietro ci sta un ragionamento politico ben più profondo e, credo, anche più “alto”. Cerco di spiegarmi.
Vendola, in quanto portavoce di un movimento e sintesi di una battaglia politica quale quella avvenuta in Puglia, e SEL sono un progetto politico. Ma è purtroppo indubbio che Vendola, in quanto progetto politico, non è spesso associato a SEL. Questo per un oscuramento mediatico degli ultimi mesi nei confronti del nostro soggetto, per la superficialità di parte dei mezzi di comunicazione, per strumentalità e per errori forse anche nostri. Mentre, come ben sappiamo, entrambi sono accumunati dagli stessi principi.
Quindi, inserire il nome Vendola nel simbolo elettorale non rappresenta un mezzo per ottenere un mero consenso elettorale. C’è alla base un ragionamento, giusto o sbagliato, ben più profondo: rappresenta il tentativo di massimizzare la forza di un progetto politico che vuole misurarsi ad armi pari con le altre idee che sono nella partita politica italiana.
Personalmente, quando penso a SEL, mi vengono in mente, per citarne alcuni, la ripubblicizzazione dell’acqua, il no al nucleare, gli investimenti nelle energie rinnovabili, la lotta alle mafie e ai poteri forti, le politiche generazionali, la capacità di calare i principi, anche radicali, nella realtà quotidiana della gente governando la cosa pubblica.
La mia vicina di casa, la signora del supermercato, il ragazzo della biblioteca quando pensa a SEL, a volte non sa nemmeno di cosa si stia parlando. Quando però pensano a Vendola pensano alla ripubblicizzazione dell’acqua, al no al nucleare, agli investimenti nelle energie rinnovabili, alla lotta alle mafie e ai poteri forti, alle politiche generazionali, alla capacità di calare i principi, anche radicali, nella realtà quotidiana della gente governando la cosa pubblica.
Mi scuso per la brutale semplicità dell’esempio. Ma, allo stato dei fatti, questa è la realtà con cui ci misuriamo. Una realtà che, per forza di cose, per la nostra storia e per il nostro modo di fare politica, abbiamo l’ambizione di cambiare.
Per questo considero fondamentale inserire il nome “Vendola” nel simbolo. Perché ho ambizione di cambiare la realtà delle cose e perché voglio dare tutta la forza possibile alle battaglie citate sopra e cui non voglio recedere di un millimetro. Battaglie cui, guardandoci serenamente negli occhi, dovremmo avere il coraggio di ammettere che non trovano spazio nell’agone politico italiano se non con la dirompente battaglia pugliese che ha visto vincere non Vendola, o meglio non solo, ma un’idea diversa della politica.
Più che compromesso, tendo, forse ingenuamente, a vederlo come una piccola rinuncia, momentanea e per l’urgenza del contesto elettorale, per una causa nobile: l’ambizione di contribuire a migliorare la realtà quotidiana delle cose, delle persone.
Infine, un punto che vuole essere un invito alla riflessione: quante persone al di fuori di noi trovano interessante questa discussione? Poche. Semplicemente perché là fuori c’è una moltitudine di persone molto più interessata a sapere se i propri figli troveranno lavoro o avranno la possibilità di studiare, se gli verrà costruita sotto casa una centrale nucleare, se riuscirà a pagare il mutuo, se sarà un giorno lo Stato e dargli lavoro e non più la mafia, se potrà vincere un concorso non perché nella cerchia del barone universitario di turno, se potrà fare il pendolare senza arrivare sempre in ritardo… Non è retorica, è la quotidianità nascosta dai media e dalla politica della maggior parte delle persone.
Io credo che noi, SEL, dovremmo trovare il modo per dare forza a queste battaglie, a dare risposta a queste domande, ad organizzare lotte per queste rivendicazioni. Inserire il nome di “Vendola” è sicuramente una modalità per farlo, non l’unica, forse nemmeno sufficiente. Ma è una possibilità che queste idee abbiano una maggiore visibilità e quindi una maggiore forza di imporsi. Rinunciare a questa possibilità, questo sì, la considererei un grave errore politico.
Continua il silenzio di SEL sulla questione TAV: trattandosi di un’opera dal costo di circa 20 miliardi di Euro accompagnata da:
1) sospensione dei diritti costituzionali nella valle di susa
2) pericolo di infiltrazione della mafia (vedi di seguito).
Non è una questione solamente regionale
invito il coordinamento nazionale e quello regionale del piemonte ad esprimersi
Questo silenzio E’ INACCETTABILE
“La memoria, la Mafia e la Tav”
La memoria è un ingranaggio collettivo-sociale che non conosce limiti temporali e di merito.
Con
piacere leggo Claudio Fava sul caso delle esternazioni del Prefetto di Milano,
sull’affaire di Nicola Cosentino e sulla confusione morale regnante
nell’UDC anche dopo la sentenza della corte d’appello che ha aggravato
la condanna contro Cuffaro riconoscendo l’aggravante del concorso
esterno in associazione mafiosa.
Ma l’ingranaggio della memoria in materia di mafia non deve avere
confini: devono essere combattuti senza tentennamenti tutti quei
terreni fertili all’infiltrazione mafiosa.
Ed il sospetto che vi
sia infiltrazione mafiosa all’interno delle istituzioni dello Stato è
più che un sospetto considerata la sola presenza di Cosentino,
sottosegretario con delega al C.I.P.E.
Per non parlare del caso più clamoroso già accennato: quello di
Cuffaro (UDC) condannato anche in 2° grado con la citata aggravante di
concorso esterno in associazione mafiosa.
La vittoria di Vendola
alle primarie, forse grazie anche alla presa di posizione di Grillo, non può
che condurre ad una riflessione che appare pacifica: distinguersi paga
sempre.
L’annacquamento politico costituisce un folle errore: lo stesso
Roberto Della Seta (responsabile infrastrutture del PD) sulla
questione della manifestazione Si Tav ha considerato un errore di metodo incentrare la competizione elettorale sul si-no Tav.
Confido che in Sinistra Ecologia e Libertà termini presto l’abbocco
alle strategie del PD tendenti alla continua frammentazione della
sinistra, tendenza iniziata con la creazione del PD, continuata durante
la propaganda elettorale durante le politiche con il c.d. voto utile.
La predetta strategia non è cambiata ed il caso Vendola in Puglia ne è la prova.
Ma in Puglia non ha attecchito anche in virtù delle riconosciute capacità politiche e umane di Nichi.
Il
Piemonte subisce queste strategie del PD che è riuscito a separare SeL
dagli altri compagni della maggioranza a sinistra del PD.
Lo stesso silenzio di SeL Piemonte in relazione alla manifestazione
No Tav, ed in particolare in riferimento alla spaventosa assenza di
contraddittorio nei quotidiani, condita da una ossessionante
ripetizione del verbo Si Tav, mi risulta incomprensibile.
Persino un membro del Csm, Silvio Pepino, si è sentito in dovere di reagire, con un proprio articolo, alla ossessività del verbo Si Tav presente sui quotidiani.
Come già detto da molti l’informazione è necessaria alla conoscenza, la conoscenza è necessaria alla politica.
Mi
risulta oltremodo incomprensibile l’incapacità ad affiancare il
coraggio di molti compagni che si battono da anni contro la mafia al
coraggio di chi cerca di lottare per il proprio territorio denunciando
la pacifica connessione tra le grandi opere pubbliche e la stessa mafia, come
se lo stesso Ferdinando Imposimato avesse avuto delle allucinazioni scrivendo (con Giuseppe Pisauro e Sandro Provvisionato) “Corruzione ad Alta Velocità“ (vedi link con ampi stralci del libro).
E ciò nonostante nè SeL Nazionale nè SeL Piemonte hanno ritenuto di esprimere una loro posizione in tema Tav.
Nemmeno un cenno di solidarietà al movimento No Tav dopo l’ultimo attentato
che ha completamente distrutto ieri (Ndr 24.1.10) un presidio a Borgone di Susa.
Ed è il secondo ad essere distrutto nel giro di soli tre giorni.
Tale
silenzio , cari compagni, è segno di insensibilità (non solo politica)
nei confronti dei territori e delle dinamiche sociali ivi presenti .
Il patto tra l’Udc e la Bresso non permette ulteriori riflessioni,
salvo una: l’impresa del PD volta alla frammentazione della sinistra ha
messo SeL Piemonte in un vicolo stretto, molto stretto.
Ci vuole un poderoso colpo di reni, in difetto del quale SeL
Piemonte non riuscirà ad evitare quell’annacquamento politico respinto
con forza, coraggio e successo in Puglia.
E l’annacquamento rende la politica ombra di se stessa.
@Maurizio: tentare il “radicamento” in queste istituzioni è assolutamente contraddittorio con il radicamento in questa società.
“Questa” società è ormai assolutamente “altra” rispetto alle “istituzioni” che ne sono (ne sono?) la “rappresentazione”.
Il nostro “nuovo” radicamento in “questa” società non ha “assolutamente” bisogno della “rappresentanza” in “queste” istituzioni.
Ma, ovviamente,… posso sbagliare!
cari compagni,
scusatemi tanto, visto che spesso ci dividiamo su tutto, vorrei che ci dividessimo anche su quello che io penso.
Capisco l’entusiasmo, ma a mio avviso dire che la vittoria di vendola sia stata la vittoria di sinistra ecologia e libertà mi sembra molto, ma molto riduttivo.
La vittoria di vendola è stata la vittoria di un progetto di regione puglia, un progetto con parole d’ordine radicali e soprattutto chiare.
A quel progetto a contribuito tutta la sinistra plurale, in tutte le sue forme.
Quel progetto è il progetto su cui dobbiamo ripartire.
Continuare a dividersi sel fed ed altro è assurdo, capisco i rancori ma la stagione dei congressi ormai è preistoria.
Non solo i nostri numeri ci impongono questo, ma è la risposta delle persone è la voglia e il desiderio di unità che va molto al di là dei nostri dirigenti.
Iniziamo a confrontarci su l’oggi per pensare a cambiare il domani, vedrete che tra tutti non ci son molte differenze. I lavoratori stretti dalla crisi ci chiedono questo.
Riguardo alla toscana non ne capisco lo stato di continua eccezione, sembra che visto che c’è lo sbarramento, e visto che dobbiamo superarlo si debba accettare tutti e tutto.
Per questo dico vedere dove si possono costruire processi aggregativi così come sta avvenendo in puglia, nessuno in tali deve sentirsi escluso e neanche porre condizioni.
Questi processi potrebbero trovare terreno fertile anche al di la della sola toscana.
Lo so sono in ritardo, ma io continuo a dirlo, oggi come domani.
Riguardo al nome sul simbolo, bè si commenta da se, va be che il fine giustifica i mezzi ma a tutto c’è un limite. Si combatte il presidenzialismo, il leaderismo, la crisi del sistema democratico e poi si agisce in contraddizzione.
Questo è razzolare, ma poi come faremmo a predicare?
saluti
Ci risiamo? SEL fa ancora un passo avanti e due indietro o pèossiamo cominciare a fare campagna elettorale?
ANCHE I SONDAGGI DEI GIORNALI VICINO A BERLUSCON DANNO VINCITORE VENDOLA. L’ARTICOLO IN QUESTIONE È TOTOELETTORANDO SU http://www.ilclandestinoweb.com
Per Bruno Roveda: radicarsi nella società non è in contraddizione con il “radicarsi” negli enti e nelle istituzioni…
La sinistra è un animale strano. La sua storia è piena di leader quindi io non ci vedo niente di male se abbiamo un leader che ci proietta sulla ribalta nazionale, in questo momento è fondamentale agganciare SEL a Vendola. Il rapporto nelle comunità si fonda sulla stima e la fiducia, Vendola è un uomo di partito e noi dobbiamo avere fiducia in lui. Sulla questione dei capilista nazionali: mi sembra un eccesso, nelle regioni dove ci sono leader nazionali conclamati ha un senso ma nel resto io valuterei da caso a caso lasciando la decisione ultima al coordinamento regionale.
Sul punto 5 concordo, la diaspora socialista deve finire, il movimento dei lavoratori è unico e ogni volta che c’è occasione di ricucire, tenendo fermi i temi del lavoro, dell’ambiente e dei diritti civili si deve fare uno sforzo. Naturalmente senza essere fessi ![]()
Sulla questione toscana, il regolamento è chiaro. La decisione compete al coordinamento regionale toscano, io non la prenderei come una direttiva ma come un consiglio, infatti si parla di “lavorare per”.
Per il coordinamento nazionale sui punti 2 e 5: vi divertite anche voi ad alimentare inutili polemiche ?
Quando si dice ” Costruire, per le regionali e le amministrative, liste elettorali forti, competitive e aperte a esperienze indipendenti di impegno civile e politico, così come è stato per le liste alle elezioni europee del giugno scorso ” ( punto 2) è del tutto ovvio che questo vale per tutti e quindi anche per i Socialisti, compresi quelli iscritti al psi ( punto 5 ).
Liste di SEL APERTE vuol dire APERTE.
O no ?
Ne approfitto per esprimere una mia opinione personale sulle alleanze: no a tandem, tricicli o espedienti simili.
Non hanno mai prodotto risultati decenti né sul piano strettamente elettorale né a livello politico.
Gli elettori non sono fessi.
Oltretutto non hanno tempo da perdere, voglia e pazienza di studiarsi ogni sei mesi la nuova geografia dei simboli elettorali delle tante micro-sinistre esistenti.
Del resto capita anche a me: negli ultimi due anni circa mi sono già chiamato almeno con una decina di nomi diversi ( PRC, Sinistra Europea, Sinistra Arcobaleno, Manifesto per la Sinistra, Movimento per la Sinistra, Associazione per la Sinistra, Sinistra e Libertà, Sinistra Ecologia Libertà e qualche altra denominazione che sicuramente mi sono anche dimenticato ).
Non vi pare che stiamo esagerando ?
Non vi pare un po’ tanto, troppo complicato ?
Presentiamoci con il nostro simbolo e la nostra identità: Sinistra Ecologia Libertà, la Nuova Sinistra italiana.
Non è con qualche espediente grafico o qualche ammucchiata dell’ultimo momento che otterremo qualche decimale di punto in più ( perché è di questo che stiamo parlando ).
Capisco bene ovviamente l’importanza di ottenere il massimo risultato possibile alle prossime elezioni regionali.
Ma ritengo che il progetto politico al quale stiamo lavorando debba avere la assoluta priorità rispetto alle astruse e tra l’altro perdenti alchimie elettorali.
La questione delle elezioni regionali in Toscana ( ma anche delle altre regioni ).
Mi pare del tutto ovvio che come abbiamo deciso a Roma il 19/20 dicembre 2009 le scelte finali sono di competenza del coordinamento regionale.
Su questo non c’è dibattito ( vedi ” Regole ” ).
E’ del tutto normale invece che la segreteria nazionale di SEL si occupi di questa come di tutte le altre situazioni italiane.
Nello specifico della Toscana esprime un parere ( non avanza una decisione ): ” Lavorare in Toscana per liste comuni con la Federazione della Sinistra, naturalmente in condizioni di pari dignità nelle formazione delle liste e nella definizione del simbolo elettorale “.
Quindi smettiamola tutti di fare inutili e sterili polemiche sempre, comunque e a prescindere.
Calma.
I compagni e le compagne toscani/e decideranno liberamente ed autonomamente cosa fare nella loro regione.
Detto questo credo che una volta per tutte dobbiamo metterci d’accordo su una questione elementare: abbiamo eletto democraticamente un coordinamento nazionale che è pienamente legittimato a prendere delle decisioni ( sempre rispettando le ” Regole ” che ci siamo dati tutti insieme ).
Altrimenti a che cosa serve ?
O sbaglio ?
@ Giuliana Sgrena: hai sollevato un problema giusto.
Credo anche che la soluzione sia ovvia: la segreteria nazionale è un organismo esecutivo.
E’ il coordinamento nazionale ( del quale fai parte ) che alla fine ha competenza nelle decisioni finali.
Ciao.
estendete la toscana a tutta l’Italia o siamo fritti col quoprum come alle europee
Forza, andiamo soli ovunque per evitare cartelli elettorali. Sicuramente teniamo fuori i socialisti che sono dei vampiri, venite a vedere cosa è accaduto alle scorse provinciali di Bari: lista unica e 2 eletti per loro, dopo non li ha visti + nessuno. Questi ora stanno lì a fare solo gli affari loro! Poi il buon Vendola DEVE iniziare a dire che SEL è il suo partito, non solo che non entrerà nel PD, e deve girare ovunque con il nostro simbolo attaccato sulla giacca. Infine, sarebbe gradito in Puglia e in tutt’Italia condividere le scelte in modo democratico nelle assemblee regionali, per caso abbiamo già dimenticato cosa è accaduto nel PD qualche giorno fa? Scusate noi dobbiamo fare l’esatto contrario del PD, non dobbiamo inventarci nulla!
Ah dimenticavo: ma quando sarà possibile disporre di una bandiera, di un manifesto, di un adesivo con il nuovo simbolo, le Regionali sono adesso!
compagni a volte perdete i colpi. c’è scritto lavorare per liste comuni con rifondaaazione, non c’è scritto domani si presenta “la bicicletta” e le firme in prefettura. quindi se alla ass. regionale di sel toscana non vaa bene, basta votarlo e segnalare al nazionale che la cosa è impossibile da fare.
@elisa
Ciao Elisa, vedi c’è solo una cosa da capire ed è semplice, gli “incontri” si fanno nei punti di convergenza e mettendo i freni al momento giusto, altrimenti o diventano o scontri o allontanamenti.
Non esce il sangue dalle rape, ancora una volta confondi quello che speri con quello che è, la realtà è che Noi abbiamo un progetto teso a recuperare tanti strati di popolazione in un modello di società alternativa e tutta da inventare, senza mettere in mezzo simbologie ed anche terminologie desuete ed ingiallite.
Purtroppo il modello anticapitalista ed antimperialista in questo momento storico non consente un futuro e ci relega ai margini dell’azione politica.
Il nostro progetto è Sinistra Ecologia Libertà e lo stiamo costruendo insieme con passione e coraggio, nn gettiamolo via per folli tatticismi che ci condurrebbero al suicidio politico(DALEMA docet).
Quindi i Compagni TOSCANI (Sì proprio quelli che hanno scoperchiato le pentole del brodetto cucinato dal PSI di Nencini) domani con grande democrazia e partecipazione faranno le loro scelte nel rispetto dei territori che saranno rappresentati.
Le indicazioni del coordinamento saranno considerate ma la loro coniugazione ed interpretazione è dell’Assemblea e quindi dei territori.
Un abbraccio e Domani sera vi diremo come è andata.
Andrea Tombelli (Firenze)
Il giornalista del Manifesto Riccardo Chiari
che in Toscana é molto informato della cose
della Fed.della SX ci dice che vede bloccate le sue capacità decisionali e che si tratterebbe di un fallimento,l’ennesimo.A questo si accoppiano spinte centrifughe che
attraversano Rifondazione che metterebbero
a repentaglio le (ormai minimali)rendite di
posizione care ad alcuni soggetti politici che
ne fanno parte.
Non ho aggiunto di mio una parola a quello che
leggo. Io sono per una linea di SEL che cerchi
di riunificare tutte le forze sparse della
sinistra ma nella chiarezza politica.
In Toscana,in questo momento,non sapremo neppure con chi parlare visto che sarebbero
bloccate perfino le capacità decisionali della
Fed.della SX.Non dico altro.Sono invece daccordo con tutti i compagni che dicono che
dobbiamo sfruttare ora al massimo l’effetto
Vendola ma che poi dovremo rimanere SEL senza
l’aggiunta di nomi.
Semplicemente d’accordo su tutto !
sono avvilita.qualche minuto fa, ad una trasmissione su rete7, c’era un Goffi dell’UDC insolente e arrogante che mortificava il rappresentante di Rifondazione comunista,Clement, e snobbava Luca Robotti di Sinistra Ecologia e Libertà.
Dall’alto della sua consistenza numerica (!!!!!) e sopratutto della storia coerente e adamantina del suo partito, spocchiosamente dichiarava che solo domani ,dopo una riunione delle 14, deciderà se i contenuti dell’accordo tecnico ipotizzato da Bresso con Rifondazione sarà di gradimento dell’Udc tanto da indurlo a all’alleanza con il centrosinistra.
In quanto a Sinistra Ecologia e Libertà, sottolineava che lui ha fatto un accordo solo con Bresso, visto che la Presidente ha deciso di spostarsi a centro………chi ha orecchie da intendere intenda…..
SI parlava di vicepresidenze del consiglio regionali e di assessorati (il PD per bocca di Roberto Placido è disposto a prenderne solo 3,rinunciando nobilmente ad altri 3 spettanti in virtù del suo 60%, per tenere insieme i preziosi alleati del centro).Non una parola sui programmi.A noi elettori è concesso solo di votare, optando tra un centrodestra improponibile e un centrosinistra che ha scelto la sudditanza all’Udc e mortifica la sua identità. L’hanno deciso i piemontesi? o anche questo è stato deciso su tavoli sempre più scollegati dai bisogni, dai desideri, dalla storia di coloro a cui verrà solo proposto di “mangiare questa minestra o saltare dalla finestra?
qui la primavera pugliese è molto lontana.DOBBIAMO RASSEGNARCI? POSSIAMO FARE QUALCOSA?
La dico bruscamente e seccamente, come la penso e come la sento.
Mi pare che la Segreteria nazionale (immagino comunque -?- all’interno della necessitata pratica della costruzione del partito) voglia accelerare nella direzione dell’insediamento nelle istituzioni piuttosto che nella direzione (“ostinata e contraria”) del radicamento nel sociale.
Sicuramente – per i politologi di turno – sbaglio se non considero in tutta la sua importanza una nostra “presenza” negli Enti di indirizzo e di governo di un territorio, ma continuo a pensare che il nostro compito prioritario sia quello di ricostruire una “presenza” (capace di proposta) nelle viscere della società, lì dove i conflitti si “rappresentano” senza riuscire a trovare rappresentatività.
L’urgenza di trovare soluzioni per “candidarci al governo del territorio” ci costringe per l’ennesima volta alla pratica dei “tavoli” per gli accordi di schieramento, non ci consente – per l’ennesima volta – di dedicarci con tutta l’energia e la passione di cui abbiamo bisogno per la pratica della “risposta” possibile alla crisi di società e di civiltà in atto.
Ancora una volta a “tentare” il pressappoco, invece di tentare “l’impossibile”: il PARTITO!
Mi pare che stiamo insistendo “dentro” il vecchio, provando solo a spolverarlo un po’: Non mi pare che ci stiamo decidendo (a quando?) a “confliggere” a tutto campo con i nostri avversari e contro i nostri nemici.
Siamo un partito allo “stato nascente”. Perché non sfidare per una volta l’esistente – la scadenza elettorale di marzo – “agendo” conflitti, piuttosto che riducendoci a contrattare “sottolineature” di programma dentro coalizioni che se vincono, ammesso che vincano, vincono per “governare” (?) secondo tecnica e non per promuovere la politica?
Trovo perdente due volte, insomma e per concludere, “esportare” e “radicare” il solo attraverso un “nome” (il suo o quello di altri a più elevata riconoscibilità) e solo per cercare consenso elettorale.
MI DISPIACE LEGGERE CHE ALCUNI AMICI NON SONO CONVINTI DELL’INSERIMENTO DEL NOME DI VENDOLA NEL LOGO DI SEL. A QUESTI AMICI DICO CHE SENZA VENDOLA ,SEL NON ESISTEREBBE O AVREBBE VITA BREVE PERCHÉ È GRAZIE ALLA GRANDE POPOLARITÀ DI VENDOLA CHE IN QUESTI GIORNI SI INIZIA A PARLARE DI SEL.INOLTRE, A QUANTI DICONO CHE SEL COSÌ FACENDO RIPETE CIÒ CHE HA FATTO GIÀ IL PDL,L’UDC..,RICORDO CHE QUESTI PARTITI HANNO MOLTI VOTI PROPRIO PERCHÉ SI IDENTIFICANO NELLA PERSONA DEL LORO LEADER. MI SPIEGO MEGLIO:SE ANDIAMO IN QUALCHE MERCATO RIONALE E CHIEDIAMO ALL’ELETTORE MEDIO,ALLA CASALINGA, PER CHI VOTANO LORO CI DIRANNO IL NOME DEL LEADER DEL PARTITO E NON IL NOME DEL PARTITO. NON STIAMO PIÙ NELL’EPOCA DEI SOLI IDEALI MA CI TROVIAMO IN UN TEMPO IN CUI LA GENTE VUOLE UN PUNTO DI RIFERIMENTO RAPPRESENTATO DA UNA PERSONA FISICA E NON DA UN PARTITO. VENDOLA HA VINTO LE PRIMARIE PROPRIO PER QUESTO,LUI SI È PRESENTATO ALLA GENTE COME NICHI. SI PUÒ AFFERMARE CHE QUESTO È POPULISMO,PERSONALISMO, MA È L’UNICO MODO PER RACCOGLIERE VOTI E PER FARSI CHE I NOSTRI IDEALI POSSANO AVERE ATTUAZIONE. NICHI L’HA CAPITO CIÒ E FORSE LO DOBBIAMO CAPIRE ANCHE NOI SE VERAMENTE CI VENIAMO ALLA REALIZZAZIONE DEI NOSTRE IDEE AFFINCHÉ NON RIMANGANO SOLO TALI. NON POSSIAMO RIPETERE GLI ERRORI DEL PASSATO , QUELLI DI UNA SINISTRA CHE SI INTERROGA, CRITICA E SI CHIUDE NELLE SUE ANALISI, ALLE VOLTE, TROPPO INTELLETTUALI.IN POLITICA CONTANO I VOTI E OGNI MEZZO LECITO PER RACCOGLIERLI SIA IL BENVENUTO SIA ESSO PERSONALISMO O POPULISMO. Lealtà a Vendola dal Popolo. Lunga vita a Nichi,lunga vita al Popolo.
mi scuso per il maiuscolo.
oK COMPAGNI TOSCANI.
FATE LA VOSTRA ASSEMBLEA REGIONALE, E DOPO DATECI SOTTO CON QUELLO CHE DECIDERETE.
PENSO CHE IL NAZIONALE NON AVRA’ PROBLEMI NEL TENERE IN CONTO LE VOSTRE DECISIONI. MA POI VOI DOVRETE SFONDARE.
Personalmente non sono d’accordo sul metodo in quanto la Segreteria Nazionale non doveva dare una linea politica solo in una regione d’Italia ; o la linea era generale e quindi rivolta a tutto il paese o questa diventa una limitazione della partecipazione e della democrazia.
Sono invece d’accordo con la sostanza. Quando sono uscita dai DS, subito dopo il Congresso, e sono confluita in SD l’ho fatto perché questa aveva un progetto: unificare tutto quello che c’era alla sinistra del PD, ricucendo ferite storiche .
Il progetto è fallito dopo le elezioni del 2008 quando RC e PdCI hanno fatto altre scelte, ma in questi 2 partiti ci sono tanti compagni che aspirano ad un modello di società che noi condividiamo. La vera grande differenza è che noi di SEL siamo disponibile ad accontentarci anche di costruire il migliore dei mondi “ possibili” e per questo siamo disponibile a fare mediazioni anche con un PD che si è allontanato da tanti dei nostri contenuti . I partiti della FeS volevano invece fare opposizione al PD, non volevano governarci insieme; mi sembra però che allo stato attuale su questo abbiano avuto dei ripensamenti come pure non pretendano più ,come al tempo delle europee, di fare liste unitarie solo sotto il simbolo della falce e martello.
Sono favorevole a costituire liste unitarie con la FeS per diverse ragioni. Una di opportunità : di fronte ad un PD che anche alle regionali è ricorso allo sbarramento per distruggere tutto quello che c’è alla sua sinistra è legittimo che le forze che potrebbero non essere rappresentate in Consiglio si alleino per superare lo sbarramento; ma ce ne sono anche altre :principalmente i contenuti che abbiamo in comune e che ci hanno permesso di governare insieme in questi anni alla regione ed in molte amministrazioni locali; la FeS si è dimostrata un alleato leale nella battaglia di Vendola in Puglia ed infine solo lavorando insieme è possibile eliminare quell’odio che si è creato fra tanti compagni dopo le scissioni
Per questo, spieghiamo con sincerità all’elettorato di sinistra che ci presentiamo insieme per ora solo come cartello elettorale per portare avanti un programma incentrato su alcuni punti qualificanti (inclusione, difesa dei beni e dei diritti primari , difesa del reddito e dei diritti del lavoro, politiche ambientali)
In Toscana con il lavoro di tutti ma dico tutti secondo il mio parere possiamo farcela,ma questo per me è un falso allarme perchèin primis il nostro voto è “UTILE” per vincere,ma prima ancora se si vuole essere credibili come nuovo partito,mi piace dire così,si deve guardare oltre queste elezioni se si vuole costruire un partito forte,credibile e radicato sui territori.Il nostro punto di arrivo,non deve essere l’elezione di una o due compagne o compagni nel consiglio regionale,ma costruire qualcosa di importante a sinistra nel quale i cittadini di sinistra si possono riconoscere e credere in futuro,e,se arrivano come spero gli eletti,il lavoro fatto sarebbe da incorniciare.Questa è la mia risposta a Mario Liso perchè se nel nuovo partito la base non dovesse contare un c…..o,si ritornerebbe a vecchie logiche dove le decisioni piovevano dall’alto e chi aderisce a SEL non ne vuole più sapere perchè deve passare il concetto di una testa un voto.
Questa è la fine dell’intervista che la Bresso ha rilasciato oggi al manifesto:
Scusi, ma i suoi alleati di sinistra sono contrari alla Tav. E anche un pezzo del suo elettorato.
So che fra i nostri c’è qualcuno che ha fra i referenti i No Tav, e quindi vuole addolcire la pillola. Ma il nostro sì è una posizione non negoziabile. Una scelta politica, non etica o di fede. Se qualcuno non è d’accordo, peggio per lui. Sinistra e libertà ha al proprio interno qualche dubbio? Se lo tiene.
cari compagni e compagne
credo che far politica oggi sia veramente complicato,comunque questo vogliamo continuare a fare sino a che avremo fiato in toscana la politica è ancora una cosa diffusa tra la gente
ci si scherza ci si prende in giro si letica anche con gli amici migliori per la politica, non solo la società toscana conosce altre mille forme di partecipazione sociale,culturale,associativa ,esiste insomma
anche se un po logorata dal berlusconismo
e dalla crisi,una societa che vuole continuare
a tenere tra le sue mani il propio destino.
In una fase come è questa alla vigilia di un delicato confronto elettorale ogni intervento esterno ai competitori e accolto come uno schierarsi per l’una fazione o l’altra,e quindi riceve le critiche e i dissensi.
C’è comunque da ribadire come in passato che ognuno in casa propria a il diritto di decidere per come ritiene meglio.Vorrei ricordare a tutti che senza l’intervento deciso dei toscani forse non ci sarebbe ancora
stata la conferenza costitutiva di roma e il simbolo sarebbe ancora sotto tutela.
quindi noi ora diciamo lasciateci discutere con tranquillità,anche noi teniamo ad avere una rappresentanza in regione,anche noi riteniamo utile un riavvicinamento programmatico e politico di tutta la sinistra
quella fuori e quella dentro al pd.Anche noi siamo consapevoli che in toscana se il governo regionale fosse lasciato interamente nelle mani del pd questo potrebbe produrre una ulteriore caduta della crisi che questa formazione politica sta vivendo,quindi noi vorremmo giocare fino in fondo il ruolo di coloro che vogliono rinnovare profondamente il centro sinistra e la società toscana,anzi noi dobbiamo svolgere questo compito pena uno scivolamento moderato ulteriore del pd e un isolamento delle forze piu convintamente di sinistra.Quindi noi dobbiamo difendere il buon governo che ancora si pratica in toscana ma porre al contempo con forza i temi della moralita pubblica,del lavoro,della innovazione
noi dobbiamo contrastare l’insorgente razzismo,l’individualismo che con la crisi si manifesta e riproporre valori ed idee che ripropongano la solidarietà e le soluzioni sociali dei problemi,per questo abbiamo aderito al progetto di SEL perche lo riteniamo utile anche per la toscana.
Il problema non è se riusciamo o no a superare il 4%, non è quello l’obiettivo primario. Uno o due consiglieri regionali non cambiano le cose in una regione come la toscana.
Abbiamo bisogno di crere o ricreare fiducia nella gente verso la sinistra e solo dopo potremo puntare ad un buon risultato elettorale.
Il nostro è un progetto di lungo respiro e non possiamo sacrificarlo per un paio si consiglieri regionali.
Prima ricostruiamo una base elettorale solida, lavoriamo con la gente, facciamo vedere che sappiamo proporre soluzioni di sinistra ai giusti problemi della gente, poi arriveranno anche i voti, e saranno tanti!!!
x mario Liso:L’assemblea regionale toscana di domani serve a valutare la situazione…il problema nn è l’indicazione che uscirà domani(bicicletta si,bicicletta no) ma il metodo attraverso il quale si prendono le decisioni..se volevo continuare ad essere solo una esecutrice di volontà altrui rimanevo dov’ero,forse sbagliando penso ed ho pensato che la sinistra per essere credibile e vincente debba inanzitutto praticare metodi democratici al suo interno
Complimenti! Siete riusciti, nel giro di due mesi a fare due tentativi di mettere il cappello su quanto i compagni e le compagne della Toscana devono “AUTONOMAMENTE” decidere rispetto alle elezioni regionali, comunicandoci a Novembre che non ci saremmo presentati in Toscana con il simbolo di SEL e ora, unica tra tutte le regioni dove si voterà “COME” dovremo presentarci.
Troppo onore!Evidentemente la specificità toscana è così specifica da richiedere ogni due mesi l’intervento degli organismi nazionali.Il coordinamento nazionale, su questa evidente violazione dello Statuto approvato il 19 e 20 Dicembre che demanda agli organismi regionali questo tipo di decisioni non ha niente da dire?
Comunque, siatene certi, saranno i compagni della Toscana riuniti domani in Assemblea a decidere, ancora una volta.
Il problema dunque non è il rispetto o meno di una decisione illegittima della Segreteria Nazionale ma da dove e perchè si è ricavata l’impressione che su questa questione fosse , oramai consolidata un’opinione delle compagne e dei compagni toscani : vi informo,( nel caso che qualcuno vi abbia dato informazioni sbagliate) che non è così e che questo intervento a gamba tesa se mina la credibilità della Segreteria Nazionale delegittima del tutto chi, dalla Toscana , in questi mesi ha mantenuto i contatti con gli organismi nazionali.
Tiziano Domenici
Coordinatore Provinciale SEL di Lucca e Membro del Coordinamento regionale toscano
Mi dispiace,ma sono profondamente amareggiato
della delibera di ieri della segreteria nazionale provvisoria,in particolare al punto 4 dove dice lavorare in Toscana per liste comuni ecc…perchè dopo le nefandezze di Nencini fortunatamente scongiurate ora la segreteria nazionale ha un certo riguardo nei nostri confronti decidendo dall’alto quello che domani noi a Firenze come delegati di tutti i territori Toscani si deve ancora decidere e deliberare.Da i nostri contatti che abbiamo già avuto in un ristretto giro di telefonate,la maggioranza dei delegati eletti in tutti i territori sono CONTRARI ad un cartello elettorale con la FED,perchè sarebbe il suicidio collettivo di SEL in Toscana per tanti e innumerevoli motivi che sarebbe molto lungo raccontare.Domani a Firenze prevedo che farà molto caldo,perchè il nostro no dovrà prevalere perchè altrimenti la raccolta di firme e la campagna elettorale se la fà la direzione nazionale e qualche altro a livello regionale!!!
Ai compagni toscani.
Riuscireste da soli a superare la soglia di sbarramento del 4%?
Se siete convinti di riuscirci, allora ditecelo e siamo tutti d’accordo per una lista tutta vostra.
Se al contrario pensate di non avere i numeri, come penso la segreteria nazionale abbia valutato, c’è bisogno di una soluzione alternativa. Oltre a quella suggerita, ne avete altre?
In riferimento al punto 4 ricordo che le deliberazioni della Segreteria Nazionale devono (dovrebbero) tenere conto del parere dei territori soprattutto se vanno a incidere sulle realtà locali.
Ricordo ai compagni della Segrteria Nazionale (ed anche a quelli del coordinamento regionale della Toscana) che SEL è prima di tutto degli iscritti e che a loro spettano le decisioni.
Allora la deliberazione sulle liste spetta solo all’assemblea regionale (alla quale non potrò peraltro partecipare per motivi di lavoro) o al coordinamemto regionale da essa eletto ed espressione del pensiero dei compagni della Toscana. Vorrei che si ripristinassero regolo minime di democrazia interna e di rispetto dei compagni che lavorano nei territori.
Ricordo anche che un vertice è tale perchè ha una base che lo sostiene. Sarebbe bene che i nostri vertici (regionali e nazionali) si rendessero conto che in questo modo la base sparisce e che, come nei migliori cartoni animati, potrebbero precipitare!!!
In Toscana è un mese che si parla di alleanze e cartelli elettorali…guarda caso il giorno prima dell’Assemblea regionale esce questa bella notiziola sul dispositivo nazionale…forse qualcuno vuole spingere in una certa direzione?Delle volte a pensar male ci si prende!!!!
Non capisco chi sarebbero questi “capilista nazionali”capaci di portare un contributo di visibilità e di consenso elettorale alle nostre liste.
La grande maggioranza dei membri del Coordinamento regionale, soprattutto quelli che non sono espressione dei territori, con l’eccezione di Vendola, non mi pare godano di quel consenso elettorale che si vorrebbe far credere. Ricordo che alle elezioni europee il collegio elettorale comprendeva più regioni e che la preferenza era multipla. Basta proiettare i dati nei collegi provinciali e dividere per tre per avere la dimensione del consenso elettorale di quelli che si sono candidati alle europee.
La proposta, inoltre, mi sembra offensiva per quanti da anni lavorano nei territori e che hanno dimostrato di avere reale consenso elettorale.
Intervengo a nome di numerose e numerosi compagne/i toscane/i per manifestare il nostro assenso a presentare le liste elettorali regionali col simbolo Sel e la scritta ” con Nichi Vendola “.
Siamo altresì fermamente contrari, invece, a presentare in Toscana una lista Sel-Prc/Pdci, che non ha alcun senso, se non quello minoritario di un accrocchio elettoralistico ed insignificante.
Vi è un problema di metodo, perché vorremmo sapere a che titolo qualcuno si è espresso su una tale assurda posizione.
Per chi non lo sapesse già stamani sulla cronaca fiorentina del Manifesto si è potuto leggere un articolo con cui si è verificato il fallimento, a Firenze ed in Toscana, della cosiddetta Federazione della Sinistra.
Ma con chi dovremmo fare accordi, dunque, per ritornare in una condizione di minorità?
Si abbia il coraggio di presentare anche in Toscana una lista denominata “Sinistra unita x Vendola” oppure una lista di Sel con la scritta “Con Nichi Vendola”.
Non ci stiamo a subire ancora in Toscana le decisioni di chi, poi, non si sa.
Nonostante lo sbarramento del 4% anche in Toscana si può tentare di superarlo. Basta lavorare ed essere fieri di ciò che siamo e non giocare alle piccole camarille di soggetti politici ormai defunti.
Avanti con le liste di Sinistra e Libertà!
qui si confonde il simbolo del partito con il simbolo da presentare alle elezioni. Sinceramente il purismo espresso dacerti compagni ecompagne mi fa un poco ridere. Ci presentiamo per prendere più voti possibili per poter portare avanti le nostre idee di governo del territorio. Ebbene tutti sono concordi che il nome di vendola nel simbolo elettorale porta almeno due o tre punti in rendita. Per il resto conoscendo Vendola econoscendo noi credo i timori siano del tutto infondati.
al di là del merito della questione, mi sembra piuttosto ridicolo tacciare come “diktat” qualsiasi decisione che non ci piace presa dalla segreteria. O ci mettiamo in testa che vogliamo fare (e in potensa già siamo) un partito, e allora siamo disposti a demandare potere decisionale (o di indirizzo, come in questo caso) anche agli organismi dirigenti; oppure possiamo continuare a far finta che i nostri dirigenti, peraltro eletti da noi, siano impegnati in una continua tessitura del complotto contro la base. Tutto è contestabile, e per fortuna, ma ritenere che la segreteria (di cui fa parte, come è già stato ricordato, anche la nostra compagna Lisa Clark, che certo non può essere criticata per eccesso di verticismo…) giochi a (ri)fare dei compagni toscani merce di scambio, mi sembra obbiettivamente un’esagerazione. Non mi esalta certo la prospettiva della lista comune con la Federazione. Lo stesso non mi sembra davvero così scandaloso che si chieda di valutare laicamente se le condizioni per un accordo con la federazione ci sono.
IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO!!!!dopo averci trattato come merce di scambio con il buon Nencini ora il coordinamento nazionale ci riprova…ancora una volta decide per noi senza consultarci..il giorno prima dell’assemblea regionale…per me anche questa è QUESTIONE MORALE..e che questione!!!
Gli elettori di destra in Pugli iniziano ad attaccare il presidente Vendola sul piano personale facendo allusioni alla sua omosessualità.Di seguito ho fatto un copia e incolla di un commento pubblicato sul quotidiano pugliese La Gazzetta del Mezzogiorno,versioneweb: ( Antonio, Lecce | 29-01-2010 | 16:59
Le forze del male si scateneranno nella Terra di Mezzo, portando morte e distruzione.
Ma dalla terra di Bari arriverà la Compagnia dell’Orecchino che alla fine farà trinfare il bene.
Liberamente tratto da: “Il signore degli Orecchini”
di Niki Vendola
Opera di 5 anni di poesie e fiabe
Editore: partito democratico )
e ci risiamo,personalizzare un evento a livello nazionale di una cosa nuova che deve ancora nascere e crescere e vedere a quali e quanti elettori questo nuovo progetto può dare speranza ,non per un nuovo capopopolo ma per un nuovo modo programmatico di costituire la sinistra e il suo modo di governare nei territori,questo si da esportare a livello nazionale come il modello pugliese ci ha insegnato,ma non legare il tutto a un nome e cognome come paradigma di un fara factotum di una cavalleria rusticana per eventuali e futuri scenari politici di matrice localistica.NIKI vendola è il nostro portavoce e porta ideali riconosiuto come tale dalla assemblea del 20dicembre,ha trionfato alle primarie ma ancora deve vincere le elezioni nella sua terra la PUGLIA,perche vogliamo le gare un simbolo nascente al nuovo percorso politico che dovrebbe essere contro il personalismo e il populismo al nome di una persona di per sè già riconosciuto lydear indiscusso di questo nuovo movimento popolare di sinistra? non bastano già i partiti dei vari casini ,di pietrini,berlusconini e compagnia cantando a personalizzare i vari partiti di loro pertinenza? non sioamo o vogliamo essere una cosa nuova nello scenario politico italiano? è proprio necessario questo abbinamento? compagne e compagni della segreteria nazionale menti pensanti di futuri scenari politici mediatici,bisogna essere coerenti con gli ideali di costituzione di SEL il simbolo appartiene agli iscritti e in DEMOCRAZIA sono loro e solo loro a decidere sè tali passaggi siano giusti o meno farli,anche con le motivazioni nobili che voi avete dedotte,queste, non giustificano una decisione che a mio modestissimo avviso andava programmato e discusso in modo e maniera diversa, anche da queste cose un militante iscritto a SEL nota sè veramente si vuole costruire una nuova sinistra italiana.coerenza compagni, coerenza.
un fraterno saluto ALFONSO DI TULLIO.
Penso che le decisioni vadano bene. Forse, le preoccupazioni di un’eccessiva personalizzazione potranno essere fugate semplicemente esibendo in televisione il simbolo: da parte di tutti nostri esponenti, Vendola compreso. Un saluto a tutti
[...] Fonte: Dispositivo della Segreteria Nazionale SEL [...]
[...] Fonte: Dispositivo della Segreteria Nazionale SEL [...]
Affrontiamo con realtà la questione: io credo che non siano in discussione le funzioni e la naturalità dell’esistenza di leaders, fanno parte della vita di un qualsiasi movimento. Ma che rapporto ha con l’organizzazione il leader di un movimento di sinistra? Uno fra i tanti. Sfruttare la mediaticità della figura di Vendola non è assolutamente sbagliato se in quella figura si identificano idee valori azioni comportamenti progetti. Ciò che non dobbiamo consentire, ma non mi sembra questo il caso, è la deriva che in questo senso ha avuto il PD o altre nuove formazioni nate in funzione del “padre padrone”. SEL ha bisogno di farsi conoscere al di là dell’ostracismo dei media di “regime” ma ha pure bisogno di radicarsi nelle pieghe dei quotidiani bisogni dei più deboli oggi numeri marginali di una società che ineluttabilmente ha bisogno delle vittime sacrificali per sostenere il benessere dei privilegiati. E allora c’è bisogno, al di là dei simboli comunicativi, dei volti della comunita che quotidianamente sono riconosciuti nelle proprie realtà come “utili” alla causa del riscatto dei “diseredeti” della società. Quindi usiamo si i mezzi di comunicazione al meglio possibile, ma RITORNIAMO IN MEZZO ALLA GENTE PER DICHIARARE L’ESISTENZA DI UN MOVIMENTO CHE NON CI STA’ A SUBIRE L’EMARGINAZIONE DI MOLTI A BENEFICIO DI POCHI.
Vendola o non Vendola nel simbolo? Non è questo il problema.
Piuttosto: impegno di tutte e di tutti nella costruzione del partito in ogni dove.
Ritengo il deliberato della segreteria molto attento sia sul piano politico che su quello tattico, alle vicende che hanno interessato la Regione Puglia ma che hanno visto prevalere un’altra idea della politica e anche un’opzione diversa da quella del PD oltre che la chiara affermazione di Nichi come leader nazionale. Un gruppo dirigente che prende decisioni di buon senso considerando che il pericolo del personalismo non sia paragonabile con quello di un brutto risultato complessivo che sminuirebbe tutto il progetto, è da lodare e da incoraggiare.
Il punto 6 che aiuta a ritracciare quel limite, amio avviso molto importante, tra ” noi e loro” nell’interpretare il fare politica come “servizio” deve diventare per noi una prassi nella formazione delle liste e anche un modo di agire durante le legislature;
per quanto riguarda i compagni socialisti devono accettare di presentarsi con il nostro simbolo e con il nome di Nichi e, anche nella mia regione dove sono più forti che altrove, immaginare che si possa trattare in condizioni di pari dignità: così facendo non solo si potrebbe arrivare ad un’alleanza elettorale ma il passo per l’adesione al progetto diventerebbe veramente breve-
Alessio Gili- SEL Umbria
Per quanto comprenda le ragioni dell’inserimento del nome di Nichi Vendola nel simbolo, sono convinto che la deriva personalistica possa fare alla lunga più danni che raccogliere benefici.
Un conto è in Puglia, dove Nichi è il candidato presidente, ma nelle altre regioni mi pare veramente troppo.
compagni, un pò di pragmatismo. Finalizzato alle regionali. Vi prego di non fossilizzarvi sulla democrazia interna o presunta tale. L’associare il nome di Vendola al simbolo di SEL è una speranza che questo non scompaia. I sondaggi ci danno all’1,5% a livello nazionale. Se davvero vogliamo diventare un nuovo partito della sinistra radicato nel territorio dobbiamo sfruttare il momento-Vendola per far giungere voti. Poi dai voti e dagli eventuali consiglieri eletti si può ragionare a livello nazionale. Perchè, che piaccia o no, siam ancora troppo piccoli perchè la gente ci conosca a fondo. vendola ha avuto molto spazio nelle ultime settimane. Indi per cui un accostamente PROVVISORIO del suo nome al simbolo non può farci che bene. Non cominciamo con i paragoni con Di Pietro e Berlusxoni. Quelli sì che sono partiti ad personam..
Gianni, a me un movimento non strutturato che si addensa in modo plebiscitario attorno a un leader, e al tempo stesso segue politiche contraddittorie (come in Lombardia rispetto alla Puglia) non mi sembra per niente nuovo.
Ero convinto che SEL volesse superare al più presto la sua fase leaderistica, ma qui leggo commenti che sembrano persino glorificarla. Ma questo è totalmente incompatibile con l’ipotesi di costituirci in partito, specie a livello nazionale oltre che pugliese.
Nichi Vendola ha realizzato in Puglia ciò che SeL dovrebbe fare nel resto d’Italia, ossia ha incarnato il suo nome-volto (e in parte quello di SEL) ad un progetto in movimento, ad un radicamento sociale tanto diffuso da diventare simbolico a livello nazionale, ed anche, credo, un po’ mitico.
Utilizzarlo vuol dire aggiungere a ciò che noi siamo, ciò che vorremmo essere. Dare, cioè, al tempo stesso un’informazione per i tanti che non ci conoscono ed insieme un valore aggiunto.
Queste elezioni, infatti, pur non essendo decisive, lo possono diventare, perché ci possono proiettare nel nuovo, possibile, credibile partito della sinistra.
Per questo ri-vincendo in Puglia, assolutamente non scontato, e ottenendo un buon risultato in tutte le altre regioni, e con un leader riconosciuto come Vendola, possiamo arrivare ad un congresso fondativo raccogliendo risultati oggi inimmaginabili.
Ha ragione Giuliana Sgrena, di questioni cosi rilevanti per elezione dovrebbe discuterne il coordinamento nazionale. Dove è la DEMOCRAZIA interna?????
Compagni, la questione del simbolo non trova d’accordo neanche me, ma dobbiamo badare anche alla “ciccia” ogni tanto. Mettere il nome Vendola sul simbolo ci farebbe risparmiare tempo per farci conoscerebbe e bucherebbe la malainformazione. In più è solo un’aggiunta per le regionali, non un cambio di simbolo, quindi non credo ci sia bisogno di diecimila passaggi perché sia approvata. Dobbiamo essere realisti, al momento non siamo conosciuti, Vendola (che è il nostro coordinatore) sì. Quindi “sfruttiamo” anche la sua persona per decollare. Francamente, mi sembra che ci stiamo facendo troppi problemi per nulla.
I socialisti che volevano aderire e che hanno dimostrato di credere nel progetto di SEL sono già passati con noi in questi mesi. Gli altri hanno scelto di andare per la loro strada, lasciamoli andare…
NO a cartelli elettorali (in cambio di… uno 0,qualcosa%? Un posto nei listini dei governatori?), non giochiamoci la credibilità “appena nati”!
Scusate il link giusto era
http://www.affaritaliani.it/milano/regionali_vittorio_agnoletto_ad_affaritaliani_it_la_mia_candidatura280110.html
ragazzi non scherziamo eh?!? In Toscana non ci sono le condizioni per andare con la Federazione Comunista. Poche storie! Chi ci vai poi a spiegarlo alla gente di Sinistra un nuovo cartello elettorale??? Pensiamo al progetto! almeno ora che siamo all’inizio non ci svendiamo per due voti in più o in meno.
Concordo perfettamente con quei compagni socialisti che si ispirano ai valori rappresentati dai vari Lombardi,Nenni,Pertini etc,etc e non certo a quelle che oggi sono le posizioni di Nencini o di Bonelli.Io vengo dal PCI ma credo che SEL abbia bisogno di tutte quelle energie che si riconoscano in una forza nuova e di sinisrta che si stacca dal potere delle stanze per riportare la politica in mezzo alla gente come sta facendo Niki,Per questo cè bisogno anche dei comp.socialisti che con la sua storia possano dare un forte contributo.Detto questo debbo dire che ho delle forte perplessità a fare accordi con il PD che in alcune regioni fà accordi con Casini che a sua volta fà accordi con la destra ,ritengo che occorra un pò di coraggio , SEL non può ritenere il PD il suo interlocutore principale in base a un conto puramente matematico di somme delle varie forze.SEL ha tutti i requisiti per diventare una grande forza politica che non sia in contrapposizione al PD ma una forza di sinistra realmente alternativa.
Scusate compagni, ma non posso nascondere l’amarezza per le decisioni della Segreteria. In particolare il nome di Vendola nel simbolo mi pare una regressione avvilente, che finora era stata fatta solo da Berlusconi, Di Pietro e Casini. Io che ho una storia di sinistra, e sono passato per il Prc prima di approdare in SEL, non mi sarei mai aspettato una cosa del genere.
E poi, perché si danno indicazioni per la Toscana e non per la situazione almeno altrettanto spinosa della Lombardia?
Vi riporto una intervista a Vittorio Agnoletto (candidato della Federazione della Sinistra, dopo l’ostracismo praticato dal PD con il contributo di SEL). E confesso che ho grossi problemi a sostenere la linea del nostro movimento.
http://www.affaritaliani.it/milano/regio…80110.html
Regionali/ Vittorio Agnoletto ad Affaritaliani.it: “La mia è una candidatura etica. Non sarò capolista”
“Non sarò capolista. La mia è una scelta etica. Mi metto a disposizione per far sì che la sinistra in Lombardia possa ancora esistere nelle istituzioni. Dobbiamo utilizzare le Regionali per costruire un polo non contrapposto al Pd ma autonomo culturalmente”. Vittorio Agnoletto, candidato della Federazione della Sinistra al Pirellone, sceglie Affaritaliani.it per presentare il suo programma: “Basta con la privatizzazione della sanità, impedire le infiltrazioni della mafia nell’Expo, stop ai fondi alle scuole private e massima attenzione alla questione del lavoro”. Penati? “Cerca di trovare un accordo con Formigoni sul business dell’Expo”.
Perché si candida alla presidenza della Lombardia?
“La Federazione della Sinistra ha insistito molto per la mia candidatura. Il motivo principale è molto semplice: mi metto a disposizione per far sì che la sinistra in Lombardia possa ancora esistere nelle istituzioni. Non è possibile che il variegato e spesso litigioso mondo della sinistra abbia come unica possibilità di scelta Penati che non rappresenta un’opposizione a Formigoni. Anzi Penati cerca di trovare un accordo con Formigoni sul business dell’Expo. E poi a mia è una scelta etica”.
Sarebbe a dire?
“La mia candidatura è totalmente disinteressata visto che non sarò capolista. Sarò solo candidato presidente che in base alla legge regionale non ha possibilità di essere eletto in consiglio. Credo che la mia candidatura possa permettere al nostro capolista di arrivare in aula. Penso inoltre che non ci debba essere la politica di professione. Per questo scelgo di non passare dal Parlamento europeo al consiglio regionale. Continuerò a fare il mio lavoro e dal 4 al 13 febbraio sarò in Mozambico per un progetto finanziato dall’Ue per studiare l’impatto disastroso dell’Aids in quel Paese”
Che cosa cambierà con un consigliere della sinistra radicale in aula?
“Se ci sarà un consigliere in più o in meno del Pd non cambierà nulla. Cambierà invece se ci sarà un nostro consigliere: una sorta di vedetta che vigili per esempio sul rischio di infiltrazioni mafiose nell’Expo”
Quale obiettivo si prefigge in termini di voti?
“Da indipendente mi rivolgo non solo alla mia lista ma al popolo della sinistra che fa riferimento a Sinistra e libertà che non capisco come qui accetti la candidatura di Penati imposta da Roma e poi in Puglia sia nostra alleata per sostenere Vendola. Mi rivolgo all’Italia dei Valori: mi chiedo come faccia a votare Penati che vuole rivalutare Craxi. Insomma, dobbiamo utilizzare le Regionali per costruire un polo non contrapposto al Pd ma autonomo culturalmente. Mi rivolgo anche a quei tantissimi cittadini di sinistra schifati dalla politica e che non vanno più a votare”
Con quale programma si presenta?
“Con quattro punti fondamentali. Dico basta alla privatizzazione della sanità: eventi come quelli della Santa Rita non sono casuali, ci sono tantissime cliniche sotto inchiesta perché è mancato un qualunque ruolo di sorveglianza da parte della Regione che anzi ha facilitato il business privato. La sanità Lombardia va modificata”
Secondo punto?
“Non si possono chiudere scuole come il Ghandi e permettere che oltre il 90% dei fondi destinati alla scuola siano dati agli istituiti private indipendentemente dal censo delle famiglie”
Terzo?
“La questione del lavoro: siamo la Regione che ha avuto il calo dell’occupazione più grande degli ultimi 12 mesi. E per fronteggiarla ho sentito solo parole”
Ultimo punto?
“Attenzione all’Expo che porta al saccheggio di Milano: diminuiscono le aree verdi e aumentano quelle edificabili. E poi la politica combinata tra Comune e Regione facilita la penetrazione della mafia, in particolare della ‘ndrangheta negli appalti”.
SONO D’ACCORDO A CHE I SOCIALISTI ENTRINO NELLE LISTE DI SEL, PERÒ DEVONO CONFLUIRE NEL PARTITO IN MODO PERMANENTE. COSTITUISCONO UN VALORE AGGIUNTO. IN PUGLIA INFATTI I SOCIALISTI,COME L’ASSESSORE REGIONALE INTRONA, SI SONO DIMOSTRATI FEDELI A NICHI,ANCHE NELLE PRIMARIE. ALTRO DISCORSO PER FERRERO E COMPANY:DEVONO DEPORRE LA FALCE E IL MARTELLO ED ACCETTARE IL SIMBOLO DI SEL COSÌ COME,ANCHE CON IL NOME DI VENDOLA, E OVVIAMENTE DEBBONO ACCETTARE SENZA CONDIZIONI LA LEADERSHIP DEL MAGNIFICO NICHI.
Questo deliberato Specifico al punto 4) ci fa davvero ONORE, ringraziamo i compagni del Coordinamento nazionale per il contributo che ci danno nell’impostare in modo proficuo la discussione di domani.
A tal proposito invito tutti compagni che hanno facebook a partecipare ad un sondaggio circa la possibilità di ottenere il risultato suggerito dal nazionale, senza perdere ne dignità ne rinnegare la nostra vocazione all’unità della sinistra.
LISTA UNICA DI COALIZIONE CON IL PD con un simbolo scollegato alle sigle di appartenenza tipo “Uniti con Vendola Con(tro) Tutti”
Altre soluzioni certamente sono possibili e saranno discusse e SCELTE liberamente Domani all’Assemblea Regionale -> Questo è scontato Alessandro .. o qualcuno crede di poter fare come ha tentato di fare DALEMA con la Puglia?.
Andrea Tombelli
a titolo personale segnalo questo link per un sondaggio sul social network
http://apps.facebook.com/opinionpolls/poll.php?ref=mf&pid=1264751648&_fb_q=1
Quoto (e condivido pienamente) Marco: “alle compagne ed ai compagni del Piemonte vorrei evidenziare che il punto 6 si riferisce alla composizione delle Liste…qualunque candidato, di qualunque provenienza…anche socialista. A buon intenditor poche parole”.
In ogni caso, cresciamo da soli!!!
Ok al nome di Vendola se serve in questo momento (certo che un altro simbolo ancora… vabbè).
No a cartelli elettorali: abbiamo già perso tante volte, vogliamo riprovarci ancora?
VOTIAMO IL SONDAGGIO E SCRIVIAMO COMMENTI A FAVORE DI NICHI SU http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it A MARZO IN PUGLIA SI GIOCA UNA BATTAGLIA CHE RIGUARDA NON SOLO I PUGLIESI MA TUTTO IL POPOLO DI CENTROSINISTRA E SOPRATTUTTO DI DI SINISTRA. Nichi il Popolo è dalla tua parte.
Anche io non sarei d’accordo con l’inserimento del nome. Ma qua compagni si tratta di raccolgiere un voto in pi… Mostra tuttoù degli altri. Penso che il nome Vendola nel simbolo possa trascinare il consenso non solo in puglia, ma anche nelle altre regioni. E poi, mi sento di dire che non ci sarà il pericolo della personalizzazione del partito. Nichi non è come gli altri. Noi della puglia lo conosciamo benissimo. Lui lavora da sempre per renderci tutti protagonisti, dal primo all’ultimo. Noi lo sappiamo bene.
Il suo nome nel simbolo farà bene al risultato elettorale ed al nostro partito.
IO SPERO CHE IL NOME DI VENDOLA VENGA INSERITO PER SEMPRE NEL SIMBOLO DI SEL.CI SONO MOLTI DEL PD CHE CI INVIDIANO DI AVERE COME LEADER UN POLITICO CARISMATICO,MEDIATICO,AMATO DAL POPOLO COME NICHI. Grande grande NICHI.
Condivido le analisi fatte dai compagni Spartaco e Claudio, me se il punto 5 si riferisce a compagni socialisti presenti in sinistra ecologia e libertà è scontata la loro partecipazione al percorso come è scontata la presenza nelle liste, quindi mi chiedo perchè la segreteria parla di “verificare se vi sono e quali sono le condizioni per le liste di sel aperte alla partecipazione dei compagni socialisti”?
molti socialisti come me sono convintamente in sinistra ecologia e libertà e vogliamo essere di questa partita alla pari con tutti gli altri!!! non scambiate le posizioni di nencini con quelle di tanti compagni socialisti come non avete scambiate le posizioni di bonelli con quelle di tanti militanti e dirigenti del partito dei verdi!! i socialisti dentro sinistra ecologia e libetà devono sentirsi a casa come tutti gli altri anche perchè un’esperienza come questa ha tante cose da prendere dalle pagine più belle della storia del socialismo italiano.
Sta bene trovare accordi con la Federazione della Sinistra dove è possibile,ma adesso preoccupiamoci di far crescere Sel e soprattutto farci conoscere.
X Eric e Antonio – Abbiamo la maledetta abitudine di identificare un partito(in questo caso i socialisti)con i loro leader:non è così.Molti compagni socialisti hanno aderito a SEL frecandosene delle direttive provenienti dai vertici.Si vince con i voti del popolo e non con l’arroganza e ultimatum dei leader.Il caso Puglia è stato emblematico
Sono perfettamente d’accordo con quanto deciso dalla segreteria eccetto che su un punto;NON CAMBIARE IL SIMBOLO.
Sostengo la protesta di Giuliana Sgrena (NB membro del coordinamento nazionale), mi astengo da ogni commento e aggiungo solo: la regola dei due mandati? pensiamo di inserirla?
E comunque nonostante la mia lontananza da Ferrero ritengo utile fare liste comuni dove è necessario.
Allo schematico Antonio vorrei aggiungere che c’è una associazione nazionale dei socialisti per Sinistra e Libertà che terrà il 1 Febbraio un convegno a Roma (vedere il sito http://www.socialismoesinistra.it). Capisco che uno se la possa prendere con Nencini ma un certo antisocialismo pregiudiziale è pernicioso). Che io sappia in diverse regioni i socialisti saranno dentro alle liste di SEL. E comunque a SEL serve molto più la cultura socialista autentica che la sinistra da riserva indiana alla Ferrero.
Ragazzi attenzione a non perdersi in troppe critiche, anche se alcune giustificate. Teniamo sempre presente quello che ci unisce. In nome di Vendola, se ovviamente lui stesso è d’accordo, è utile per comunicare alla gente il nostro progetto perchè non dimentichiamo che siamo sempre stati ignorati ed oscurati dai giornali e dalle tv (esclusa la vicenda pugliese). La figura di Vendola e il programma svolto in puglia, a parer mio, incarna per buona parte il programma e le aspirazioni di noi di SEL.
Con la Federazione è inutile continuare con i vecchi rancori: la maggior parte delle loro battaglie sono anche le nostre, quindi benvenga un alleanza, che io avrei gradito anche in Lombardia, tra noi e loro perchè forse non vi è chiaro: l’obiettivo di Casini e anche di una parte del PD è quella di cancellare per sempre la sinistra dall’Italia.
Non possiamo permetterlo.
Ottimi avanzamenti, l’unica cosa che non condivido è l’apertura delle liste ai socialisti. Sono stati il principale problema per mesi, ci hanno intralciato sempre e puntualmente hanno posto veti sulla costituzione di sel, adesso che hanno scelto la loro strada solitaria e si rendono conto che sel è un progetto serio e vincente voglio risalire a bordo? No compagni lasciamoli fuori perchè loro si sono posizionati fuori.
ho la massima stima per Vendola sia sul piano politico che su quello umano. Capisco che l’inserimento del suo nome nel simbolo corrisponde ad una esigenza elettorale contingente. Ma, compagni, attenzione comunque al liderismo ed alla personalizzazione della politica che tanti danni hanno fatto alla sinistra. Io ricordo che i processi degenerativi del PSI iniziarono nel 1981 quando Craxi impose l’elezione diretta del segretario dal Congresso (in questo seguito e superato dai DS).
Per carità, Vendola è persona seria ed aliena da qualsiasi forma di protagonismo personale. Nonostante ciò SEL non potrà in futuro continuare ad identificarsi in un nome, ma ha bisogno di elaborare un progetto organico ed un profilo identitario condiviso. Diventare un soggetto politico autentico, in altre termini.
si alle liste con la Federazione laddove sono presetni alti sbarramenti. NO a liste con i socialisti.
Non sono molto convinto. In particolare:
1)inserire Vendola nel nome, per carità massima stima, ma ha senso continuare a cambiare simbolo? sarebbe il 6° in 2 anni.
2) i capilista nazionali sono quelli che hanno portato il PCI dal 33% alla sinistra del 3%? bhe farei volentieri a meno di loro, salvo per quelli davvero impegnati nella società civile.
3)La Toscana necessita di osservazioni particolari? come mai? non è una critica, ma una richiesta di spiegazioni.
4) i requisiti morali sono fondamentali, bene ribadirlo.
Saluti e buon lavoro.
Ok, siamo d’accordo sul valore tattico di inserire il nome di Niki in vista delle regionali…ma nulla di piu. E per favore non diamo l’idea, dopo la bella vittoria pugliese, che Bari sia la nuova Ceppaloni.
Per il resto ribadisco, i dirigenti nazionali non si disturbino a fare i capolista regionali, grazie.
Alle compagne ed ai compagni del Piemonte vorrei evidenziare che il punto 6 si riferisce alla composizione delle Liste…qualunque candidato, di qualunque provenienza…anche socialista. A buon intenditor poche parole
nel mio comune della toscana ci venite voi a fa campagna elettorale volete sempre perdere quello che di buono si costruisce ora basta coi guru del cavolo
Ottima la scelta di esplicitare il legame tra Vendola e SEL visto che abbiamo proprio il problema di farci conoscere e di far capire chi siamo. Sarebbe anche ottimissima l’idea di capislista nazionali per dare forza al progetto. Anzi mi permetterei di suggerire un impegno particolare per MILANO dove abbiamo uno scontro difficilissimo con la peggio-destra clerico-affarista, un PD iperpoliticista ed una Fed della Sin che definire settaria è un complimento. Per cui avanti con un bel nome. Sarebbe bellissmo FAVA per riuscire a discutere di mafia nella regione dove il Prefetto dice la mafia non c’è…. Avanti al lavoro!!
Aggiungo una cosa sulla Toscana. Bene che la segreteria nazionale dia indicazioni (siamo un partito o un’accozzaglia di iscritti e militanti??).
Altrettanto evidente però è che il giudizio che daranno gli iscritti Toscani dovrà pesare. Personalmente credo che dovremmo già iniziare la campagna elettorale e che perdere altre settimane in trattative con la fed.della sx sia una perdita di tempo. In più ci toglierebbe quella spinta e quella spontaneità e freschezza di cui abbiamo bisogno per farci conoscere e convincere il nostro elettorato.
La “bicicletta” credo sarebbe vista come un modo vecchio di fare politica e non sarebbe capita. Non parliamo poi di simboli nuovi… a 2 mesi dal voto?
Io sono per presentare il nostro simbolo, col nome VENDOLA, e buttarsi a capofitto in una campagna elettorale intensa e innovativa..
Compagni!anch’io vorrei fare politica in un’altro mondo, bello, pulito, in cui i cittadini credono nella politica e si informano autonomamente e in modo indipendente e in cui quindi si votano le idee senza bisogno di “personificarle” in un volto e in un nome…
Ma non è così!! La società è diversa da come la vorremmo ma in questa società dobbiamo agire e fare politica. E allora se inserire il nome VENDOLA nel nostro simbolo può aiutare per tutti gli ovvi motivi che conosciamo, ben venga il nome nel simbolo!
La vicenda di Nichi in Puglia ci insegna che riusciamo a vincere solo se stabiliamo un legame col popolo e per farlo dobbiamo usare anche mezzi che non vorremmo usare (vedi personalizzazione). E’ con questa società e questo popolo che dobbiamo fare i conti, altrimenti proviamo a seguire il consiglio di Brecht…
ps
a giuliana, è ovvio che vanno definiti al meglio i ruoli di ogni organismo però è normale che la segreteria prenda delle decisioni, se le stese cose le aveste decise voi al coordinamento avremmo potuto dire che quella sul simbolo doveva essere una decisone dell’assemblea etc
Non vorrei che i manifesti con il simbolo di SEL venga affisso 20 giorni prima delle elezioni come purtroppo avvenuto per le europee.E’ evidente che da parte di tutti è necessario fare uno sforzo economico per affrontare al meglio la campagna elettorale.La mia proposta è quella di versare 10€ da parte di tutti gli iscritti nei vari circoli.Di sole idee non si può vivere.
tutto bene, ma attenti a non catapultare sul territorio decisioni. il pd da roma ha provato a influire sulla puglia e visto cosa è successo? il nostro deve essere un partito federalista per davvero!
sui capilista nazionali io dico che bisogna dare forza alle liste cosa che avviene trovando nomi di rilievo per l’elettorato sul terittorio cosa che non sempre è garantita dai dirigenti nazionali: forse Fava in sicilia può funzionare sempre che decida di fare il consigliere per davvero, ma in lombardia non mi viene in mente nessuno, e a voi?
giuliana spero che tu ti opponga a proglamare la cultura del personalismo anche tra!
il simbolo con un nome… stiamo alla frutta! il personalismo berlusconiano ha inpossessato anche noi!!
scusate la mia incapacità di adeguarmi alle strutture partitiche ma mi sembrerebbe che una questione come il cambiamento del simbolo dovrebbe essere affrontata dal coordinamento nazionale o noi dobbiamo limitarci a ratificare? vorrei evitare di esprimere il mio parere solo in un post, così come su tutte le questioni che riguardano i candidati e le alleanze per le elezioni regionali, ovviamente non perché penso che il mio parere sia particolarmente importante o interessante, ma altrimenti che ci sta a fare il coordinamento nazionale?
Beh il ragionamento latita, mi chiedo quanti in Italia conoscono il simbolo di SEL, quanti in Italia conoscono Vendola, quanti in Italia hanno sentimentalmente tifato per lui, quanto può valere il nome di Vendola politicamente e numeralmente, ebbè compagni e compagne ci presentiamo anche per prendere voti o no? Trovo la decisione intelligente e opportuna, per avere lo stesso effetto conoscitivo con il nostro simbolo, visto il nullamediatico c acui siamo sottoposti, ci vorrebbero almeno due o tre anni, noi abbiamo il nostro portavoce nazionale che con il suo solo nome ci fa accelerare di due o tre anni nella conoscenza generale e stiamo qui a fare delle disquisizioni che non sono nulla.Per il resto non è certo Nichi che vuole fare il Di Pietro della situazione, non lo ha fatto in Puglia e non lo farà nemmeno qui, sinceramente mi sembra discutere di aria fritta.
Lavorare in Toscana per liste comuni con la Federazione della Sinistra, naturalmente in condizioni di pari dignità nelle formazione delle liste e nella definizione del simbolo elettorali – non credo sia un diktat, ma un consigli di apertura, anche perchè si menzionano condizioni di pari dignità. Inoltre ricordo ai polemici dello sforzo fatto a Roma per avere dei rappresentanti che ai tempi di Nencini si batterono per il caso Toscano, e credo che questi rappresentanti siano tutt’ora attivi. Vorrei anche condividere un pensiero riguardo alla perculiare situazione toscana dello sbarramento al 4%… ecco… vorremo pensare anche alla elevata quantità di elettori che non conoscono il nostro progetto?? Oltre alle considerazioni, giustissime, sulla salvaguardia della nostra breve storia e la paura di ripetere esperienze in stile sinistra arcobaleno, vorrei ricordare l’esperienza europee, in cui molti elettori si chiedevano perchè non ci siamo presentati insieme… Prima di scagliarsi contro il nazionale che per alcuni ha “invaso il campo” io credo sia solo opportuno valutare anche delle linee che ci vengono consigliate dall’alto. L’abbiamo votato si o no il coordinamento nazionale??
D’accordo su tutto o quasi …. Tranne che sui capilista nazionali, che non conoscono i territori e i loro problemi.
Se il nome di Vendola in questa fase serve per dare visibilità e portare consensi, si può essere d’accordo. L’importante è che non si pensi che la costruzione del partito sia delegata esclusivamente al carisma di Nichi, perchè tutti dobbiamo impegnarci nei singoli territori. Non sono d’accordo con i capilista nazionali. Credo che vadano valorizzate, sostenute le capacità e le esperienze maturate nelle regioni, anche perchè si tratta di elezioni regionali.
Il nome di Niki nel simbolo può anche avere un senso in vista dell’imminente tornata elettorale, ma è oggettivamente un segnale un pò così così… L’importante è che non resti nel nome definitivo: Niki è il nostro leader ma io non sono iscritta al “partito-di-Vendola”. Basta con le tribu’: dalemiani, veltroniani, dipietristi, ferreriani, vendoliani…a me stanno strette ’ste etichette, anche quella di vendoliana. Sono di sinistra, punto.
Sul resto pienamente d’accordo, tranne che sul punto 3: visti i risultati conseguiti negli ultimi anni direi che i capilista nazionali possono starsene benissimo a casa loro. Nella mia regione voglio votare attaccare i manifesti delle candidate e dei candidati del territorio. I capetti, già votati a lista chiusa, quest’anno invece di candidarsi capilista (che sacrificio!) vengano con me ad attaccare i manifesti.
Per il resto avanti e vendiamo cara la pelle!
Vedo con dispiacere che anche in condizioni mutate e stavolta non per responsabilità di Nencini la Toscana continua a godere di una attenzione particolare, anzi unica, da parte dei dirigenti nazionali di SEL. Non si è ancora capito che pratiche politiche democratiche e comportamenti corretti sono il cuore del nuovo progetto di SEL. Cara Segreteria Nazionale cominciamo molto male. La Toscana deciderà da sè il da farsi con piena cognizione di causa e sovranità . L’ assaemblea regionale di domani si assumerà la responsabilità che le compete.
Cara Segreteria Nazionale sei stata male informata eppure la Toscana Ha già dimostrato
più volte la sua indipendenza. Lasciateci costruire il nostro Partito e sviluppare il nostro Progetto, evitate per il futuro di
esercitare pressioni indebite.
Per il punto 1: non mi piace aggiungere i nomi delle persone ai simboli, ma vista la situazione, mi pare il modo migliore per superare lo scoglio della disinformazione e per avvicinare più elettori possibili. Quindi, seppure a malincuore, capisco e accetto la decisione della segreteria. (Ma fermiamoci qui, perché non c’è più spazio per i sostantivi nel cerchio…). Non capisco perché però in Toscana dovremmo presentarci con un altro simbolo insieme alla Federazione della Sinistra. Innanzitutto è in contraddizione col punto 1. Secondo poi, dai commenti delle compagne e dei compagni toscani, mi sembra che non siano stati ascoltati i diretti interessati. Qualcuno sa spiegarmi il motivo che ha spinto la segreteria a questa decisione?
In Toscana decideremo per conto nostro e senza nessun diktat dal nazionale, è inutile continuare a prendere decisioni a Roma senza neppure coinvolgere le basi molto attive toscane.
Personalmente sono assolutamente contrario a qualsiasi bicicletta o triciclo, quindi a qualsiasi lista comune con la federazione della Sinistra.
Ma infatti per quanto riguarda il nome di Nichi nel simbolo è scritto chiarissimo: “per le elezioni regionali e amministrative di marzo”, non certo per sempre. Poi cerchiamo di essere pragmatici, non si tratta di essere vendoladipendente o di avere un partito-persona alla Di Pietro, il fatto è che non siamo ancora un partito, non siamo ancora ben strutturati e ci conosce ancora troppa poca gente. Quando dico che voto sinistra ecologia libertà vedo spesso espressioni nteressate ma interdette, alché dico il partito di Nichi Vendola e subito molti mi rilasciano un sorriso e alcuni mi dicono: “ah si chiama così, li voto anche io!”
Riguardo il punto 4 sulla toscana, non sono toscano e quindi non so, ma immagino che non sia stata una decisione campata in aria e senza che ci sia sul territorio una discussione avviata al riguardo. Poi dice di lavorare per, mica decide che si deve fare e basta, lasciando quindi la giusta autonomia al regionale toscano nel valutare la possibilità di metter su queste liste comuni (non dimentichiamo che in toscana c’è lo sbarramento al 4% grazie al PD, al PDL e al PSI, in più comunque noi vogliamo l’unità della sinistra, no?). Il punto 6 è giustissimo e fondamentale!
Ottimo lavoro della segreteria, bravi!
Premesso che vedo Nichi Vendola come l’effettivo leader di SEL (ed estendo anche all’intero centrosinistra italiano), mi ricollego alle preoccupazioni di Lucia (qui sotto); non vorrei che questo nuovo soggetto diventasse non solo Vendola-centrico, ma soprattutto Vendola-dipendente, cioè incapace di essere autsufficiente fuori dal riflesso del leader. Riportare in auge la sinistra italiana non significa solo darle un volto conosciuto e stimato come quello di Nichi, ma principalmente mostrare che le idee-guida costituiscono una vera e migliore alternativa a quelle del centrodestra.
Il nome di Vendola sul simbolo può essere una buona soluzione temporale (in termini di vantaggio elettorale), a patto che scompaia immediatamente dopo le elezioni regionali.
Mi unisco anche io a commentare il punto 4 di quanto deliberato.
Come è stato già detto, i territori non hanno deciso le modalità di presentazione alle elezioni. Siccome ritengo che la partecipazione democratica debba essere il nostro DNA, le decisioni di questo tipo devono essere prese dalle persone coinvolte, cioé da coloro che vivono in Toscana e hanno aderito a SEL. Oppure il criterio una testa un voto vale solo in alcune occasioni?
IERI CHIAMPARINO,SINDACO DI TORINO,PD HA AFFERMATO CHE IL LEADER DEL CENTROSINISTRA E FUTURO CANDIDATO PREMIER LO SI DEVE CERCARE,ANCHE,FUORI DAL PD,FACENDO RIFERIMENTO ESPLICITO A VENDOLA.
Mi ero ripromessa di non scrivere mai in tono polemico sul sito di SEL. Tuttavia, non approvo l’idea di apporre il nome di Nichi Vendola sul nostro simbolo per le prossime regionali. Premetto che ho la foto di Nichi appesa al frigo e che le prossime vacanze le passerò in Puglia. Però, proprio perchè siamo un movimento forte dal basso, fortemente democratico e condiviso, dimostriamo che non abbiamo bisogno di spendere il nome del nostro leader ovunque, perchè di facce da mettere ne abbiamo tante. Non presentiamoci come un altro partito-persona (Di Pietro, e Grillo…): siamo un partito fatto di gente!! Io credo che questo gesto sia controproducente, e lo dico con tutta la mia stima e la mia ammirazione per Nichi e per il lavoro che sta facendo in Puglia.
Questo deliberato Specifico ci fa davvero ONORE, ringraziamo i compagni del Coordinamento nazionale per il contributo che ci danno nell’impostare in modo proficuo la discussione di domani.
A tal proposito invito tutti compagni che hanno facebook a partecipare ad un sondaggio circa la possibilità di ottenere il risultato suggerito dal nazionale, senza perdere ne dignità ne rinnegare la nostra vocazione all’unità della sinistra.
LISTA UNICA DI COALIZIONE CON IL PD con un simbolo scollegato alle sigle di appartenenza tipo “Uniti con Vendola Con(tro) Tutti”
Altre soluzioni certamente sono possibili e saranno discusse e SCELTE liberamente Domani all’Assemblea Regionale -> Questo è scontato Alessandro .. o qualcuno crede di poter fare come ha tentato di fare DALEMA con la Puglia?.
Andrea Tombelli
a titolo personale segnalo questo link per un sondaggio sul social network
http://apps.facebook.com/opinionpolls/poll.php?ref=mf&pid=1264751648&_fb_q=1
Mi associo ad Alessandro. Per quale assurdo motivo il coordinamento nazionale deve intervenire per dire alla Toscana, e solo alla toscana, quello che dobbiamo fare? Prima Nencini, ora la Federazione. Ma siamo un territorio a sovranità limitata? Che tristezza…
Senza contare che il criterio 2, alquanto condivisibile, si scontrerà inevitabilmente con la lottizzazione che caratterizza le liste comuni e che ha generato le liste orribili dell’arcobaleno. Poi cosa vuol dire “capilista nazionali”?
Partiamo malissimo, compagni…
la trasferta di Zoro in Puglia è un esilarante e pungente documentario sulle Primarie. Imperdibile…
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3c6b1f1b-8607-4468-9c0f-62ee573af23f.html?p=0
>>Lavorare in Toscana per liste comuni con la Federazione della Sinistra, naturalmente in condizioni di pari dignità nelle formazione delle liste e nella definizione del simbolo elettorale>>
Scusate ma chi lo avrebbe deciso? Domani si riunirà l’assemblea regionale e si discuterà anche di questo.
Tale invasione di campo da parte della Segreteria Nazionale prima delle discussioni territoriali mi sembra veramente fuori luogo.
Cosa succederebbe se domani venisse fuori la totale contrarietà dell’Assemblea Regionale Toscana? Certe volte rimango esterrefatto. Cerchiamo di rispettare le scelte dei territori e non scavalchiamone le decisioni.
Un saluto
bene bravi!
Concordo pienamente con l’intervento di Gianni(Quilici)e magari vediamoci alle riunioni all’Arci,anche perchè si stà incominciando la campagna elettorale e sarebbe utile un tuo contributo.Detto questo vorrei dire ad Andrea Tombelli che anch’io ero delegato all’assemblea Toscana ed in particolare per la provincia di Lucca.Domani come sai è convocato il comitato regionale alle ore 19,00 al circolo Arci all’isolotto,e come sai bene deve essere votato l’accordo elettorale con il candidato Enrico Rossi e cosa molto determinante per me è il voto sulla lista elettorale.La mia opinione come tutta la prov.di Lucca è per andare con il nostro simbolo e con vendola in aggiunta non è male.E’ determinante perchè come è il pensiero di SEL di Firenze,anche noi NON vogliamo cartelli elettorali e questo è fondamentale.Domani mi è stato riferito che arriva Gennaro Migliore,e un uccellino mi ha sussurrato ieri sera che la maggioranza è a favore ad andare con il nostro simbolo.Comunque domani sera dobbiamo essere certi che queste indicazioni,si tramutino in realtà!!