5 commenti Come volevasi dimostrare il nuovo quarto decreto attuativo della legge delega sul federalismo fiscale non mancherà di produrre altri guai. Dal suo punto di vista il ministro Calderoli ha ragione di esultare. Non solo Tremonti in una maxintervista sul giornale della Confindustria lo ha gratificato del titolo di effettivo ministro dello sviluppo economico, intendendo dire che basterebbe semplificare la legislazione, togliere i fatidici lacci e lacciuoli, per rilanciare l’economia del nostro paese. »continua«
8 commenti «Lei crede davvero che Luca abbia ragione? Che la felicità sia solo etero? Che davvero un gay non possa essere felice? No, non è così, non può essere così. Quello che rende infelici è l’ipocrisia, la clandestinità, la paura di essere quel che si è. Questo è infelicità. Solo questo». Nichi Vendola sembra voler “regalare” la sua storia ai giovani omosessuali, gli stessi che hanno reagito leggendo le parole di Luca di Tolve (che ha ispirato a Povia la canzone Luca era gay) su “A” a proposito dei gay che “non possono essere felici”. «Dichiararsi può essere dolore, anche emarginazione, anche violenza», ma io «non ho mai avuto paura di essere quello che sono. E se c’è un pensiero che mi trasmette ancora angoscia è immaginare di vivere nella menzogna…». »continua«
2 commenti Stamattina mi sono alzato, come di norma ho letto i giornali online, nei quali si parla del duello Fini-Berlusconi, scorso i post dei miei amici su Facebook, e visto immagini postate da Sharon che vorrei vedere anche qua da noi. Sono le immagini di migliaia e migliaia di migranti latinos che marciano per le strade di New York, Chicago, Detroit, San Francisco, Los Angeles, persone incatenate davanti ad una prigione dell’Arizona per evitare altre deportazioni, striscioni calati dal ponte di Oakland contro la legge razzista e liberticida approvata dal Senato dell’Arizona. (http://www.flickr.com/photos/puenteaz/sets/) »continua«
2 commenti Zastava, un nome che ancora provoca brividi profondi a chi ricorda i bombardamenti selvaggi della Yugoslavia, che colpivano ponti, centrali elettriche e fabbriche, appunto come la Zastava. Fu intensa la solidarietà con quegli operai che si vedevano distruggere il luogo del loro lavoro. Per questo provo di nuovo un brivido,sia pure diverso, al riapparire di quel nome nelle cronache della nuova guerra di oggi, quella di Marchionne contro gli operai Fiat. Dico diverso, perché quello di allora era un brivido di rabbia e quello di oggi forse lo posso definire di disgusto. Ma come si fa a tornare sui luoghi di un conflitto tragico, che ogni giorno di più capiamo che pose fine all’Europa del ripudio della guerra e fondata sul compromesso sociale, e a riproporlo nuovamente come terreno cruento. »continua«
Un commento I migranti si arrampicano vanamente sui tetti dei Centri di identificazione ed espulsione ma il governo in carica fa orecchi da mercante su tutta la linea del diritto e dei diritti. E’ ormai esperto di respingimenti, espulsioni, non riconoscimento dello status di richiedente asilo, e ha dalla sua quel lento processo di adattamento al peggio che ha grandemente cambiato la pelle del nostro Paese. Soprattutto su un tema complesso e manipolato ad arte – il mantra della sicurezza – come quello della migrazione. Così il giovane tunisino Ben Asri Sabri, che per tre giorni si è rifugiato sul tetto della prigione per stranieri di Torino, nel vano tentativo di sfuggire al rimpatrio coatto, è stato costretto a scendere dal suo rifugio e di lui si sono perse le tracce. Probabilmente è già stato rispedito “in patria” come un pacco postale e a nulla sono valsi appelli di solidarietà, tam tam e iniziative di protesta delle reti antirazziste, che pure si sono date da fare. Tutto rischia ormai di perdersi nella melassa dell’assuefazione. »continua«
8 commenti I gruppi Consiliari Regionali firmatari dell’appello per il ritiro del provvedimento di sospensione cautelare adottato dalla direzione nei confronti di tre lavoratori, di cui due delegati sindacali, e per la ripresa delle normali relazioni sindacali alla SATA Di Melfi,