Se anche l’operaio vuole il figlio dottore. Meglio cancellare il valore legale della laurea

Stampa questo post lunedì 19 luglio 2010 15:31 - di redazione - Categorie: Comunicati stampa

Umberto Guidoni (SEL): Ribaltando il buon senso e soprattutto il principio di un governo della cosa pubblica nell’interesse di tutti, il centro-destra continua con la sua lotta di classe con altri mezzi, privilegiando gli interessi di pochi a scapito dei molti.

Ultimo in ordine di tempo è la richiesta, l’ennesima, di eliminare il valore legale della laurea. Il deputato del Pdl Fabio Garagnani la motiva dicendo che  “le università preparano in maniera diversa, ma la legge afferma che tutti sono preparati in maniera eguale, con una forzata parificazione del titolo rilasciato dai diversi atenei”.

E’ la stessa logica del processo breve, di fronte ad un dato di fatto che segnala la debolezza della giustizia e la necessità di investire risorse per accelerare i processi, si scegli di estinguerli  a vantaggio di Berlusconi e dei suoi sodali e a danno della giustizia per tutti i cittadini.

Così di fronte alle difficoltà in cui versa l’università italiana, anche a seguito di tagli continuati e alla sua “precarizzazione”, il centro-destra invece di investire risorse pubbliche, propone di cancellare il valore legale della laurea per puntare su un’università di classe, privata ed elitaria.

E’ la logica di Berlusconi:”non possiamo pensare che i figli degli operai diventino tutti dottori!”

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Tiziano 

Fra l’altro le aziende ti valutano già se sei un laureato di Camerino o del Politecnico di Milano, quindi non avrebbe veramente senso. Serve solo a mantenere un minimo di garanzia.

20 luglio 2010 - 20:40