Nessun commento Stamattina mi sono alzato, come di norma ho letto i giornali online, nei quali si parla del duello Fini-Berlusconi, scorso i post dei miei amici su Facebook, e visto immagini postate da Sharon che vorrei vedere anche qua da noi. Sono le immagini di migliaia e migliaia di migranti latinos che marciano per le strade di New York, Chicago, Detroit, San Francisco, Los Angeles, persone incatenate davanti ad una prigione dell’Arizona per evitare altre deportazioni, striscioni calati dal ponte di Oakland contro la legge razzista e liberticida approvata dal Senato dell’Arizona. (http://www.flickr.com/photos/puenteaz/sets/) »continua«
Nessun commento Mi congratulo con i lavoratori della Società GEMMA SpA, che dopo mesi di lotta, profonda sofferenza per l’erogazione a singhiozzo dello stipendio e con il rischio di mobilità , oggi nella seduta del Consiglio Comunale sono stati rassicurati sul loro futuro. Il Sindaco ha dichiarato che saranno assorbiti all’interno di una società in house del Comune di Roma per proseguire l’espletamento delle pratiche sul condono edilizio. Un respiro di sollievo anche per i cittadini che potranno finalmente avere una risposta all’annoso ritardo sulle richieste di condono.
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3 commenti Il CNR sta per approvare una bozza di statuto che desta elementi di grave preoccupazione.
7 commenti Nichi è stato intervistato da Fiamma Tinelli per il settimanale Oggi.
Ecco alcuni stralci, anche audio, dell’intervista
Un commento Zastava, un nome che ancora provoca brividi profondi a chi ricorda i bombardamenti selvaggi della Yugoslavia, che colpivano ponti, centrali elettriche e fabbriche, appunto come la Zastava. Fu intensa la solidarietà con quegli operai che si vedevano distruggere il luogo del loro lavoro. Per questo provo di nuovo un brivido,sia pure diverso, al riapparire di quel nome nelle cronache della nuova guerra di oggi, quella di Marchionne contro gli operai Fiat. Dico diverso, perché quello di allora era un brivido di rabbia e quello di oggi forse lo posso definire di disgusto. Ma come si fa a tornare sui luoghi di un conflitto tragico, che ogni giorno di più capiamo che pose fine all’Europa del ripudio della guerra e fondata sul compromesso sociale, e a riproporlo nuovamente come terreno cruento. »continua«