Il leghista Zaia, al termine di un mandato inconcludente per l’agricoltura italiana, ha forse trovato il modo per lasciare una traccia del suo operato: essere ricordato come il ministro che ha aperto la strada alle coltivazioni transgeniche del nostro Paese.
Loredana De Petris, della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’, commenta con preoccupazione l’evolversi della situazione giuridica dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto al Ministero delle politiche agricole di rilasciare le autorizzazioni per l’impiego in campo aperto di sementi ogm.
A parte le dichiarazioni estemporanee di Zaia – prosegue l’esponente ambientalista di Sel – il Governo non sta dando alcun segnale concreto di intervento su questa questione, pur avendone la possibilità sia alla Camera, con il disegno di legge sulla competitività del settore agroalimentare, che al Senato con il decreto “milleproroghe”. L’inerzia produce un solo ed evidente effetto: il prossimo aprile non ci sara’ alcun argine giuridico efficace da opporre a chi vuole seminare il mais transgenico, con il rischio di una contaminazione rapida ed irreversibile delle nostre produzioni agricole.
Su questa questione – conclude la De Petris – assistiamo a troppe chiacchiere a ruota libera e ad alcuni silenzi imbarazzanti. Gli agricoltori ed i consumatori italiani pretendono chiarezza, a partire dalle prossime consultazioni regionali: chi si candida al governo delle regioni dica con franchezza se intende difendere l’agricoltura di qualità o se strizza l’occhio alle multinazionali dei brevetti.
Lo rende noto l’ufficio stampa di Sinistra Ecologia Liberta’
Il ministro Zaia, parlando come candidato alla regione Veneto, si è autodefinito (così come il suo partito, la Lega) un no-global contrario sia agli Ogm che al nucleare… e vista la potenza mediatica della Lega andrà sicuramente a pescare voti anche a sinistra, utilizzando in maniera strumentale queste tematiche molto sentite.
dunque prossimo obiettivo, mettere zaia alle corde, almeno in veneto…