Maiuscole e minuscole del Vaticano

Stampa questo post lunedì 08 marzo 2010 21:50 - di Claudio Fava - Categorie: Articoli

C’è un mal sottile che lega tra loro alcune notiziole vaticane di ieri e ne riporta alla memoria altre, d’un passato non proprio remoto. Dalla Polonia apprendiamo che la beatificazione di Giovanni Paolo II subirà un rinvio: il miracolo su cui la Congregazione per le Cause dei Santi dovrebbe esprimersi, la guarigione di una suora polacca colpita dal Parkinson, sembra meno convincente del previsto. Pare che la suora stia di nuovo poco bene e che la mano del papa sia stata per lei meno santa del previsto.

Certo, se pensi alla densità umana di Wojtyla, alla sua fatica di essere uomo e pastore di due miliardi di cattolici, alla straordinaria prova di vita con il suo fardello di contraddizioni e di generosità, se pensi a tutto questo ti viene da sorridere al puntiglio un po’ manicheo con cui si affida il giudizio della storia al “miracolo” di una guarigione contestata. Puntiglio da notai in una chiesa in cui i galloni di santo o di beato ormai non si rifiutano più a nessuno, nemmeno a Josè Maria Escrivà, fondatore di quel cenacolo di umili e miti che è l’Opus Dei.

Ma il mal sottile è un altro. È la corda d’una ipocrisia che impone liturgie infallibili, si traveste con i paramenti del sacro, parla il linguaggio dei miracoli ma poi scivola sui dettagli trasformando quel sacro in una recita. Il milione di euro che il palazzinaro Anemone usava per distribuire regalie, ingraziarsi i potenti e procacciarsi appalti stava celato in un piccolo forziere, ben nascosto dietro un quadretto d’arte sacra. A casa di un prete. Prete di mondo e di denari, economo della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù (le maiuscole sono del Vaticano). Dal forziere il pretino attingeva i denari, li passava ad Anemone che poi oliava, pagava, ricompensava. Con buona pace per il preziosissimo sangue.

Un paio di giorni fa s’è appreso che l’altro compare d’appalti, Angelo Balducci, era solito affittare libbre di carne umana per i suoi giochini erotici: «Ce n’ho uno da 97 chili per un metro e novanta, nero, attivissimo… » gli diceva il procacciatore: e Balducci pagava. Fatti suoi, se non fosse che chi gli procurava gli uomini era un prete, corista in Vaticano nella Cappella Giulia. E che Balducci si fregiava d’essere Gentiluomo di Sua Santità e Consultore alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli (maiuscole sempre loro… ), nomine concesse a vita solo a chi è talmente degno e puro d’animo da poter rappresentare la parola del Papa urbi et orbi.

Questo è un paese che parla per maiuscole e pensa con le minuscole. L’applauso al senatore Di Girolamo, scappato dal Senato prima d’essere dichiarato decaduto, è la nostra fotografia sfacciata, proprio come lo sono le ampollosità con cui ama celebrarsi certa aristocrazia papalina del cemento armato. Sono livree indossate per stupire la plebe, come le parrucche dei gentiluomini alla corte del Re Sole: non ci si lavava per mesi, ma la cipria in cima alla parrucca non poteva mai mancare.

Storie vecchie, perché alle maiuscole in Italia siamo affezionati da sempre. C’è in giro da un migliaio di anni un Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Cristo in Terrasanta. Tu ti chiederai: ma se l’ultima crociata risale a sette secoli fa, da chi dovremo difenderlo il sepolcro di Cristo? Lo difendiamo e basta, ti spiegano i cavalieri: e intanto si vestono come se dovessero incrociare i mamelucchi da un momento all’altro: cappa, spada, speroni e croce cucita sul petto… Un tempo, in Sicilia, le cerimonie si svolgevano nella cattedrale di Monreale e a officiarle c’era l’imprenditore Arturo Cassina, Gran Balì dell’Ordine. Una volta l’anno davanti a lui sfilavano i novelli cavalieri, e Cassina li insigniva con il triplice tocco di spada sulla spalla. Poi si scoprì che a inginocchiarsi tra fumi d’incenso al cospetto del costruttore palermitano, un tipetto a cui Pio La Torre aveva dedicato la relazione di minoranza dell’Antimafia (titolo: «Il sistema di potere mafioso a Palermo e la famiglia Cassina»), accorrevano tutti quelli che sulle imprese e sugli appalti del signor Cassina avrebbero dovuto indagare: il procuratore della Repubblica, il capo della mobile, il questore, il comandante dei carabinieri, il vicecapo del Sisde Bruno Contrada…

Gesù si rivolterebbe nel suo santo sepolcro se sapesse che in suo nome a Palermo s’era messo in piedi un comitato d’affari e d’interessi tra politici e palazzinari, che dietro le insegne del suo Preziosissimo Sangue si nascondeva un milione di euro per le bustarelle, e che l’Evangelizzazione dei Popoli era affidata a un signore che preferiva evangelizzare anzitutto i seminaristi di colore, purché belli, alti e superdotati. Se Gesù sapesse: ma nessuno l’ha informato.

Claudio Fava

I commenti per questo post sono chiusi
Enrico Matacena 

E’ imporrantiussimo che SEL si faccia portatrice dei valori di Laicità che in questi ultimi anni si sono offuscati , grazie anchge alla disastrosa fusione di DS e margherita nel PD , partito ibrido e estrem,amente reticente su questi temi. La sinistra non può lasciare queste batatglie a piccole elitès radical-borghesi . UI temi della laicità (testamento bioogici, PACS, procreazione assistita laicità della scuola ecc) sono temi che riguardano ogni cittadino. Enrico Matacena SEL Vignola MO

10 marzo 2010 - 11:30
Luca 

Grazie Claudio…mi hai fatto venire i brividi…

10 marzo 2010 - 09:07
Barbara 

La chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore, metteva l’amore,
la chiamavano bocca di rosa
metteva l’amore sopra ogni cosa.

Appena scese alla stazione
nel paesino di San Vicario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di un missionario.

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce
a soddisfare le proprie voglie
senza indagare se il concupito
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu così che da un giorno all’altro
bocca di rosa si tirò addosso
l’ira funesta delle cagnette
a cui aveva sottratto l’osso.

Ma le comari di un paesino
non brillano certo in iniziativa
le contromisure fino a quel punto
si limitavano all’invettiva.

Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.

Così una vecchia mai stata moglie
senza mai figli, senza più voglie,
si prese la briga e di certo il gusto
di dare a tutte il consiglio giusto.

E rivolgendosi alle cornute
le apostrofò con parole argute:
“il furto d’amore sarà punito-
disse- dall’ordine costituito”.

E quelle andarono dal commissario
e dissero senza parafrasare:
“quella schifosa ha già troppi clienti
più di un consorzio alimentare”.

E arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi con i pennacchi
e arrivarono quattro gendarmi
con i pennacchi e con le armi.

Il cuore tenero non è una dote
di cui sian colmi i carabinieri
ma quella volta a prendere il treno
l’accompagnarono malvolentieri.

Alla stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano,

a salutare chi per un poco
senza pretese, senza pretese,
a salutare chi per un poco
portò l’amore nel paese.

C’era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva “Addio bocca di rosa
con te se ne parte la primavera”.

Ma una notizia un po’ originale
non ha bisogno di alcun giornale
come una freccia dall’arco scocca
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva
molta più gente di quando partiva
chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza
fra un miserere e un’estrema unzione
il bene effimero della bellezza
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila
e bocca di rosa poco lontano
si porta a spasso per il paese
l’amore sacro e l’amor profano.
De Andrè

9 marzo 2010 - 19:40
carlo 

da valdese,su questo argomento ptrei dire tanto,ma mi limito ha riportare fedelmente un articolo diGiorgio Turn.PERCHE’ TACCIONO I CATTOLICI.E’ormai convinzione di molti che in Italia eesistono due cattolicesimio,più esattamente,che il cattolicesimo italiano si strutturi a due livelli.Ci sarebbe,il livello istituzionale,rappresentato dalla curia romana,dall’episcopato,dal Vaticano,dei credenti praticanti con larga parte del clero e molti religiosi.Quale sia il peso,la politica,la teologia dell’istituzione è evidente,trincerata dietro i”valori irrinunciabili”della vita,che difende con tutti i mezzi il suo potere e il suo prestigio,condiziona la vita civile e politica del nostro paese,sogna restaurazioni Ancien Régime,per non dire di PioIX(non a caso santificato).Ma c’è anche l’altro cattolicesimo,quello dei cristiani comuni,che vive la sua religione con serenità,che riflette,che conosce il mondo,a differenza delle gerarchie chiuse nei loro parametri e nei loro palazzi,che si pone il problema della responsabilità e della professione in termini diversi.Qle delle due realtà è Chiesa?Per i media italiani,superficiali e frettolosi,è la prima:la Chiesa che dice,insegna,chi parla è il Papa all’angelus o il segretario di Stato Bertone.Laltra realtà,l’altro cattolicesimo,
quello che il Concilio definivail”popolo di Dio”tace.Perche tace?Molti se lo chiedono senza trovare risposta.Anche gli evangelici se lo chiedono,perchè il dialogo ecumenico,quando esiste,dopo la cura dimagrante degli ultimi anni,si ha con il secondo cattolicesimo,per il primo gli evangelici sono un fastidioso moscerino.
Qomunque Gesù è gia informato!

9 marzo 2010 - 17:31
rassegnato mai 

Molto, molto bello!
Se aggiungessimo qualche cronaca recente giunta da Regensburg e le felicitazioni del sommo pontefice (minuscole tutta la vita) al boss della nostra protezione civilizzabile, allora capiremmo ancor di più questo splendido articolo di Fava e la soggezione di sempre della chiesa al potere. Soggezione che chiede dunque alla politica, una nuova politica di cui Sel deve farsi carico, di moralizzare una religione fatta di ciprie e cappelli, di talari e ipocrisia, di maiuscole…
Grazie Claudio Fava per la sintonia.

9 marzo 2010 - 17:07
Barbara 

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

9 marzo 2010 - 12:33
socialista eretico 

ehm… il mio commento è stato parzialmente censurato oppure non è arrivato?

8 marzo 2010 - 23:50
alfonsodt 

cè undetto molto antico che recita più o meno cosi’: fate quello che prete dice e non quello che prete fà:meditate compagni,meditate.alfonsodt

8 marzo 2010 - 23:48
socialista eretico 

oh finalmente un articolo anti-clericale !

8 marzo 2010 - 22:53