giovedì 11 marzo 2010 07:46 - di
Giancarlo Balbina
- Categorie: Articoli A quasi vent’anni da Mani pulite, la situazione può dirsi addirittura peggiorata, perché quella corruzione così diffusa e magmatica che infestava i partiti, è tracimata, oggi, nella stessa società civile, in ambienti economico-finanziari come fra i giovani, sempre più disinformati, apatici ed indifferenti.
Noi, oggi, siamo testimoni di un paese piegato e travolto, dal basso, dall’individualismo e dall’indifferenza di massa; dall’alto, dalla corruzione delle classi dirigenti. Una corruzione, come sappiamo, che è nella natura dei rapporti politica/affari da sempre; ma che, come traspare dall’ultimo scandalo, quello della Protezione Civile, è stata amplificata, se non addirittura legittimata, da una visione dell’economia e del diritto, in cui il rispetto delle regole e dei vincoli della legge, è considerato un fardello che ostacola la realizzazione delle “opere”, cadano esse o no nel novero “dell’emergenza”.
Un bypassare tutte le procedure e i controlli, in linea con la “filosofia del fare”, che proviene dal berlusconismo più becero e dilagante nella nostra società, che è cresciuto come una mala pianta, “nell’indifferenza” generale.
Non può essere sottovaluta l’arroganza raggiunta dalla criminalità organizzata. L’idea che si possa essere eletti parlamentare per “conto” della ‘ndrangheta, come si vede dalla cronaca di questi ultimi giorni, è un fatto raccapricciante, che mette in pericolo i basilari principi della nostra democrazia.
E’ necessario che, a partire dalla questione morale, si mettano le basi per creare una società integrata, sana, socialmente equa, dove i valori importanti siano ricollocati al loro posto, e ogni forma di populismo qualunquistico sia rispedita, al più presto, al “mittente”.
Giancarlo Balbina
Sinistra Ecologia e Libertà
se fare politica significasse mettersi al sevizio del popolo e non fosse un metodo per accorciare la via all’arricchimento tutto funzionerebbe bene e non staremmo qui a discutere di questione morale.
se chi occupa posti di potere e li usa per i propri interesse anche facendo uso di comportamenti illeciti fosse punito e giudicato con esemplarità sia dalla magistratura sia dagli elettori forse molti non cercherebbero la scorciatoia della politica e ma un lavoro”normale”.
se fossimo un paese normale e i cittadini avessero tutti uguali diritti e doveri staremo sicuramente meglio.
ma il nostro non è un paese normale, il nostro è purtoppo per una atroce realta, un paese ove diventa normalità frodare il fisco, aggirare le leggi, assumere lavoratori guarda caso lo stesso giorno che subiscono infortuni, di sudditi, ed altro ancora che non sto a ricordare. il nostro è un paese ove non bisogna alzare la testa per far valere i propri diritti perchè se lo fai ti accusano di essere un rivoltoso comunista. il nostro è un paese perbeista e bigotto ove la verità non si può dire perchè se lo fai sei contro lo Stato. ebbene si! io sono contro lo stato delle cose cosi come stanno. bisogna che gli onesti di intelletto e di pensiero si uniscano per modificare le cose: io voglio liste pulite fatte di gente onesta. queste persone devono essere votate per rifondare lo stato.
[...] I giovani e la questione morale Categoria: Rassegna stampa, Sinistra Ecologia e Libertà — SLSenigallia @ 22:44 Ripartire dai giovani per rispondere alla questione morale in politica, come indica il Manifesto che diverse forze politiche di opposti schieramenti hanno elaborato e sottoscritto ieri nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Cagliari, partecipata anche da Sinistra Ecologia e Libertà, è un passo importante, ma, ovviamente, non sufficiente. La Questione morale, infatti, è uno dei tarli più antichi che rodono la politica italiana. Enrico Berlinguer, all’inizio degli anni ottanta, l’aveva posta come una vera e propria questione nazionale e lo scoppio di Tangentopoli, dieci anni dopo, fu come una profezia che si avverava davanti ad un paese incredulo, che ne aveva sottovalutato l’ammonimento. [...]