mercoledì 31 marzo 2010 11:11 - di
Antonello Caporale
- Categorie: Articoli Vendola avvisa gli alleati “Non c’è futuro per i partiti, io punto sulle virtù civiche. Il governatore: qui si fabbrica la speranza”
BARI «I morti seppelliscono i morti. Concentriamoci sui vivi».
Nichi Vendola dà già per stecchito Bersani.
«Io penso invece che siano finiti i partiti. Consumati, inadeguati, fuori dalle virtù civiche. Non voglio più essere scambiato per uno degli esorcisti che tentano di far vivere chi è defunto».
Bersani, invece…
«Non commento i destini personali. Penso a quel che dovrà succedere».
Succederà che porterà le sue poesie a Roma.
«Anche la poesia, sì. La poesia è nei fatti è stato il mio slogan elettorale. Porterò l’esperienza delle fabbriche».
Sembra che la Puglia sia piena di operai. Invece lei fabbrica parole.
«Sono luoghi in cui le esperienze si coagulano, la gente si ritrova insieme e resta insieme. Sono posti in cui si coopera per un’idea di governo. Cooperazione: l’uno a fianco all’altro. Invece mi dica lei cosa sono i partiti».
Dica lei.
«Aree delimitate da una specie di filo spinato in cui la competizione è sfacciata, ossi di seppia, luoghi pieni di detriti, posti senza anima. I partiti sono fuori dal popolo, oltre la gente. A volte contro di essa. Una catena, una rete oligarchica e distante».
Nelle sue fabbriche invece c’è piena occupazione
«ha visto quanta gente? Cento- quaranta sono le fabbriche. E fabbricano speranze, sono connesse alle piazze, alle vite degli ultimi. Altrimenti io come avrei fatto, come avrei potuto vincere?».
In effetti D’Alema aveva garantito che avrebbe perso.
«Quando le differenze sono politiche è inutile commentare con parole senza riguardo».
La sua è sempre una costruzione innocentista, anche se parecchio sanguinante della realtà. Però se annusa le liste che l’hanno sostenuta troverà qualche brigante.
«Ed frutto di questo sistema, siamo figli di questi partiti. La ragione per cui le ho detto che la loro vita naturale si deve considerare conclusa».
Per esempio: l’ex segretario del Pd pugliese, inquisito, annuncia il ritiro dalla politica. Però giacché è già candidato aspetta di vedere i risultati. Eletto. Finita la festa, gabbato il santo.
«Aveva detto che lasciava ed è assai opportuno che tenga fede all’impegno».
La moralità.
<<La moralità dobbiamo ritrovare, sì. La vita sobria, anche umile. Io non ho partecipato a una sola festa, e sa che Bari è piuttosto generosa nell’offerta, perché mi sembrava utile non apparire. Io devo difendere la mia persona dal rischio di divenire solo un personaggio e mi produco in periodi di astinenza: dalla tv e dal potere. Voglio riuscire a non farmi mangiare dal potere».
A lei si rivolgono con devozione di stampo berlusconiano.
«Quale Berlusconi! Qui in Puglia c’è stata semina. Ed ora c’è raccolto. Nell’innovazione abbiamo investito un miliardo e 700 milioni di euro. Il budget della giunta precedente era di 80 milioni di euro. Innovazione. Cioè ricerca, nuove competenze, apertura di carriere per chi inizia il lavoro. Cultura. Abbiamo la più possente e tecnologica macchina di Protezione civile, un sistema unico di telecontrollo del territorio. E quando ripartirà l’economia vedrà la Puglia come correrà. Altrove forse il raccolto non c’è stato perché nessuno ha pensato di seminare».
Berlusconi ha seminato?
«Lui è riuscito nel miracolo di separare il concetto della libertà dal lavoro. Il lavoro è scomparso. La sinistra nemmeno sene è accorta. Lui ha cancellato l’articolo 18 e l’opposizione quasi non s’è destata dal torpore. Questo è il centrosinistra delle allusioni, perciò diviene il centrosinistra delle illusioni. Ed ecco qui il risultato».
Il partito non c’è più.
«Partito: participio passato. Cioè e anche: fuggito, sparito. Scomparso».
Il partito democratico.
«Il fuggito democratico».
Poesia pura.
«Berlusconi lascia solo solitudini. E noi che stiamo dall’altra parte non abbiamo strumenti, non capiamo, non agiamo. Competiamo. Sappiamo unicamente competere tra noi».
Sapete solo scannarvi.
«E il frutto della formula sbagliata. Non sono gli uomini. La leadership è una funzione non una finalità. Non ho la forza di connettere quello con l’altro, l’operaio e il borghese, il giovane e l’anziano, il diversamente abile, colui che è fragile. E provo a vincere da solo, corro per dominare».
Dunque: bisogna buttare giù il partito democratico e tutto l’edificato urbano delle periferie di sinistra e costruire la nuova fabbrica del consenso.
«Rischio di ficcarmi nel buco nero del nuovisino, una moda nefasta. Ma osservo la realtà: ossi di seppia sono divenuti i partiti. Io porto le fabbriche, un segno nella costellazione. Contribuisco così. A fine aprile avremo gli stati generali delle fabbriche. Tutta Italia».
Tutta l’Italia di centrosinistra in Puglia, per uno stage formativo.
«Da quel punto di vista sì. Siamo imbattibili a utilizzare al meglio gli strumenti e le parole: connettere, coinvolgere, gratificare. Vede la meraviglia del volontariato, vede la forza oscura dell’anima, il piacere di costruire qualcosa di nuovo. Quanti soldi sarebbero serviti? E con quei soldi cosa mai avremmo ottenuto?».
Antonello Caporale
sante, col mio intervento non volevo santificare il PD ed addossare tutti i limiti a SEL. Se confronto pregi e difetti del PD rispetto a SEL su tantissimi punti vince SEL. Ma forse solo perchè con il 3 % è più facile che col 30%. Se io facessi un partito con solo me dentro sono sicuro che sarebbe il migliore al mondo; già mia moglie mi porterebbe dei problemi perchè è fastidiosamente antiberlusconiana. Ma fino a che la sinistra non supererà la divisione e la litigiosità non farà mai nulla. Dico, esagerando, che tutta la sinistra dovrebbe essere “obbligata con la forza” a stare in un partito (o fabbrica o formazione politica o come lo volete chiamare tanto poi alla fine è sempre quello e il resto sono solo seghe mentali), chi non vuole vada via e nessuna alleanza con lui. Un unica formazione (senza via di scampo) porterebbe a: 1- obbligarsi a confrontarsi e trovare una strada, magari anche con dei compromessi (chi non li vuole faccia il partito da solo), ma almeno si trova una strada, che è già qualcosa (se poi è sbagliata la si cambia); 2- maggiore spirito comune e di identità, che si autoalimenta (tantissimi confronti/scontri tra le formazioni di sinistra, anche programmatici, sono estremizzati dal derby continuo tra i partiti stessi) creando una sempre maggiore integrazione 3- se non ci si può dividere allora forse si è costretti a parlare di ideali e dei programmi e per realizzarli 4- se finalmente si parla di ideali e programmi forse si può anche vincere davvero (forse addirittura convincere qualche mio conterraneo leghista). La divisione invece porta solo a discutere senza fine di aggregazioni e disaggregazioni e cos’ via. Tutta l’energia della sinistra è sprecata a fare e disfare partiti e partitini, fabbriche e laboratori, caminetti e quanto altro. Basta! Vorrei discutere di cose serie, magari di come garantire a 6 miliardi di persone una vita migliore senza distruggere il pianeta e così via ……. Chiudendo, la questione non è che il PD è meglio di SEL; la questione è che il PD è un casino ma almeno esiste ed ha delle fondamenta solide (il sopra è da costruire), mentre il resto della sinistra è un casino e basta. E le parole (spesso vaneggiamenti) post-elezioni di SEL, IDV, grillini ecc. mi fanno pensare che sarà sempre così.
C’è un altro post scritto da Fulvia Bandoli che spiega bene il senso dell’intervista di Nichi.
Per qnanto riguarda le fabbriche (lo stesso discorso vale per altre forme di partecipazione), il mio pensiero corretto (non distorto) è che DEVONO ESSERE UN STRUMENTO FORMIDABILE DI RINNOVAMENTO DELLA POLITICA.
BASTA CON LA “PRIVATIZZAZIONE DELLA POLITICA”!!!
Compagni, secondo me il senso di quello che dice niki è chiarissimo e penso che avremo modo e tempo di elaborarlo e commentarlo. Per me ha lanciato un sasso e sta a noi raccoglierlo e svilupparlo.
Qual’è il senso di SEL? Perchè abbiamo aderito a questo progetto?
Non penso per costruire un partitino del 3-4% ma per l’obiettivo più ambizioso di ricostruire una sinistra vincente in Italia.
La domanda che mi pongo e vi pongo: il nostro obiettivo è fare la costola sinistra del PD? oppure un cartello di tutti quelli che, a sinistra, stanno fuori da PD?
Secondo me nessuna delle due. Voglio continuare con la provocazione: voglio che il PD e tutta la sinistra entri dentro SEL. Se mi concedete questo paradosso (ma attenzione, alcuni commentatori esterni hanno colto questa cosa, parlando di OPA di Vendola sul PD), sicuramente SEL non sarebbe più tale, ma sarebbe quello strumento capace di provocare il BIG BANG della sinistra di cui ha parlato Bertinotti.
Se questo è possibile, certo non lo sarà attraverso i rapporti di forza interni ai partiti, ma se sarà possibile, avverrà sicuramente al di fuori. Ecco, secondo me, Niki ci ha indicato una strada percorribile.
Non è vero che non si voterà per 3 anni, già il prossimo anno ci saranno alcuni comuni al voto. Se noi saremo in grado di creare gli spazi di elaborazione comuni del popolo di sinistra, ovvero elettori di PD, SEL, FED, etc anzichè rinchiudersi ognuno nelle sue stanze e lasciare qualche coordinatore a mediare il programma, noi avremo fatto la “fabbrica” e potenzialmente destrutturato e ricomposto la sinistra italiana.
Per me la difficoltà dell’impresa è notevole ma sicuramente pari se non superiore alla suggestione di tale obiettivo.
un congresso di SEL và fatto e prima dell’estate per rimetere gli oroglogi e darci obbiettivi e programmi di lavoro, io credo che un partito “leggero”, basato sulla certezza che non si esce dalla crisi di questo strafottuto paese senza una sinistra Politica completamente nuova sia necessario.
SEL può svolgere un ruolo positivo in una fase di transizione e costruzione di progetto per un altra Italia possibile se contribuisce a dare vita e strumenti di lavoro,conoscenze,competenze,storie di persone e collettivi fatti carne ed ossa e per farlo deve esistere ed essere “democraticco e libertario”.
nichi le chiama FABBRICHE questi luoghi , a me che ho straparlato di case della sinistra per troppo tempo inutilmente,
( qualcuno ha mai sentito parlare del mitico “podere operaio” di Montecarlo di LUCCA??) questa definizione suona come liberatoria .
Del resto in tanti luoghi d’Italia sono nate esperienze capaci di praticare concretamente “una” alternativa di Sinistra pensando ad una alternativa di società.
E’ accaduto senza sommatorie di sigle magari come frutto dell’autorevolezza di alcune persone che le hanno proposte e costruite il più delle volte in contrasto con apparti e partiti; il limite che vedo in queste cose è che diventino “case di proprietà di pezzi volonterosi ma autoritari di ceto politico incapaci di restare dentro a partiti scoppiati”, luoghi che prima o poi diventano asfittici.
DEMOCRAZIA E REGOLE LIBERAMENTE COSTRUITRE E SCELTE DEVO ESSERE ALLA BASE, se SEL incomincia a darsi le sue e stà dentro queste fabbriche con correttezza sarà lievito di un pane nuovo..altrimenti tutto sarà più lento e non necessariamente riusciremo ad arrivare da qualche parte.
fine del pistolotto
quoto le osservazioni di fabrizio(13.57),specialmente quelle su dirigenti ed ex-dirigenti:nichi ha capito che bisogna”svecchiare”(non in senso anagrafico)la politica.ribadisco che sono d’accordo se e solo se le fabbriche diventano uno strumento(non il fine)per avere un partito orizzontale,se sono solo un’altra forma delle sezioni di partito.
un’osservazione sulla capacità di lega e idv:non è vero che sono entrate tra la gente,ne hanno interpretato solo il lato più selvaggio,più animale,quello del ragionamento spicciolo,di chi vuol sempre trovare un capro espiatorio per vivere in pace con sè stesso.la lega soprattutto punta sull’individualismo,non si pone come obiettivo quello di un miglioramento della società,anzi le conviene lasciare le cose così come sono.e punta(e si abbia il coraggio di dirlo,però!)su un elettorato che evidenzia uno scarso spessore morale e culturale che non si indigna se questi,governando da 30 anni,e in parlamento e senato da altrettanto tempo,si permettono di parlare,in campagna,di parlare ancora di”nuovo che avanza”,di”roma ladrona”(pur beccandosi i migliori dindi da roma quindi dall’odiata italia unita,quindi dal sud…),e di menate troppo stantie che ripetono come un disco rotto da una vita.eppure al nord le cose vanno sempre peggio:perchè gli elettori delle camicie verdi non se ne accorgono?come è possibile?
occorre contatto con la gente,cosa che al nord è merce rara(non me ne vogliano i/le compagni/e),occorre penetrare,fendere la folla, lanciare un messaggio di alternativa,di partecipazione,di possibilità di ricostruire un paese insieme perchè da soli non si va da nessuna parte.occorre,in poche parole,squarciare il velo che copre i loro occhi.
se le fabbriche potranno fare questo,ben venga.
Caro Franco,
a leggere questa intervista e anche quella pubblicata su L’Unità io ne deduco un pensiero diverso.
Le Fabbriche sono luoghi di aggregazioni, non mero sostegno elettorale, anche perchè i giovani vogliono partecipare, decidere.
Ciao
Caro Fabrizio,
le fabbriche sono quelle sorte in Puglia, come luogo di aggregazione e comunità solidale.
Nichi vede in esse non solo uno strumento di sostegno elettorale.
Non ci sono tessere, nè vogliono essere surrogati dei partiti, che tuttavia vanno ricostruiti ex novo (almeno concorderai).
Per avere le ideee chiare puoi ascoltare semplicemente l’ultimo comizio di Vendola dopo la vittoria alle eelzioni regionali.
Marcox scusa ma non mi convince quello che dici: io faccio politica per capire e la politica non è una religione. Sono apertissimo a discutere ed a lasciarmi convincere però scusami, non mi chiedere un atto di fede…
A CHI DICE,LEGITTIMAMENTE,CHE NON CAPISCE COSA DICE VENDOLA:FIDIAMOCI DELLE COSE CHE CI DICE,DATO CHE LA SUA LINEA POLITICA HA PORTATO SEMPRE ALLA VITTORIA,PARLANO I FATTI.VENDOLA È UN VITTORIOSO.LA DESTRA CI INVIDIA UN LEADER DEL POPOLO COME LUI.NICHI SEI GRANDE.NOI PUGLIESI SIAMO ORGOGLIOSI DI TE E DI NOI STESSI PER AVERTI FATTO VINCERE,NUOVAMENTE!
Infine, e lo dico come provocazione ma spesso le provocazioni aiutano a capirci, il ho aderito a SEL per costruire una forza della Sinistra e non certo per costituire il comitato elettorale di Nichi Vendola. Sarei feliccissimo di vedere Nichi premier ma non è questa la prima ragione del mio impegno e spero che sia così pure per voi, cari compagni
ma
1) chi convoca le fabbriche?
2)come prendono le decisioni gli aggregati ad una fabbrica?
3)come si sostentano le fabbriche?
4)chi risponde di ciò che fanno le fabbriche (se vuoi anche chi ne è rappresentante legale)
5) ogni quanto si riuniscono almeno le fabbriche?
6) bisogna tesserarsi per partecipare?
7)se non bisogna tesserarsi, in qualsiasi momento uno che governa un gruppo di persone (e le primarieci hanno dimostrato che succede spesso…) può condizionare la linea politica delle fabbriche (qualora questa venisse presa in maniera assembleare…)
esistono degli statuti per le fabbriche, dei principi e delle regole scritte e votate?
e poi tante altre domande…se qualcuno inizia a rispondermi inizio a capire anche io di cosa stiamo parlando, altrimenti è un chiacchiericcio inutile (e dannoso)
IO SPERO CHE SIANO APERTE LE FABBRICHE DI NICHI IN TUTTA ITALIA PER PREPARARCI AL 2013.IN PUGLIA QUASI OGNI COMUNE HA UNA FABBRICA,ORA TOCCA A VOI DEL RESTO D’ITALIA APRIRLE NELLE VOSTRA CITTÀ.BUON LAVORO! Vendola Premier 2013, un sogno del Popolo che diventa realtà.
a Luisa.
Le regole possono esserci anche nelle Fabbriche.
Ribadisco il mio pensiero.
Le poltrone (anche quella di partito) non servono se sono utilizzate per riposare. Dobbiamo costruire le Fabbriche luoghi aperti, ian cui chi arriva possa dare le proprie idee, sentirsi a casa sua e lottare per raggiungerle.
Io penso che Partito è piramide, mentre Fabbrica è rete, scambio di idee alla pari.
Credo che l’economia, e di conseguenza la politica, cambi strumenti secondo i mezzi di comunicazione a disposizione. Oggi sono molto veloci inadatti alla forma partito classica.
Non spaventiamoci, il fine è sempre lo stesso: avere un futuro sicuro a partire dal lavoro, passando per la pensione, poi l’acqua pubblica, e infine far pagare le tasse.
Ma poi ognuno ci metterà la sua idea …
Le fabbriche sono un luogo di aggregazione collettiva per rinnovare la politica e le sue forme organizzative.
I partiti politici (così come sono oggi) sono destinati a scomparire: le loro attuali pratiche interne hanno creato solo disaffezione.
Franco, ma senza fare il partito, come si fa? Ogni volta si deve fare un’assemblea per decidere su ogni cosa? E poi non c’è il rischio che le assemblee vengano condizionate da rapporti di forza che poco hanno a che fare con le scelte consapevoli di un corpo collettivo? Intendiamoci le fabbriche possono essere (e sicuramente lo sono) ottimi strumenti, ma non bastano per organizzare la politica. Poi che i partiti sono diventati come dici tu, luogo di ceti politici, trampolini di lancio per avventure istituzionali etc è fuori discussione. Ma pensiamo che facendo le fabbriche non corriamo gli stessi rischi? Perché la politica organizzata da una fabbrica dovrebbe garantirmi di più, in termini di correttezza e partecipazione vera nelle scelte, di quella attuata da un partito? Ora poi, francamente, mi sembra anche di diventare un po’ ridicolo con questa diatriba Fabbriche vs Partiti
a Luisa.
Secondo me stai sbagliando. E’ del tutto legittimo avere idee diverse, ma non credi anche tu che SEL sia diventato per lo più un ricettagolo di “dirigentelli” tra l’altro del nulla?
Hanno perso la forza propulsiva, la passione e occupano tenacemente spazi (sedioline) solo per avere il biglietto da visita?
Per quello che hanno fatto in passato (poi chissà cosa hanno fatto) si sentono in diritto di presenziare.
Ho visto giovani scappare disgustati.
Rimedio?
Costruire le Fabbriche luoghi aperti, in cui chi arriva possa dare le proprie idee, sentirsi a casa sua e lottare per raggiungerle.
TUTTI ALLA PARI.
Ribadisco.
Credo che l’economia, e di conseguenza la politica, cambi strumenti secondo i mezzi di comunicazione a disposizione. Oggi sono molto veloci inadatti alla forma partito classica.
Non spaventiamoci, il fine è sempre lo stesso: avere un futuro sicuro a partire dal lavoro, passando per la pensione, poi l’acqua pubblica, e infine far pagare le tasse.
Ma poi ognuno ci metterà la sua idea …
Ci seguiranno Grillini, IdV e parte giovane del PD?
Può essere.
Ciao Luisa
I partiti sono divenuti luoghi quasi esclusivi di soddifacimento di interessi individuali, non danno più risposta e soluzione agli interessi della collettività. Questa è la realtà cruda. Francamente, evitiamo che anche Sel diventi questo. Cioè luogo di piccoli ceti politici, che pensano solo ed esclusivamente alla propria collocazione o ricollocazione.
Per questo, credo che sia necessaria una profonda discontinuità.
Quoto in pieno Sergio
Bravo, bravissimo Vendola. Magari fosse sardo!
Da poco ho acquistato e letto il manifesto/programma del Movimento 5 Stelle. Ha mai pensato di unire le forze con quel non-partito?
come si fa ad addossare tutti i limiti della politica di sinistra a SEL e pontificare sui meriti del PD come fa il compagno di Treviso.
Le accuse di frazionamento della sinistra sono giuste, ma a non vedere proprio in questi giorni, in queste ore cosa stà avvenendo nel PD, dove tutte le correnti sono una contro l’altra, dove in 14 mesi si è cambiato 3 segretari e in questi giorni si stà mettendo in discussione anche Bersani.Credo che sia giunta l’ora di chiamare le cose con il loro nome, la litigiosità è nell’animo dei dirigenti del PD, mentre la sopportazione sta nei compagni di base dello stesso partito.
Abbiamo fatto una campagna elettorale dove l’informazione si è guardata bene dal far conoscere le nostre proposte, una campagna elettorale senza soldi, ma una campagna elettorale seria a partire dalla raccolta delle firme, noi come SEL siamo stati in grado di raccogliere le firme menmtre altri partiti più strutturati di noi hanno dovuto in ceerte realtà farsi aiutare dal PD.
MA VENENDO ALLE CRITICHE CHE SI SOLLEVANO VERSO vENDOLA, LE RITENGO SBAGLIATE E INGIUSTE, ha domostrato di avere la forza e la ragione dalla sua parte nello scontro con i vertici del PD, lo scontro non è stato solo a livello personale ma sopratutto a livello di contenuti programmatici.
Ha vinto le primarie, ma ha vinto anche le secondarie, e oggi la sua presenza sui mezzi di inforamazione ci riempie di orgolio, ci fa dire ci siamo anche noi, abbiamo finalmente rotto il guscio.
una cosa personale, mia mamma ascoltando Vendola in una tribuna politica serale , il giorno dopo mi ha detto , non sono molto afferrata in questi momenti verso la politica, ma ieri sera Vendola parlando in televisione diceva cosa che penso anch’io, diceva cose che mi toccavano. Ecco dobbiamo tornare tra la gente e riuscire a parlare alla gente con il loro linguaggio.
Nichi sbaglia molto. Se la sinistra non avrà un suo partito sarà un insieme di volontari che non decidono nulla, ma seguono un leader; e una corte – quella pagata come professionisti – che circonda il leader stesso.
C’é proprio bisogno di un partito. che non c’è da venti anni, perché quelli che si chiamano così usurpano il nome. Di una sede di discussione, partecipazione e decisione collettiva. Un intellettuale collettivo, si sarebbe detto una volta (e bisognerebbe ricominciare a dire). La situazione non giustifica e non permette nessuna concessione al berlusconismo che è in noi, e che è stata la rovina della sinistra italiana. E le Fabbriche con i responsabili nominati da Bari non sono un modello di democrazia
Sono d’accordo con il compagno Vendola. I partiti politici che abbiamo di fronte non sono più partiti. Non sono più comunità politiche di aggregazione e di crescita. In essi prevale l’individualismo e il carrierismo.
Hanno deviato dall’articolo 49 della Costituzione per cui “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Ha ragione, il compagno Vendola: i partiti sono divenuti solo luoghi di carrierismo personale completamente separati dalla vita sociale e dai problemi veri dei più deboli e più poveri. Anche a sinistra. Per questo l’alternativa al modello berlusconiano è poco visibile. Occorre ricostruire. La fabbrica è un interessante laboratorio politico.
Ieri era convocata una riunione della lista di SEL di Tivoli, appena un giorno dopo i risultati delle elezioni comunali. La stanza, piena di compagni, ha visto via via ingrossarsi di coordinatori di SEL di vario livello. La parola partito sarà stata citata almeno un centinaio di volte. E sempre per magnificare le virtù salvifiche (di chi?) del modello partito. Qualcuno di noi citando l’articolo ha citato Niki: Il partito è il participi passato del verbo partire: andato, appunto. E’ stato preso per pazzo! C’è ancora molto da fare e meno tessere e meno coordinatori girano, meglio è per la sinistra italiana.
Caro Vendola,
avevo riposto in te delle speranze, ma dopo quest’uscita sui partiti sono molto deluso. Ho 22 anni e secondo le categorie politico-sociologiche oggi dominanti dovrei essere incluso in quella fascia di persone che credono ciecamente nel “nuovo” fatto solo di primarie, fabbriche, e società civile autorganizzantesi su Facebook. Invece non ci sto, mi tengo fuori da questi schemi e credo che tutte le cose elencate prima (tranne le primarie) siano utilissime ma drammaticamente insufficienti. E mi chiedo come sia possibile continuare a non capire che la situazione in cui ci troviamo oggi è dovuta in larga parte al fatto di aver volutamente tralasciato la questione strategica della ricostruzione, seppure con modalità nuove, della forma-partito, sostituita sempre di più dal movimentismo da salotto o dalle strutture leaderistiche
Io sarò anche un’illusa ……. ma mi piace e voglio crederci!!!!!! Grazie!
Bravo nichi!!!
Se partirà quanto affermi da Torino saremo tanti giovani a seguirti!!! Sinistra e Liberà non è altro che una sommatoria di dirigentucoli locali assetati di potere e di poltrone… diamo spazio alle energie nuove, al movimento, azzerate le dirigenze e ricostruiamo la sinistra daccapo!
vendola, hai bevuto troppo durante i festeggiamenti? dalle tue analisi vien fuori (sintetizzo) che a sinistra il PD è quasi morto e dalle sue ceneri nascerà la futura “vera” sinistra che, costruita ovviamente nelle fabbriche di SEL, sconfiggerà i cattivi e, finalmente, nascerà la nuova grande “era della sinistra”. Premetto che sarei il primo ad esserne felice se il risultato finale fosse quello e premetto anche che sono “idealmente” di estrema sinistra. Ma credo che tu e i militanti di SEL siate in preda ad una sbornia per la vittoria pugliese (di cui sono molto felice) che vi fa travisare la realtà. Ma sopratutto non condivido niente di quel che dici e delle tue strategie: intanto qualsiasi analisi seria (numeri veri non propaganda) dimostra che il PD perde molto rispetto al 2005 ma guadagna (anche più della Lega) rispetto al 2009 ed ha il 27/28% …… se il PD è quasi morto SEL con il 3% in che condizioni è ??? La verità, caro vendola, è che ci sono milioni di “sinistri” come me che sono dentro il PD (hai mai pensato cosa vuol dire il fatto che il PD prende il 50% a livorno? forse i 50% ex comunisti livornesi sono diventati tutti centristi? sveglia compagni! vabbè fare propaganda ma se lo credete davvero svegliatevi e se lo dite in malafede andate a …..). Milioni di sinistri sono nel PD non perchè pensino che il PD è meglio, più simpatico, più di sinistra o qualcosa del genere, ma perchè pensano che la PRIMA QUESTIONE della sinistra, la base fondante da cui partire per qualsiasi evoluzione della sinistra, delle sue idee, dei suoi programmi, anche delle sue fabbriche vendoliane, è la creazione di un unico soggetto della sinistra, un UNICO PARTITO, con tutte le conseguenti complessità e anche conflittualità, ma UNICO,in cui si parla di ideali, di programmi, di tutto quello che serve e che si vuole ……… ma che sia unico e con una leadership chiara e forte, pur nella pluralità e democrazia. Se esiste già un partito da 27/28% di sinistra, da ingrandire e migliorare, perche ripartire dal 3% ??? Ora tanti SEL ironizzeranno sul PD di sinistra. Se non avete ancora capito che la maggioranza della base PD condivide i vostri ideali, da realizzare però con altre strategie, non avete proprio capito un c…o. Non sono un illuso, parlo della realtà, di persone vere. Vivo a Treviso, capitale della Lega. Ma quando mi sono iscritto al PD c’era la fila di persone di sinistra che prendevano la tessera. Persone vere. Questo è un partito che perde ma è vivo ed esiste. A Treviso SEL ha 1%. Costruite pure le fabbriche partendo dalla fine del PD; credo che vedrete i risultati fra 2000 anni. Caro vendola, esiste una sola strategia per chi ha i nostri ideali: entrare nel PD e farne un grande partito di sinistra. Io sarei il primo a votarti alle prossime primarie. Se sarai fuori invece sarò il tuo primo avversario, perchè non sopporto chi ha grandi ideali ma non capisce un c…o della strategia per farli realizzare. Vorresti azzerare tutto e tutti, ripartire a costruire qualcosa di nuovo tutti insieme, alla fine fare un nuovo PARTITO della sinistra. Sono contrarissimo. La sinistra è fatta di deficienti; l’unica cosa che sanno fare bene è dividersi e litigare. L’unico modo per far fare qualcosa di buono a dei deficienti è costringerli a scegliere, con la forza. O entri nel Pd e lo costruisci o vai a fare in c…o. Altrimenti si continuerà come negli ultimi 20 anni. Scissioni, unioni, cosa 1 e cosa 2, divisioni, litigoni, ancora scissioni, fabbriche e laboratori……. Dalla grande sciagura della scissione di Rifondazione dal PDS a tutte le cagate successive fino ad oggi: PD, IDV, SEL, RC, PDCI, PR, PS, verdi, grillo? e, perchè no, anche il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica. 15 partiti a fare ammuccchiate per poi perdere. La destra con la nascita del PDL ha dimostrato di essere molto più intelligente. Hanno creato un grande partito di centro-destra, dai democristiani e liberali moderati ai fascisti, passando per i delinquenti uniti a delle bravissime persone; se non esistesse la Lega sarebbero un bel partitone plurale ma unito con il 50% dei voti. E saremmo noi quelli intelligienti??? Se si ricomincia con la costruzione di un nuovo soggetto, azzerando tutto, si inizierà solo l’ennesima storia infinita, la COSA n°3612 o n°18743, si litigherà, ci si unirà, ci si emozionerà, ma poi il giorno dopo il Bertinotti di turno farà la scissione perchè è troppo al centro, il Rutelli di turno andrà via perchè è troppo di sinistra, Pecoraro perchè è poco verde, Demagistris fonderà un nuovo partito perchè non abbiamo offeso abbastanza berlusconi, Grillo sparerà le sue c….e, Ferrero scinderà per essere libero di protestare contro il governo di cui è ministro…. e così via. Questo è il destino della sinistra se prevarrà la tua assurda strategia di continuare a ripartire per poi trovarsi sempre più indietro. Un altro motivo per partire con il PD è che l’unione con persone non di sinistra, più moderate ma con lo sguardo verso sinistra, è comunque fondamentale per vincere e probabilmente giusto perché stando insieme (con intelligenza) è comunque più facile convincere. Pensaci vendola, tu sei una grande persona, non buttare via quello che puoi dare agli ideali della sinistra per delle strategie sbagliate. Lo dico anche a tutti gli altri SEL che leggono, che non conosco ma che, per il fatto stesso di essere di SEL sono sicuro sono delle grandi persone. Ma che non hanno capito un c…o di strategie. Grazie
Anch’io non ho capito che cosa intendeva Vendola nell’intervista e sono alquanto preoccupato.
E’ vero da un lato che negli ultimi anni i partiti sono diventati spesso soltanto il trampolino di lancio verso remunerative avventure individuali nelle istituzioni, a tutti i livelli.
Questa degenerazione è particolarmente evidente nel centrodestra, dove il partito principale nasce come emanazione diretta del “capo”, ma ha colpito anche, in misura più o meno grave, alcune forze di opposizione, come dimostrano cronache recenti.
Credo però che per uscire da questa situazione non bisogna seppellire i partiti quanto piuttosto riscoprire l’art. 49 della Costituzione e cioè riappropriarsi della loro funzione originaria quali associazioni ove si concorre alla elaborazione delle grandi scelte nazionali e, ovviamente, di quelle locali.
In altri termini servono dei luoghi ove lo scambio di idee prevalga sui personalismi e diventi nuovamente il motore dell’attività politica: un partito inteso come intellettuale collettivo, dove anche “la cuoca partecipi al governo della nazione”, come diceva un rivoluzionario del secolo scorso.
Occorre quindi ripensare il rapporto tra individuo e collettività, non ovviamente per sopprimere o soffocare le singole individualità in un grigio collettivismo, ma proprio per permettere a tutti di potersi affermare (di poter affermare la propria personalità) in un contesto sociale, dove “il libero sviluppo di ciascuno sia condizione del libero sviluppo di tutti”.
Ed occorre iniziare a costruire, partendo subito, un soggetto in grado di indicare, in prospettiva, un diverso modello di società, di relazioni politiche, economiche e sociali.
Un soggetto politico (un partito, appunto) che sia luogo di partecipazione e di confronto, che si candidi a diventare forza di governo a tutti i livelli senza però rinunciare ai propri principi, dove l’amministrare non sia finalizzato a ricoprire posti di potere (o a sponsorizzare interessi privatistici) ma a fornire risposte ai bisogni dei cittadini.
Di fronte alla degenerazione individualistica della politica gli anticorpi possono ritrovarsi soltanto attraverso la partecipazione larga ed appassionata di un grande numero di persone, donne e uomini, che si ritrovano a fare politica per affermare loro idee comuni, consapevoli che solo in questo modo si creeranno le condizioni per l’affermazione anche delle loro singole individualità.
Naturalmente se ciò ci piace di più possiamo chiamare questi partiti “fabbriche”, ma l’importante è che siano luoghi collettivi e non emanazioni periferiche di un “capo”, sia pure il migliore che possiamo permetterci.
Credo che Niki Vendola ci debba quindi qualche chiarimento.
sergio acquilino – portavoce di SEL della provincia di Savona
Ecco, non riversiamo sulla Puglia tutte le speranze della sinistra nazionale. Vendola è stato eletto presidente in quella regione, ma nel resto d’Italia è stato praticamente un massacro.
Nella mia area, provincia nord di Napoli, SEL è stato un partitino (o una lista, come preferite) da 1-2% scarsissimo, addirittura nella mia città (Giugliano in Campania) su oltre 85.000 elettori potenziali, solo in 525 abbiamo scelto questa strada, con numeri molto simili in altri grossi comuni dell’area (Acerra, Casalnuovo, Marano, eccetera).
In altre parole, non cadiamo nell’errore di prendere questa tornata elettorale come una santificazione o una vittoria. Ci sono ancora intere aree del paese fortemente ancorate al sogno “culturale” proposto dal Popolo della Libertà (o meglio dal suo presidente) e che hanno bisogno di una proposta da noi. Non dobbiamo mettere sulle spalle di Vendola il peso di un’intera nazione, lui deve occuparsi della sua regione. C’è bisogno che ci svegliamo anche nel resto d’Italia, e che costruiamo soprattutto un modo diverso di vedere il mondo, prima ancora di star lì a fare calcoli di quanto si potrebbe prendere con l’Italia dei Valori, quanto con il Partito Democratico e così via.
Mi sembra che si dia a questa intervista un valore che essa non ha: è un’analisi, punto e basta.
Nichi Vendola è stato eletto dai pugliesi per essere il loro governatore per 5 anni, e comunque da solo non basta. Credo che il PD abbia al suo interno anche persone molto più valide di quelle che attualmente presenta per le maggiori cariche istituzionali o interne.
Credo sia opportuno che SEL mantenga la forma di Movimento anziché strutturarsi in partito. Vedo già troppi cani attorno all’osso, pronti ad occupare eventuali sezioni con i propri sodali, e poi francamente di una casupola da 3% non sento l’esigenza. Ricordiamoci che il PD è saldamente nelle mani di Massimo D’Alema per interposta persona. Non so come si possa fare per aggregare il centrosinistra nelle sue variegate microrealtà attorno ad un modo di fare politica diverso che deve portare per forza anche una semplificazione del quadro. Io sono dell’Emilia Romagna, qua il centrosinistra tutto rappresenta un punto di riferimento per i magnati dell’economia e gestisce un sacco di denaro. Non facciamoci illusioni, questo sistema di potere non si scardina in poco tempo e se nel contempo non nasce una nuova rivoluzione culturale paragonabile al ‘68 nel nostro paese la vedo davvero molto dura…
che ne dite se si unissero in un unico movimento
sel,federazione di sinistra,verdi e movimento 5stelle?si prenderebbe minimo il 20%!
con Niki, senza se e senza ma. Basta miniclub per presentarsi alle elezioni. Se Silvio resiste si rivota tra 3 anni. Spero nn si passi questo tempo a discutere se il 3% di sel è buono, ottimo, mezzo e mezzo e via dicendo…Niki deve parlare al popolo del centrosinistra, deve fare il leader del centrosinistra, deve ricostruire la “coalizione del lavoro”, deve non trincerarsi dentro sel, ma navigare in campo aperto per il bene dell’Italia.
se per “fabbriche” intendiamo laboratori politici sul territorio, dove di discute, si elabora si organizza la partecipazione democratica va benissimo.
Esse possono nel tempo diventare la spina dorsale del soggetto politico da costruire.
IO credo nella funzione essenziale dei partiti, ma come ho già detto, quelli di oggi non sono riformabili e non possono essere chiamati neanche partiti.
Sono espressioni autoreferenziali di gruppi di potere, grandi e piccoli. In mano a clan, feudatari che gestiscono pacchetti di tessere e con sezioni sempre chiuse.
Con strumenti nuovi, quali laboratori politici e circoli politico-culturali aperti sarà maggiormente possibile costruire nuova soggettualità politica.
Noi come Lega dei Socialisti per la Sinistra si poniamo per l’appunto come un laboratorio politico nazionale, che vuole fornire a SEL ed alla sinistra in contributo di idee e proposte. Siamo infatti nati intorno ad un sito internet http://www.socialismoesinistra.it ed organizzati su Facebook e così abbiamo preparato il nostro 1 convegno nazionale agli inizi di Febbraio. Ne organizzeremo uno più grande per Maggio.
da “vecchio” militante di quella che una volta si identificava come la sinistra extraparlamentare l’idea di Niki la trovo interessante. Alla sinistra manca il contatto con il popolo, quello che deve fare quotidianamente i conti con la vita di tutti i giorni. chiudersi in una sede a discutere per ore come mi è accaduto con RFC è veramente deprimente se poi non si esteriorizza ciò che si è elaborato. Compagni, partecipazione, partecipazione e presenza costante sul territorio. ecco perchè lega e IDV hanno consenso.
Claudio, sessantottino convinto, straconvinto!
Se Vendola intende il “partito” come classicamente inteso: ovvero come “chiuso” nell’interesse della propria “parte” politica; in sostanza come “ideologico”, allora ha perfettamente ragione.
Il discorso è, ovviamente, complesso, e meriterebbe ampio approfondimento. Anche perchè non si parla, semplicisticamente, del “partito” nella sua forma verticistica.
Non è, in definitiva, questione di formare una “cosa orizzontale” (e non chiamarla partito), ma qualcosa di ben più profondo. Qualcosa di veramente “rivoluzionario” per l’asfittico panorama politico italiano: un partito “aperto” (alle varie contaminazioni culturali), e perciò stesso non-partito.
Aspetto comunque di saperne di più. Mi pare però che Vendola si sia guadagnato ampio credito da non meritarsi le frettolose critiche che ho letto.
Finalmente un discorso politico serio e degno di nota; di sicuro difficile da comprendere per chi è abituato a sbattere i tacchi come un soldatino di legno alle direttive di segreteria. La vera politica è questa! Ripartiamo dall’uomo e non dalle sue creazioni (partiti compresi). Caro Nichi sei stato capace con i fatti di dimostrare che un altra politica è possibile! Porta a termine questa rivoluzione culturale che hai incominciato, io come tantissimi altri sarò con te!
parla come grillo bene benissimo
a Fulvio? meglio i partiti piramidali ma con le regole della partecipazione democratica che delle cose con leadership informali che non si assumono neanche la responsabilità e che garantiscono solo falsamente la partecipazione e la democrazia. Questa intervista di Nichi non ti sembra l’apice di una piramide in cui c’è un vertice che decide la strategia politica ed il percorso di tutt* ed una base che neanche può discutere della cosa?
bebe bene
inizio a pensare che vendola sara ilbeppe grillo del sud
i semi per un riscatto ci sono
w beppe grillo niki vendola de magistris marco travaglio e un pochino il buon di pietro che fa qualche cazzata ogni tanto pero è un uomo onesto
un paio di interviste a Nichi: per avere un quadro più ampio.
http://www.rassegnastampacrp.com/public/stampa/310310/Il%20Fatto%20Quotidiano/LOC426701.pdf
http://www.rassegnastampacrp.com/public/stampa/310310/l%5EUnit%C3%A0/LOC426723.pdf
Le poltrone (anche quelle di partito) non servono se sono utilizzate per riposare. Dobbiamo costruire le Fabbriche luoghi aperti, in cui chi arriva possa dare le proprie idee, sentirsi a casa sua e lottare per raggiungerle.
Io penso che Partito è piramide, mentre Fabbrica è rete, scambio di idee alla pari.
Credo che l’economia, e di conseguenza la politica, cambi strumenti secondo i mezzi di comunicazione a disposizione. Oggi sono molto veloci inadatti alla forma partito classica.
Non spaventiamoci, il fine è sempre lo stesso: avere un futuro sicuro a partire dal lavoro, passando per la pensione, poi l’acqua pubblica, e infine far pagare le tasse.
Ma poi ognuno ci metterà la sua idea …
Vorrei chiarezza Nichi!Qui al Nord sono fatiche immani, ci crediamo alla nuova sinistra, al progetto di SEL, diamo l’anima. Se intendi che dobbiamo fare un partito nuovo, orizzontale è un conto e ci sto. Ne dobbiamo discutere al congresso che va fatto in tempi certi.
neanche a me piace questa intervista. Eppure ho fatto settecento chilometri da Torino a Roma per votare SeL. Spero che migliori stasera.
E poi, alcuni partiti funzionano: l’IDV e la Lega per esempio non mi sembrano ossi di seppia. Possiamo non condividere la loro politica, però non sono soggetti morti in questo momento
Giuro che ho scritto il commento prima di leggere quello di Laura, ma lo quoto in pieno!!
Quest’intervista non mi piace per niente! Ma insomma, uno si fa un culo come una casa per cercare di fare il partito nuovo della Sinistra (ossia SEL), fa centinaia di riunioni, discute, litiga, perde il sonno etc. e poi Nichi se ne esce con un proclama così? Ma lo ha discusso con qualcuno? Mica si fa così, e che è? Berlusconi sul predellino?
Ha ragione Nichi.
se la sinistra non fa i conti con la crisi dei partiti, non andiamo da nessuna parte.
Avanti con le “fabbriche”, sperimentando luoghi nuovi e aperti.
Gennaro
E’ necessario che chiarisca cosa intende!io e i miei compagni della sezione è almeno 3 anni che stiamo dietro ai cambiamenti d’umore (e di simboli, e di alleati ecc..) della sinistra. Per SEL ci stiamo facendo un sedere grande come una casa! Che ci dica subito cosa ha intenzione di fare perchè se ci devo mettere di nuovo la faccia , voglio che questa volta sia per qualcosa di serio e DURATURO!
Ma perchè Sinistra ecologia libertà non mette nel suo programma UNA COSA SEMPLICE ma che farebbe capire alla gente (e mi ci metto anche io) che ci crede veramente al cambiamento : AUTORIDUZIONE DELLO STIPENDIO DEI PARLAMENTARI (e consiglieri vari) . Vi rendete conto che prenderebbero un sacco di voti? . Ed è giusto. Devono prendere gli stessi soldi della gente comune. Se non lo fa questo partito chi lo fa? Perchè non lo ha già fatto?
Dai cavoli capite il senso o no! E’ un segnale di novità, SEL è novità, non fate i retrogradi per cortesia! Sembra che se vi tolgono il partito morite e suvvia un po’ di elasticità mentale!
Ragazzi calma!!! L’intenzione è secondo me piuttosto chiara…perchè è cresciuta l’astensione??? perchè si ha paura del diverso e si vota Lega??? perchè si và verso una deriva populistica e leaderistica??? Solo ed esclusivamente perchè manca PARTECIPAZIONE, AGGREGAZIONE, SPAZI DI DIBATTITTO E DI ASCOLTO….ecco cosa sono le fabbriche di Nichi…non vogliono assolutamente sfasciare o cancellare l’esperienza di SEL ma solamente riempirla di significato come noi base ed elettorato di Sinistra chiediamo ormai da tempo…Se ad esse si affiancherà un partito ben strutturato che parli con le persone e ricominci a fare vera politica sul territorio, allora potrà iniziare un lungo cammino che, attraverso il consenso, ci porti a governare questo paese non solamente per occupare poltrone ma per cambiare la realtà grazie al programma che ci siamo dati attraverso la partecipazione…
le fabbriche potrebbero essere un modo altro di aggregare,come diceva fabrizio(di cui condivido le perplessità),potrebbero sostituire le sezioni,facilitare il contatto con la gente,il coinvolgimento.insomma,riscoprire quello che a sinistra è stato perso.
ecco,se così fosse, sarei contento,si sperimenterebbe un modo nuovo di fare politica,si potrebbe mirare al superamento del verticismo,del correntismo,dei mali dei partiti.si potrebbe raggiungere il sogno di un partito orizzontale,dove il principio una-testa-un-voto sarebbe l’ingrediente fondamntale.
se così fosse,sarei d’accordo.
altrimenti,no.
SEL ha raggiunto un buon risultato,a livello nazionale,ripetendo quanto fatto alle europee,con la presenza dei verdi e del PSI.
insomma,non è un miracolo,ma il nostro simbolo inizia ad essere conosciuto. quindi:smettiamola coi cambi di rotta,coi lifting,e andiamo avanti.se si tratta di un nuovo modo di viaggiare,va bene,purchè la direzione resti quella decisa insieme. cioè il partito.
Quando Nichi parla di sostituire le “Fabbriche” ai partiti si riferisce anche a SEL? O intende che, su tutto il territorio italiano, SEL deve organizzarsi non più nelle vecchie forme (sedi, sezioni) ma nella nuova (la Fabbrica di idee)? Spero che chiarisca cosa intende, perché mi sembra ponga una scelta cruciale sul futuro del progetto.
Non sono contrario a nulla e i partiti nella loro forma tradizionale sono sicuramente svuotati di senso. Però vorrei veramente che uscissero parole e idee chiare, non basta essere contro. Quale modalità ci diamo per costruire l’alternativa? Quali sono le forme di partecipazione? Certo i partiti, ed anche SeL, con i loro rituali e i loro logori capibastone vanno superati. Però non vorrei si arrivasse a derive populistiche, lo dico senza polemica perché veramente voglio capire dove andiamo senza alcuna preclusione (tranne l’entrata nel PD)
sono allibito noi militanti di SEL ci siamo fatti un C.O per costruire un nuovo partito della Sinistra e ci vuoi gia affossare?Non comprendo!Quindi per te SEL è un discorso chiuso?Mi dispiace,per me nò.
certo i partiti della II Repubblica non hanno senso: erano morti già quando sono nati. Espressioni di personalismi e di gruppi autorefernziali e chiusi ad ogni partecipazione democratica.
Ritengo che i partiti nel senso definito dalla Costituzione come strumenti per organizzare la partecipazione democratica dei cittadini abbiano invece un forte senso.
Ma bisogna veramente costruire soggetti nuovi nel modo di operare. Io non ho mai concepito SEL come punto di arrivo , bensì come un primo mattone per ricostruire una sinistra ben più ampia di quella che rappresentano le attuali piccole sigle. Quindi SEL è un processo aperto.
Ma per fare questo non basta solo un leader per quanto bravo (e Nichi lo è veramente”) Una leadership va riempita di contenuti di progetto e di soggettività politica.
sono un po’ perplesso…
A parte l’euforia.
SEL è stato un passaggio, bisogna andare oltre.
Il 3% non è quello che desideriamo.
Io penso che il nostro leader Nichi Vendola (leader dentro e fuori SEL) debba avere risposte dal PD, concrete. Se il PD rimarrà il PD di sempre allora constatiamo l’esistenza di un “fuggito democratico” dalla realtà.
TUTTI IN PUGLIA ALLO STAGE SU COME COSTRUIRE LE FABBRICHE DI NICHI.
Io ci sarò.
nichi sei quallido e squalificante, questa cosa dei tuoi comitati elettorali da radical chic mi fa pena, stai fondando un partio, sei leader nazionale per acclamazione, fai il congresso prossimamente e dici questo dei partiti!
dimettiti da leader! non sei degno di rappresentarmi!!!
Un iscritto a sel di Barletta.
Quindi di SeL che ne facciamo?
Onestamente non capisco bene come le fabbriche possano sostituire i partiti senza diventare come gli stessi (e cioè correndo gli stessi rischi degenerativi che, in assenza di regole, rischiano di deflagare in maniera ancora più fragorosa).
Stiamo parlando di nuove forme dei “comitati per l’Ulivo” che vedevamo circa 15 anni fa? Sono nuovi soggetti politici? Credo, e giustamente, che siano luoghi di aggregazione, partecipazione ed elaborazione…per diventare partiti (come penso dovrebbero essere i partiti) manca loro l’essere luogo di scelta di linea politica e, credo, mancano le regole su come si sta dentro, si partecipa e si decide nell’interesse di rappresentare le proprie ragioni (le ragioni della parte rappresentate)…se gli diamo anche questi strumenti diventano partiti, se non glieli diamo o rischiamo le derive leaderistiche oppure quelle di una certa inconcludenza nell’incisività politica o nella forza rappresentativa organica e strutturata.
Scrivo questo però, da curioso quale sono, lo faccio per capire meglio…qualcuno mi spiega meglio di cosa stiamo parlando?
Ma che fine ha fatto l’idea di unificare la Sinistra? SEL non era nata per questo? Spero di sbagliarmi, ma qui si pensa solo alle piccole sacche di potere rimaste. Oltre alla Puglia SEL com’è andata? Male. Cosa ha fatto per l’unità della Sinistra? Poco. Au questo sito si parla solo di Vendola. C’è vita oltre a lui o si tratta di un partito leaderistico stile Berlusca? Per favore qualcuno del partito mi risponda, perchè qui si festeggia, ma in realtà c’è da mettersi le mani nei capelli.
Passione! Scrive oggi Vittorio Zucconi su Repubblica, le parole di Nichi ci fanno capire che la politica deve ritornare ad essere una missione, coinvolgente, generante passione ed impegno. La sinistra, essere di sinistra, anche superando le categorie marxiane del XX° secolo è un modo di essere, prima che un modo di votare. SEL, la vittoria in Puglia, il buon risultato nazionale mi sembra essere una boccata d’aria, in un clima grigio e nebbioso della politica Italiana. Ricominciamo a parlare con la gente, svegliamo dal torpore quelli che la pensano come noi e cerchiamo di influenzare chi la pensa in modo diverso, dimostrando con i fatti che è possibile sperare in un mondo migliore.
Grazie
Uno Spettacolo…Un Sogno che diventa realtà…Intendiamoci non Nichi in sè per sè (che è già tanta roba per tutto ciò che dice e per come lo dice) ma FINALMENTE la partecipazione politica che diventa fonte di programmi di governo….GRAZIE DI CUORE!!!
ok Upa, il tuo pensiero è chiaro e lo condivido in parte. Il problema sono le modalità.
Fare un partito “obbligando con la forza” a stare insieme si traduce nella pratica che alcuni “capitribù” si uniscono per spartirsi peso nel partito e ogni volta che qualcuno perde quel peso alza il tiro con fondamentalismi di varia natura (Binetti docet, ma non solo), oppure si rimane immobili per non scombussolare gli equilibri (anche qui PD docet, ma non solo).
Questo è il problema dei partiti oggi. Tanti equilibrismi interni e poco contatto con i popoli che sovvertirebbero quegli equilibri.
Non è forse il caso di immaginare una cosa diversa?
Trovare degli spazi in cui il popolo di sinistra (e non solo) nelle sue varie composizioni elettorali esprima le proprie esigenze e le leadership se ne facciano semplici interpreti.