lunedì 30 novembre 2009 18:46 - di
redazione
- Categorie: Comunicati stampa Regionali: PD cerca alleanza UDC, e Vendola fa campagna- Sanza vede Casini, attivismo Vendoliani anche su Facebook (di Luisa Amenduni)
(ANSA) – BARI, 30 NOV – Sono ore di contatti e incontri quelle che caratterizzano la pagina pugliese di oggi della politica: il Pd è al lavoro per allargare la coalizione ai centristi e ai dipietristi e creare quindi l’Alleanza per il Sud, per parlare di «programmi condivisi» ma soprattutto di un «nome condiviso», quello del candidato presidente che per Udc e idv non può essere Vendola. Tutto come da copione, o meglio secondo quanto ha di fatto ratificato l’assemblea regionale del Pd di due giorni fa dopo che il 24 novembre scorso Massimo D’Alema aveva auspicato «sacrifici di persone» pur di raggiungere l’alleanza con l’Udc. Tutti in quella circostanza avevano subito pensato a Nichi Vendola (Sl), presidente uscente della Regione Puglia, che però tira dritto, anzi sembra già in piena campagna elettorale. Vendola nelle scorse settimane aveva rotto gli indugi e si era auto-candidato provocando non pochi malumori nel Pd: il maggiore partito della coalizione di centrosinistra prima lo ha appoggiato, ma due giorni fa ha chiesto a Vendola «di riflettere» perchè l’allargamento a Udc e Idv, che sul nome del governatore hanno posto il veto, è necessario per vincere l’appuntamento del 2010 e «non riconsegnare la Puglia a Raffaele Fitto e al centrodestra destra». E quel «riflettere» significa in realtà che il Pd non vorrebbe andare ad uno scontro diretto con Vendola: Casini d’altra parte lo ha fatto capire. E cioè: per l’Udc la strada da percorrere è fino a Vendola, non con Vendola, ma con il sostegno di Vendola. Il presidente non fa passi indietro, avvisa che non c’è nessun sortilegio che possa fargli cambiare idea: e per lui – lo si vede dalla fitta agenda degli appuntamenti – è già campagna elettorale. Gli altri discutono e lui gira come una trottola nel territorio. «Il popolo è il mio partito», continua a ripetere. Sarà per questo che su Facebook proliferano gruppi di sostegno a Nichi «for President», che in queste ore stanno nascendo associazioni in suo favore e che ovunque vada a parlare spuntano cartelli con la scritta «Nichi non mollare». C’è anche una parte del Pd a sostenere Vendola, lo fanno apertamente i giovani, lo fanno i suoi assessori del Partito democratico fortemente imbarazzati nell’affrontare una campagna elettorale che possa rinnegare il lavoro svolto in questi anni dalla giunta Vendola. I partiti ‘piccolì del centrosinistra, tra l’altro, proprio due giorni fa, mentre D’Alema parlava nell’assemblea pugliese del Pd, dichiaravano il proprio appoggio a Vendola: Verdi, Socialisti, Rifondazione, hanno detto sì. Scontato ovviamente l’appoggio di Sinistra e Libertà. Per Vendola, quindi, sono due le vie: o la sua riconferma o le primarie. Chi potrebbe essere il suo rivale in questo caso? Il nome di Michele Emiliano, presidente regionale del Pd, in queste ore ha perso ’smaltò. Ma tutti sanno in Puglia che Vendola rischierebbe di perdere le primarie solo con Emiliano: nessun altro candidato – si dice nei corridoi della Regione – potrebbe batterlo. Ma il Pd non pare proprio orientato alle primarie. Oggi il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, ha incontrato il rappresentante in Puglia di ‘Io Sud’, Rosario Polizzi, ha chiacchierato a lungo al telefono con Angelo Sanza che stasera incontrerà Casini, ha parlato con il segretario regionale di Sinistra e Libertà, Nicola Fratoianni. Primi contatti: il confronto vero e proprio è rimandato a quando ci sarà sul tavolo una proposta concreta. Presumibilmente da parte dell’Udc. E a chi fa notare che con Vendola si restringe la coalizione (si perdono ad esempio – dicono – almeno cinque liste, Udeur, Primavera Pugliese, Socialisti Autonomisti, Democrazia cristiana, Pensionati, che nel 2005 hanno portato nell’urna del centrosinistra 200.000 voti), il presidente della Regione Puglia risponde con l’invito «a lavorare politicamente tutti insieme per allargare la coalizione».(ANSA). AME 30-NOV-09 18:27
La democrazia è partecipazione popolare.
Il candidato e i candidati devono essere scelti attraverso le primarie non attraverso accordi tra le segreterie nazionali di partito.
Ma qui è peggio degli accordicchi, sono solo affari. Calatagirone è suocero di Casini e socio della società che dovrebbe gestire l’aquedotto pugliese se fosse privatizzato, nel gruppo di società ve ne è una che vede insieme Dalema a Alemanno, quindi tutti costoro hanno interesse, chi per questioni di famiglia, chi per puro affare speculativo, che Vendola non venga riconfermato, sono solo sporchi affari , altro che politica.
Nichi non mollare!!!
Contro la vecchio politica degli accordicchi e dei due forni…per la speranza di costruire una società più giusta e più attenta alle esigenze dei più deboli….siamo tutti con te!!!
d’alema sta spingendo per allearsi con l’udc anche per fare un laboratorio in ottica di alleanza nazionale.purtroppo solo coi voti dell’udc possiamo avere qualche speranza di mandare a casa berlusconi.