Una democrazia da difendere (anche) con il voto

Stampa questo post lunedì 08 marzo 2010 07:40 - di Carlo Leoni - Categorie: Articoli

Hanno partecipato  in tanti alle manifestazioni di protesta contro il decreto ad listam che si sono svolte in tutta Italia nel fine settimana e questo ha rincuorato non poco chi, sabato mattina, appresa la notizia del varo del decreto con la firma del Quirinale si è sentito cascare le braccia ed ha pensato ancora una volta “ Ma in che Paese vivo ?!“. 

Queste manifestazioni e le altre già annunciate sono importanti anche perché a quella domanda disperata si può rispondere che viviamo in un Paese in cui tanta gente  è capace ancora e con forza di reagire ai soprusi e alle ingiustizie e non vuole farsi mettere i piedi sulla testa da una destra arrogante e prepotente.

Certo che la delusione è stata tanta soprattutto per la firma, che non ci aspettavamo, da parte del Presidente Napolitano.

Aggiungo che a questa amara sorpresa si è aggiunta un’altra sorpresa : quella di conoscere le motivazioni esposte dal Capo dello Stato a supporto di quella firma. Ci si poteva aspettare che il Quirinale ricordasse – e non sarebbe stato neanche questa volta un esercizio inutile – che nel porre la sua firma in calce ad atti del Governo, al Presidente della Repubblica non spetta un giudizio sul merito di un provvedimento ma soltanto una valutazione di correttezza formale nel rispetto della Costituzione.

Invece, ed è qui la sorpresa, nel rispondere via mail ad alcuni interlocutori, il Presidente Napolitano ha difeso il decreto proprio nel merito sostenendo che non poteva mancare alla competizione elettorale uno dei due principali contendenti , che lo strumento del decreto era inevitabile perché bisognava prevenire il giudizio della magistratura amministrativa e che in fondo si tratterebbe soltanto di una norma interpretativa, come tale non configgente con il dettato costituzionale.

Noi restiamo convinti, al contrario, di tre cose fondamentali dal punto di vista del diritto costituzionale : 1) che in materia elettorale non si può intervenire per decreto e, quando è stato fatto in rarissime eccezioni, c’era il consenso unanime del Parlamento. Stavolta non è così. 2)  il Titolo V della Costituzione, così come rinnovato nel 2001, assegna alle Regioni, non allo Stato, il potere di legiferare nel dettaglio sulla materia elettorale. Lo Stato deve limitarsi a fornire soltanto i “principi generali”. Con il decreto il Governo va quindi ben oltre le sue prerogative costituzionali. 3) Si interviene ad hoc su due Regioni ( Lazio e Lombardia ) creando una disparità immotivata con le altre e una ancora più grave disparità si crea tra coloro che hanno rispettato la legge e le regole e coloro che per una negligenza peraltro neanche ammessa le hanno infrante e sono stati sanati a posteriori. E stiamo parlando di regole elettorali, le più importanti in un sistema democratico !

Non si può poi dire che sia puramente “interpretativa” una norma secondo la quale non è la lista ma semplicemente il suo delegato a dover essere presente entro una certa ora negli uffici giudiziari preposti. Ci si rende conto di che razza di precedente si introduce in questo modo per le prossime future elezioni ?

E’ stato giustamente ricordato che dal punto di vista giuridico non era affatto in gioco il diritto di voto per una parte degli italiani ma semplicemente il diritto di qualche decina di candidati a concorrere per la carica di consigliere regionale. E questo giustificherebbe un tale stravolgimento delle regole democratiche ?

E poi, se è vero che la giustizia amministrativa doveva ancora pronunciarsi, perché il centrodestra era così privo di fiducia nell’esito delle sue deliberazioni ? Semplice: perché sapevano di essere nel torto e di essere loro, non altri, i responsabili di questo “pasticcio”.

Purtroppo il pressoché totale monopolio dell’informazione ha fatto in modo che molti italiani siano oggi convinti del contrario e cioè che gli esponenti della destra siano non i responsabili di quanto avvenuto ma le vittime di chissà quale complotto illiberale.

Siamo per natura e per cultura lontani da quel dipietrismo che invoca oggi del tutto impropriamente la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica e, pur ribadendo la nostra delusione e le nostra critiche a questo atto del Capo dello Stato, non vogliamo cadere nella trappola mediatica e politica di chi, esponendo più di altri il Colle, vuole occultare o offuscare la verità più profonda e cioè che quello di cui stiamo parlando, contro cui stiamo protestando e manifestando è un atto del Governo Berlusconi e  che lui ne porta la responsabilità. E’ l’ennesimo atto di una destra che calpesta le regole e pretende sempre di farla franca e che ha una idea e una pratica soltanto strumentale della legge e dei suoi rapporti con gli Organi Costituzionali : un rapporto di mera convenienza.

In questi giorni abbiamo dovuto assistere a cose molto gravi : sostenitori della Polverini che la salutavano romanamente, il Ministro della Difesa ( ! ) che minacciava “siamo pronti a tutto” e il Presidente del Senato, seconda carica dello Stato, che affermava a più riprese la superiorità di una presunta “sostanza” rispetto alle regole di una competizione elettorale da lui giudicate mere  “formalità burocratiche”.

Ancora una volta ci viene da dire che l’Italia, soprattutto per la sua storia, per le sue battaglie democratiche, per coloro che hanno dato la vita per la nostra libertà, non merita una destra così profondamente estranea ai valori della Costituzione.

So già la risposta : ma gli italiani la premiano questa destra. Non è esatto. Berlusconi e i suoi hanno perso spesso nelle elezioni locali e Regionali, per ben due volte nelle elezioni nazionali e, non bisogna mai dimenticarlo, gli italiani bocciarono pesantemente la loro riforma della Costituzione.

Questa destra si può battere e l’indignazione per questa ultima vergogna legislativa deve trasformarsi in una valanga di voti contro la destra alle prossime regionali.

Serve unità e combattività. Serve un progetto alternativo. Sinistra Ecologia e Libertà è in campo per questo.

Carlo Leoni

I commenti per questo post sono chiusi
battistino carbonetti 

Ah scusate una cosa, noi siamo la sinistra che ci mette la faccia perchè invece siete tutti anonimi? Via un po’ di coraggio compagni/e :-)

10 marzo 2010 - 11:42
battistino carbonetti 

Di Pietro è un farfullà, voce senza senso, infatti la costituzionegiudica reato portare queste accuse al presidente della repubblica perchè la responsabilità poltica e giuridic degli atti del governo sono del governo stesso secondo il dettame costituzionale. purtroppo sembra che nella sinistra non si sia ancora apito che il signor Di Pietro è solo fumo enulla arrosto. Napolitano ha formato perchè ha subito pressioni inverosimili ecredo che anche esse siano pervenute da un parte ben definita del PD, sappiamo tutti quale ;-) . Ma in fondo le sue cosiderazioni non si discostano molto dal suo pensiero politico e da quello della stragrande maggioranza dei dirigenti piddini, due grandi partiti, stile aborto di democrazia born in usa, come canta il boss.

10 marzo 2010 - 11:38
peppe giudice 

alcune cose che avevo dimenticato di dire:
è vero che il centrosinistra ha vinto due volte ma poi non è stato capace di fare una politica alternativa alla destra perchè nella impostazione del gruppo dirigente del PDS e ei DS (in questi ultimi ho militato anche io) era dominante l’idea che che la sinistra doveva accettare il lasciapassare ed il condizionamento del centro per governare. I DS non sono mai voluti diventare una forza socialista e questo ha portato al PD (partito indecifrabile fondamentalmente moderato). Inoltre nel 1996 la Lega ed il resto della destra andarono separati alle elezioni. Comunque se il centrosinistra non ha avuto la forza di fare la legge sl conflitto d’interessi quando aveva la maggioranza…. ho il sospetto che qualcuno abbia voluto mantenre comunque in piedi Berlusconi sennò l’Ulivo sarebbe esploso in assenza di una destra berlusconiana.
Solo con una radicale presa di coscienza del fallomento politico del vecchio centrosinistra è possibile costruire una vera alternativa alla destra. E’ quello che sta cercando di fare Vendola che rompe lo schema togliattiano del centro che ti legittima a favore di uno che vede una sinistra innovatrice e protagonista come guida del centrosinistra.

8 marzo 2010 - 14:07
alessio 

Mi aiutate a comprendere questa dichiarazione di Nencini?
“Napolitano non poteva non firmare il decreto salva lista di Berlusconi, questo lo sanno tutti”.

E’ vero ciò che sostiene?

8 marzo 2010 - 14:00
peppe giudice 

purtroppo non sono affatto sicuro che vi sarà una valanga di voti contro la destra. Forse è possibile nel Lazio vincere la partita ma in Lombardia….
Fatto è che gli attuali partiti di opposizione sono incapaci di esprimere un progetto politico alternativo alla destra e di scomporne il blocco sociale che la sostiene. Leggevo un sondaggio secondo il quale tra gli operai il PDL prenderebbe il 42% ed il PD il 21%.
Il progetto di SEL è un tentativo, in cui credo, di ricostruire la sinistra, ma ora come ora non può incidere più di tanto.
E’ in questi tre anni che seguiranno le regionali che occorre sviluppare una iniziativa politica forte per rilanciare una sinistra in Italia. Il vero problema è il PD non Napolitano.

8 marzo 2010 - 13:54
andrea 

comunque io non sottovaluterei napolitano.riscuotera’ il credito…e chissa’ mai che non riesca a toglierci dai piedi lo psiconano con qualche manovra con fini

8 marzo 2010 - 13:51
andrea 

sone deluso e amareggiato dagli italiani.in fondo non gliene importa nulla di qste cose..sono molto piu efficaci operazioni populiste come 5 euro di aumento in busta paga o eliminazione dell ici (anche se con conseguente drastica diminuzione della qualita’ dei servizi che un comune non puo’ piu erogare per mancanza di fondi)

8 marzo 2010 - 13:50
Michele nanni 

diciamocela tutta, Napolitano doveva firmare la marchetta, è un favore al suo amico fini, (la volpe ce l’hanno anche a destra).
Certo non vale la pena politicamente di criticare Napolitano, c’è e ce lo teniamo e credo faccia parte di una nomenclatura da superare come si è già fatto per fortuna con il veltronismo.

8 marzo 2010 - 11:56
alessio 

ahimè quante verità!

8 marzo 2010 - 11:09

[...] link articolo [...]

8 marzo 2010 - 10:31
gianf 

Caro Leoni concordo completamente su quanto hai scritto.Dici che serve unità combattiva,serve un progetto alternativo,che SEL è in campo per questo… sicuramente mi sono”sfuggite”molte proposte per un progetto alternativo(…)Tu sei una persona capace e molto in “gamba”- non puoi sottrarti al proporre iniziative finalizzate all’alternativa di questa specie di”governo” GRAZIE!

8 marzo 2010 - 09:22
Luca 

Tutto vero…ma siamo in campo comunque sottovoce…
da qui a Sabato facciamo girare voce per la manifestazione…ed oltre che a Roma estendiamola in tutta Italia…non tutti sono nella condizione di arrivare fino a là…
e per ultima cosa: pur essendo lontano anch’io anni luce dalla logica dipietrista, non possiamo nemmeno sottacere lo spegevole comportamento (dal punto di vista istituzionale) del Capo dello Stato….Ha avallato una delle più grandi porcherie anti-democraiche degli ultimi anni…ed è giusto dirlo ad alta voce!!!

8 marzo 2010 - 09:06
Barbara 

Il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita. Enrico Berlinguer, 7 giugno 1984

8 marzo 2010 - 09:06