5 commenti Pubblichiamo questa interessante dichiarazione tratta dal sito http://fooddeclaration.org/
Noi sottoscritti riteniamo che sia necessario un sistema alimentare sano per affrontare le sfide urgenti del nostro tempo. Abbiamo alle spalle mezzo secolo di produzione alimentare industriale fondata su combustibili fossili a buon mercato, risorse abbondanti di terra e di acqua e sull’impulso a massimizzare il raccolto globale di calorie economiche. Di fronte a noi ci sono costi crescenti dell’energia e del cibo, un clima che cambia, minori riserve di acqua, una popolazione in crescita e il paradosso della fame e dell’obesità diffuse. »continua«
Un commento Nel 2010, anno mondiale della biodiversità, il Governo nazionale taglia del 50% le risorse per i Parchi Nazionali. Con il taglio del 50% dei fondi destinati ai Parchi l’Italia raggiungerebbe, con soli 17 euro di spesa per ettaro protetto, il triste primato europeo nel minore impiego di risorse per la conservazione di specie e habitat. I parchi italiani svolgono un ruolo fondamentale per il rispetto di impegni internazionali, come quelli assunti con la ratifica della Convenzione di Rio de Janeiro del 1992, per le quali lo Stato italiano si è impegnato, ratificando tale convenzione, a intraprendere misure finalizzate alla conservazione della biodiversità.
Si tratta di una scelta scellerata, tanto più se si considera che i parchi italiani con le loro iniziative innovative hanno permesso lo sviluppo di economie sostenibili, spesso facendo da traino per i territori interessati.
Nichi
13 commenti Il bello di Nichi è il bello che cerco nella società e quindi nella politica.
Il suo insegnamento, credo, sta proprio nella sincerità, nel trascendere dalle questioni puramente politiciste e nel mettere in piazza i difetti e le ricchezze, ovvero la varietà, di essere uomini e donne che si realizzano in un collettivo.
Parlo del Partito, di quella forma organizzata capace di relazioni umane, di sentimenti, di scegliere e fare di quella scelta la sua lotta. »continua«
Un commento Partendo da alcuni esempi recenti del nostro territorio, Provincia di Rieti, come la vendita di pezzi di risorse a Gheddafi (vedi gli accordi economici della Giunta di Antrodoco con il dittatore) e lo svincolo di Micigliano che in un delirio di cemento sta seppellendo una delle Abazie più antiche di Italia, San Quirico e Giulitta, oltre alle stupende Gole del Velino vero patrimonio artistico naturale, nonché fonte inesauribile di acqua (sono nostre le Fonti del Peschiera che servono l’acqua a tutta Roma e gran parte della Provincia) in nome di una viabilità incomprensibile e, soprattutto insostenibile; per non parlare poi della chiusura di due ospedali, quello di Amatrice e quello di Poggio Mirteto, che costringeranno i cittadini, in buona parte anziani, a percorrere fino a settanta chilometri per raggiungere il centro più vicino o dell’insostenibilità del trasporto pubblico che con la nuova finanziaria peggiorerà sensibilmente, vorrei riaprire un drammatico problema italiano che è quello della periferia.
5 commenti Qualche giorno fa Berlusconi è andato in visita all’università, cosiddetta telematica, eCampus di Novedrate, in provincia di Como. La notizia è passata sui quotidiani soprattutto per la pesante battuta su Rosi Bindi, una caduta di stile più degna di un pessimo attore di avanspettacolo, che di un capo di governo. »continua«
Un commento I migranti si arrampicano vanamente sui tetti dei Centri di identificazione ed espulsione ma il governo in carica fa orecchi da mercante su tutta la linea del diritto e dei diritti. E’ ormai esperto di respingimenti, espulsioni, non riconoscimento dello status di richiedente asilo, e ha dalla sua quel lento processo di adattamento al peggio che ha grandemente cambiato la pelle del nostro Paese. Soprattutto su un tema complesso e manipolato ad arte – il mantra della sicurezza – come quello della migrazione. Così il giovane tunisino Ben Asri Sabri, che per tre giorni si è rifugiato sul tetto della prigione per stranieri di Torino, nel vano tentativo di sfuggire al rimpatrio coatto, è stato costretto a scendere dal suo rifugio e di lui si sono perse le tracce. Probabilmente è già stato rispedito “in patria” come un pacco postale e a nulla sono valsi appelli di solidarietà, tam tam e iniziative di protesta delle reti antirazziste, che pure si sono date da fare. Tutto rischia ormai di perdersi nella melassa dell’assuefazione. »continua«